Termoarredo bagno: come scegliere quello perfetto per te! (2019)

In questa guida ti racconterò tutto quello che devi sapere sul termoarredo per il bagno.

Gli scaldasalviette stanno rimpiazzando i classici termosifoni, e nelle prossime righe capirai come selezionare e scegliere quello perfetto per te.

Ne esistono di molti tipi, forme, colori, design, dimensioni e prezzi…quindi dovrai fare alcune valutazioni.

Non tralascerò nulla.

Sei pronto?

Prima di tutto…perché dovresti installare un termoarredo?

3 Ottimi motivi per acquistare il termoarredo bagno

La ristrutturazione del bagno non obbliga a sostituire il termosifone.

Tuttavia, gli scaldasalviette moderni hanno almeno 3 vantaggi che mancano ai vecchi radiatori.

Di che parlo?

Vantaggio #1: Elemento di design

Il primo beneficio è estetico.

Lo scaldasalviette ringiovanisce il locale, e alcuni modelli sono talmente belli da diventare un elemento di design.

Vantaggio #2: Ospita e riscalda gli asciugamani


Posizionato nei pressi del lavabo (quando possibile) è l’ideale per appendere gli asciugamani e le salviette.

Due posizioni alternative sono sopra il bidet, oppure vicino alla doccia.

In mancanza di spazio, dietro la porta.

Come se non bastasse, quando il riscaldamento è acceso, l’accessorio mantiene caldi asciugamani e accappatoio.

Vantaggio #3: Adatto a piccoli spazi


I vecchi bagni prevedevano un radiatore sotto la finestra o dietro la porta.

Il termoarredo ha pochi vincoli.

Un privilegio che torna utile in piccoli spazi, anche grazie a modelli con diverse dimensioni e forme.

Come funziona il termoarredo bagno?

In commercio troverai prodotti con tre tipi di alimentazione.

Quello più diffuso è lo scaldasalviette idraulico, collegato all’impianto di riscaldamento della casa (funziona come il classico termosifone).

Ti consiglio di installare un termostato riservato al termoarredo, così potrai riscaldare il solo ambiente bagno.

La seconda alimentazione è elettrica: l’accessorio è collegato all’impianto grazie ad una normale presa.

Questi modelli funzionano tramite una resistenza che scalda il liquido termoconvettore (antigelo), posto all’interno.

Si tratta di prodotti dotati di regolatore della temperatura e (in genere) di pulsante di accensione/spegnimento.

Terza alternativa sono i termoarredi misti-con doppia alimentazione (idraulica ed elettrica).

Tutto chiaro? 😉

Le 3 tipologie di termoarredo bagno

Assieme al funzionamento dovrai anche scegliere la tipologia adatta alle tue esigenze (spazi, stile…).

Quelle principali sono 3.

#1: Scaldasalviette (classico)


Compito dello scaldasalviette è riscaldare l’ambiente e gli asciugamani.

È la tipologia più diffusa, adatta a tutti i tipi di bagni.

Il calcolo termico – che definisce dimensioni o watt necessari – va eseguito in base a diversi fattori, quali la cubatura del locale, il numero delle pareti che si affacciano all’esterno, la temperatura desiderata…

Questo compito spetta all’idraulico.

#2: A pannello

Mi piacciono molto.

Hanno un design pulito e minimale, e a differenza degli scaldasalviette tubolari si puliscono facilmente (evviva!).

Alcune aziende producono anche modelli ultrasottili (meno di 2 cm di spessore).

#3: A bandiera


Installato di traverso rispetto alla parete, può anche diventare un piccolo elemento divisorio (come nell’immagine qui sopra).

*Ci sarebbe una quarta tipologia (“a panca”) dove il design del radiatore è del tutto simile a quello di una piccola panchina (o di un tavolino).
Pochissimi modelli in produzione.

Come montare il termoarredo del bagno?

Ora conosci le tipologie, è tempo di passare al montaggio-disposizione.

Montaggio verticale

Qui il portasciugamani si sviluppa in altezza (variabile).


Il vantaggio di questa forma è che lavori in altezza, lasciando spazio ad altri elementi di arredo.

Torna utile in bagni piccoli, dove ogni centimetro guadagnato è sacro.

Montaggio orizzontale


Una peculiarità dell’arredo bagno di design.

Alcuni modelli, oltre a riscaldare, hanno anche il ruolo di mensola portaoggetti e salviette.

Tra poco vedrai come e dove utilizzarli.

Montaggio ad angolo

Rari.

Utili in casi particolari, dove è necessario sfruttare un angolo del bagno.

Dove posizionare il termoarredo del bagno?

Ogni caso è unico, quindi facciamo alcune riflessioni.

Prima riflessione: di quanto spazio disponi? (come è distribuito’)

In ambienti ristretti – uguali o inferiori a 4 mq – sei spesso vincolato dagli altri elementi.

Guarda questo esempio:


Nel locale qui sopra c’era poca scelta.

La soluzione più sensata era posizionare lo scaldasalviette sopra al bidet.

Nella parete di destra avrebbe creato un senso di “oppressione”.

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Seconda riflessione: hai preferenze?

Estetica a parte, qual è il tuo obiettivo?

Faccio delle ipotesi.

Ipotesi #1: Ti interessa la posizione


Prendiamo il mio caso: amo i pavimenti liberi, e mi “annoiano” le piantane asciugamani.

Se dovessi rifare il bagno, punterei ad un termoarredo vicino al lavabo…spazio permettendo.

Cos’è importante per te?

Vuoi lo scaldasalviette accanto al lavabo?

Oppure lo preferisci all’entrata della doccia?

Per la collocazione del termoarredo verticale hai per lo più 4 opzioni.

◼︎ accanto al lavabo;
◼︎ sopra il bidet (centrato!);
◼︎ vicino la doccia;
◼︎ dietro la porta;

Ti sconsiglio l’ultima.

Lo scaldasalviette è elemento di arredo e design, quindi lo lascerei a vista.

E con il termoarredo orizzontale?

Il posto perfetto è sopra la vasca:


oppure accanto al lavabo…se c’è spazio:


Terza alternativa: sopra il bidet.

Valuterei lo scaldasalviette orizzontale anche se il tuo bagno è stretto e lungo (accentua la lunghezza).

Ipotesi #2: Ti interessa la praticità

In una casa di vacanza al mare è più comodo lo scaldasalviette idraulico oppure quello elettrico?

A mio parere vince il secondo.

E in un piccolo bagno ricavato in camera ?

Queste sono le prime domande che mi farei dovendo acquistare un termoarredo.

Quanto costa il termoarredo bagno?

Parliamo di prezzi.


Per un modello base – tubolare bianco e verticale – bastano poche decine di euro (dai 30-40 € a salire).

Cosa incide sul prezzo?

◼︎ dimensioni;
◼︎ finiture (cromato, colori…);
◼︎ materiale;
◼︎ design;
◼︎ brand;

Più ti avvicini al mondo del design, più il prezzo sale (niente di nuovo sotto il sole 🤷🏻‍♂️).

Le migliori aziende, più che scaldasalviette, producono piccole opere d’arte.


Un esempio è il modello qui sopra (Vasco – Niva Bath).

Se ti interessano i prodotti di design, puoi dare un’occhiata ai siti di:

◼︎ Antrax;
◼︎ Deltacalor;
◼︎ Irsap;
◼︎ Tubes;
◼︎ Vasco;

Tutte realtà produttrici di capolavori.

Dove acquistare il termoarredo? (Offline + Online)

Partiamo dall’offline.

La prima possibilità è affidarti all’idraulico, che 9 volte su 10 ti propone il modello già installato su altri bagni.

In genere è un tubolare bianco, con dimensioni proporzionate alle tue esigenze (si spera!).

Altra soluzione è sfogliare le proposte di qualche azienda che ti piace, trovare i rivenditori della tua zona, e poi andare in show-room.

Grazie a questa procedura ho trovato professionisti che hanno risposto a qualsiasi dubbio riguardo a prodotti sui quali mi ero “fissato”. 🙂

L’ultima strada è acquistare online.

Dove?

Su Amazon trovi interessanti proposte, soprattutto se punti al risparmio e non hai particolari esigenze.

Leggi attentamente descrizione del prodotto e recensioni degli utenti.

▶︎TERMOARREDO BAGNO AMAZON◀︎

Eventualmente puoi controllare anche i siti di arredo bagno specializzati, dove l’offerta è più ampia.

Per prodotti di design (visto l’investimento) è meglio avere un contatto umano e quindi ti sconsiglio l’on-line (ma è la mia opinione).

Manca solo una cosa…

3 Accessori per il tuo termoarredo bagno

Alcuni prodotti di design hanno l’accessorio incluso (come una mensola, oppure il gancio)

Tuttavia, anche un ordinario tubolare può essere arricchito grazie ad accessori utili ed economici.


Ecco 3 esempi (acquistabili online):

◼︎ appendini per termoarredo ;
◼︎ portasciugamano ;
◼︎ stendibiancheria ;

Adesso c’è proprio tutto!

Tocca a te!

Sei sei arrivato/a sin qui, hai tutte le informazioni per scegliere il termoarredo perfetto per il tuo bagno.

Fai le tue riflessioni, e scegli bene la posizione.

Dubbi?

Scrivi un commento, ti risponderò il prima possibile. 😉

Una cosa prima di salutarci: restiamo in contatto! 🤝

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Lorenzo

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Pavimento laminato: pro e contro, prezzi, posa, manutenzione [VIDEO]

Questa guida contiene tutto quello che devi sapere sul pavimento laminato.

Nelle prossime righe ne scoprirai caratteristiche, pro e contro, prezzi, posa, ambienti dove utilizzarlo.

Non solo.

Ti racconterò come scegliere il pavimento laminato adatto a te e, una volta installato, i criteri di pulizia e manutenzione.

Tutto in un articolo step-by-step!

Partiamo!

Come e dove è nato il pavimento laminato?

storia-pavimento-laminato
1979 – Svezia
. 🇸🇪

Le prime doghe di laminato escono dalle fabbriche dell’azienda Perstorp (oggi Pergo).

Negli anni novanta sbarca negli Stati Uniti e in Asia, ed oggi ricopre i pavimenti di molte abitazioni italiane.

Qual è stato il segreto del suo successo?

A dire il vero c’è più di un “segreto”.

Procediamo con ordine…

Che cos’è il pavimento in laminato e come è fatto?

Innanzitutto, non ha nulla da spartire con il vero parquet (anche se qualcuno lo chiama “parquet laminato”).

I prodotti che trovi in commercio sono tutti melamminici (definiti “DPL”).

Solo un’azienda (Berry Alloc) produce il VERO laminato ad alta pressione (definito HPL).

Osserva la struttura della doga in laminato:

Abbiamo 4 strati.

Quello inferiore funge da sostegno e controbilanciatura.

Sopra viene appoggiato il pannello centrale, l’anima della doga, composto da fibre di legno e leganti resinosi (nome tecnico HDF – high density fibreboard).

Segue il decoro, ovvero la stampa pressofusa con altissima risoluzione, che riporta il “disegno” del legno (essenza, venature, colore…).

Infine troviamo lo strato superiore – detto Overlay o strato di usura – una pellicola trasparente ed impermeabile, che garantisce protezione ad abrasione e calpestio.

Tutto chiaro? 😉

9 Vantaggi del pavimento laminato

I numerosi benefici del prodotto hanno contribuito alla sua dirompente diffusione, ed oggi molte persone lo preferiscono ai veri listoni di legno.

Di quali benefici parlo?

#1: Estetica

pavimento-laminato
I migliori pavimenti laminati somigliano moltissimo al vero parquet.

Belli da vedere e da toccare, la superficie regala sensazioni simili a quelle del legno.

Attenzione! ⚠️

Mi riferisco ai prodotti superiori, non ai low cost.

#2: Resiste a graffi & segni

Ami il parquet ma sei terrorizzato dai segni sul pavimento? 😰

Scegli un (buon) laminato.

Le doghe si prestano a “maltrattamenti” di vario genere, non a caso il prodotto è spesso posato in attività commerciali ad alta percorrenza (come i bar).

#3: Resiste agli urti

pavimento-laminato-flottante
Per ammaccarsi ha bisogno di un oggetto pesante, a differenza del parquet (che incidi più facilmente).

#4: Resiste all’abrasione

Questa resistenza – ovvero la resistenza meccanica superficiale – varia da prodotto a prodotto, e puoi controllarla sulla scheda tecnica del pannello.

La sigla di riferimento è “AC”, seguita da un numero (da 1 a 6).

Un pannello AC1 ha una scarsa resistenza all’usura, mentre quello AC6 ha un’elevata resistenza all’usura.

#5: Proprietà antistatiche

L’aria è carica di elettricità.

I laminati antistatici riducono la carica statica nella stanza, e aumentano il comfort (respingono polvere e sporco).

#6: Resiste all’umidità

Le migliori aziende di pavimento in laminato, producono pannelli laminati con buona – se non ottima – resistenza all’acqua (più avanti vedrai un esempi).

#7: Facilità di posa

pavimento-laminato-pro-e-contro
Il laminato è celebre per facilità e rapidità di posa.

Basta una buona manualità, i giusti accessori e le corrette informazioni di montaggio.

#8: Ampia scelta

In commercio trovi prodotti con differenti qualità, studiati per specifici utilizzi.

Tra questi:

◼︎ laminati per uso residenziale;
◼︎ laminati per uso commerciale;
◼︎ laminati per ambienti umidi;

Senza contare la possibilità di scegliere formato e finitura.

#9: Pulizia facile & poca manutenzione

Non richiede molte attenzioni, per pulirlo basta un panno in microfibra (montato sullo scopettone) e del detergente neutro.

Visto quante proprietà? 😉

L’unico svantaggio del pavimento in laminato

Oltre ai tanti “pro”, c’è una piccola lacuna di cui forse hai già sentito parlare.

Trattandosi di pavimento flottante, se indossi scarpe coi tacchi (o anche con la suola in cuoio), senti il tipico ticchettio.

Puoi attenuare questo piccolo rumore grazie ad un indispensabile alleato.

Di chi parlo?

Il materassino del pavimento laminato [perché è importante e come sceglierlo]

pavimento-laminato-opinioni
Non sottovalutarlo, è importante tanto quanto la doga.

3 Ruoli del materassino

Innanzitutto compensa le micro-imperfezioni del pavimento.

Occhio: non fa miracoli.

Può compensare al massimo 1 millimetro di dislivello.

In secondo luogo, ha una funzione acustica, poiché attutisce il rumore da calpestio e il riverbero da camminamento.

Infine, dev’essere poco comprimibile (per non danneggiare gli incastri).

Il materassino va scelto in funzione delle tue esigenze e obiettivi.

Ecco alcune domande che dovresti aspettarti da un bravo venditore (quando acquisti un pavimento di qualità media/superiore:

Lo poserai in un ambiente residenziale o commerciale?

Il riscaldamento è a radiatori o a pavimento?

Abiti in condominio o in una casa singola?

Mi raccomando: investi anche nel materassino! 💶

In quali ambienti posare il pavimento laminato?

Perfetto per soggiorno, cucina e camere da letto.

La scelta è ampia, così potrai personalizzare il look degli ambienti.

pavimento-laminato-in-cucina

Cosa puoi scegliere?

◼︎ essenza (rovere, frassino, pino…);
◼︎ struttura (legno antico, liscia, rustica…);
◼︎ lucentezza (opaco, semi-lucido…);

Ricorda che esistono anche i pannelli con texture che imitano perfettamente i pavimenti in grés/pietra.

Ecco un esempio:

pavimento-laminato-effetto-cemento
Incredibile, vero? 😲

Pavimento laminato in bagno & taverna: si o no?

Parliamo di un manufatto che al 90-95% è fatto di legno, quindi sensibile all’umidità.

In ambienti con umidità interna ideale, non avrai problemi.

Tuttavia, bagno e taverna sono locali “particolari” (soprattutto se non arieggiati correttamente).

Partiamo dal bagno.

pavimento-laminato-per-bagno
Pergo produce un laminato impermeabile, con tecnologia Aqua Safe.

La superficie è sigillata (anche nelle bisellature) e l’acqua non penetra tra gli incastri.

Su questo prodotto l’azienda offre una garanzia di 10 anni.

Medesime considerazioni in taverna.

Comunque, è questione di buon senso. 💡

Fai schizzi d’acqua sul pavimento? Asciuga il prima possibile!

Il discorso cambia con un allagamento, a cui nessun laminato può resistere.

Come scegliere il pavimento laminato perfetto per te

Se il tuo unico obiettivo è il risparmio, troverai un’infinità di prodotti low cost.

In quel caso è questione di prezzo…il più basso “vince”.

In caso contrario farai altre considerazioni (aiutato dal consulente al quale ti rivolgerai).

#1: Ambiente

Dove poserai il pavimento?*

Casa, ufficio e attività commerciali sono luoghi molto diversi.

Esempio: i prodotti con estrema resistenza a graffi ed abrasione (AC6), sono un’eccellente scelta in bar, palestre, Poste…

Nell’utilizzo domestico si punta molto sull’aspetto.

Attenzione!  ⚠️

A seconda dell’ambiente potrebbe cambiare la garanzia (non è sempre così, verifica).

Alcune aziende forniscono una garanzia a vita, quando il laminato è riservato all’uso residenziale.

La garanzia si riduce se l’utilizzo  è commerciale.

*è un prodotto a basso impatto ambientale

#2: Finitura e formato

Alcune finiture hanno costi maggiori (anche la collezione può incidere sul prezzo finale).

E poi ci sono le dimensioni.

In genere, i pannelli più grandi costano di più (sono più performanti, stabili e duraturi).

#3: Incastro

Anche l’incastro fa la differenza, e può essere più o meno efficace in trazione.

Un’eccellenza del mercato è Berry Alloc, che produce un tipo di pannello con incastro in alluminio!

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In questo caso il pannello ha il materassino integrato (Silent System).

Come pulire il pavimento in laminato?

pavimento-laminato-pulizia

Un buon pannello dura 30-40 anni.

Il kit di pulizia comprende:

◼︎ panno in microfibra ;
◼︎ detergente neutro ;

Et voilà, basta poco per rimuovere sporco e polvere.

2 Consigli da seguire:

◼︎ NON utilizzare il “Mocio”;
◼︎ NON utilizzare detergenti aggressivi;

Un altro accorgimento è quello di installare i feltrini, sotto mobili e gambe delle sedie.

Questo è l’essenziale.

Come posare un pavimento in laminato?

Con un minimo di manualità (e attrezzatura) puoi stendere materassino e pannelli, evitando il costo del posatore.

Segui le istruzioni riportate nella scheda allegata ai pannelli.

Eventualmente, fatti aiutare da questo video:

Porta il prodotto in cantiere almeno 48 Ore prima della posa, così le doghe si ambienteranno all’umidità dell’ambiente.

Ricorda che è necessario un giunto di dilatazione ogni 20 metri lineari di pavimento.

posa-pavimento-laminato
Ne esistono di 2 tipi:

◼︎ alluminio (vari spessori);
◼︎ laminato;

Esteticamente, il giunto in laminato* è più gradevole, perché si abbina al colore/essenza del pavimento.

*Solo alcune aziende lo producono

A che serve il giunto?

Permette ai pannelli di muoversi in maniera corretta, in caso di posa di sezioni di pavimento allo stesso livello (esempio: due stanze comunicanti con lo stesso pavimento).

Mi raccomando: aggiungi sempre un 10% di prodotto al carrello della spesa (rispetto alla superficie da ricoprire).

Quanto costa il pavimento in laminato?

I prezzi vanno da minimo 5 €/mq, fino a 40/45 €/mq.

In questo grande range trovi i prodotti low cost, gli intermedi e le eccellenze.

I low cost sono i pannelli dell’Ikea e della grande distribuzione (come i discount della casa).

pavimento-laminato-ikea
Prezzo a parte, li riconosci per le modeste qualità tecniche ed estetiche (esempio: mediocre resistenza all’abrasione).

Il gradino superiore è occupato dai prodotti “medi”

pavimento-laminato-costo
Sale il prezzo e aumentano le qualità (come decori e spessori).

E infine troviamo i pannelli top…

Quali sono le migliori marche di pavimenti in laminato?

Precisazione: la guida non è sponsorizzata da aziende di settore.

Quella che segue è la mia personale opinione.

Tra i brand migliori ti segnalo Pergo (inventore del laminato) e Berry Alloc.

A livello estetico mi sono innamorato del pannello Sensation (Pergo).

Dai un’occhiata:

pavimento-laminato-effetto-legno
Bellissimo anche anche al tocco (diresti che è laminato?).

Come robustezza e qualità dell’incastro, voto Berry Alloc:

pavimento-laminato-prezzi
Resistente e “pesante”, il prodotto qui sopra ha l’incastro in alluminio e il materassino integrato nel pannello.

Praticamente indistruttibile. 💪🏻

Queste aziende sono specializzate, e oltre ai pannelli vendono anche i materassini (selezionati in base ad utilizzo ed “obiettivo”), il kit-pulizia e quello per la riparazione.

2 cose da sapere sul pavimento laminato

Prima cosa: è adatto al riscaldamento a pavimento (controlla sempre la scheda prodotto).

Seconda cosa: il laminato è perfetto per i restyling.

Non solo di pavimenti, ma anche di vecchie scale (granito, pietra…) da ringiovanire con poche ore di lavoro:

pavimento-in-laminato-opinioni
Rinnovare senza demolire…fantastico! 🙂

È tempo di decidere!

Che tipo di laminato acquisterai?

Sei interessato ad un low-cost, oppure ad un pavimento di qualità superiore?

Mi piacerebbe conoscere le motivazioni della tua scelta (utilizza lo spazio commenti qui sotto).

2 Cose importanti prima di salutarci!

La prima: questa guida è nata grazie al prezioso aiuto di un esperto del settore.

Parlo di Ferruccio Mattiello, titolare di Emmedue Pavimenti (Cittadella – Padova).

Se vivi in zona e devi acquistare pavimenti in laminato o legno, rivolgiti a lui. 😉

Emmedue Pavimenti: pagina Facebook

Seconda cosa: ho dedicato molto tempo alla scrittura dell’articolo.

Hai trovato delle informazioni utili e vuoi ripagarmi del lavoro?

Condividi il post, e iscriviti al mio canale Youtube (dove troverai tante altre guide su ristrutturazioni e arredo degli interni). 💪🏻

Te ne sono grato! 🙂

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A presto!

Lorenzo

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Lavori in cartongesso: come e dove utilizzarlo tra le mura domestiche

Quali lavori in cartongesso puoi realizzare tra le mure domestiche?

Oltre a rispondere a questa domanda, nelle prossime righe scoprirai i vantaggi di uno dei materiali più amati da progettisti, artigiani e privati.

Non solo.

Otterrai spunti e idee, su come utilizzare il cartongesso negli ambienti casalinghi.

Partiamo!

5 Motivi per scegliere il cartongesso (anziché la muratura)

lavori-in-cartongesso-per-interni
In un’ampia guida, ho parlato approfonditamente dei cinque vantaggi del materiale.

Nello specifico:

1. Facile lavorazione e rapido montaggio;
2. Cantiere pulito;
3. Impianti nascosti;
4. Resistenza agli urti;
5. Rapida rimozione;

Grazie a loro, il cartongesso è diventato la migliore alternativa a mattoni e cemento.

Le dimensioni delle lastre standard (larghezza 120 cm) agevolano il trasporto, e anche il montaggio è abbastanza rapido (soprattutto per alcuni interventi).

La posa avviene a secco, senza impiego di malta (a differenza del laterizio); e per la pulizia finale bastano scopa, aspirapolvere e lavaggio del pavimento.

Niente tracce, perché pareti e controsoffitti ospitano e nascondo gli impianti.

Risultato: tempi e costi ridotti. 👍🏼

Anche la rimozione è rapida.

Le 2 Principali categorie di cartongesso [esterno & interno]

lavori-in-cartongesso-ingresso
Una prima classificazione è in base al luogo di utilizzo.

Esistono 2 grandi categorie.

#1: Cartongesso da esterno

Come dice il nome, viene utilizzato per applicazioni esterne (facciate, controsoffitti esterni).

La struttura, in cemento alleggerito ed inerti, resiste ad acqua ed agenti atmosferici.

#2: Cartongesso da interno

Il protagonista della guida.

Utilizzato per piccole, medie e grandi opere tra le mure domestiche.

A quali opere mi riferisco?

5 Ambienti dove realizzare lavori in cartongesso

Puoi avvalerti del materiale nella zona giorno, notte e bagno, per piccole e grandi opere.

E c’è dell’altro.

Sul mercato trovi lastre “speciali”, adatte ad alcuni particolari interventi.

Vediamo i 5 ambienti in cui impiegare il cartongesso:

#1: Cucina

lavori-in-cartongesso-in-cucina
Nell’immagine qui sopra, il controsoffitto in cartongesso ospita l’impianto di illuminazione (con faretti a led ) e la cappa di aspirazione.

Ecco il primo utilizzo.

Altre idee?

Sfruttalo per creare un’isola (o piani di appoggio):

lavori-di-cartongesso
oppure realizza i muretti che compongono le cucine in muratura:

lavori-cartongesso-idee
Si abbina perfettamente al legno, vero?

#2: Salone

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Controsoffitti e velette sono la scelta vincente anche nel salone, che qualcuno personalizza con abbassamenti di varie linee e forme.

Ma siamo in soggiorno…ambiente adatto a librerie o pareti attrezzate con televisore:

lavori-in-cartongesso-salone
o magari un moderno termocamino:

lavori-in-cartongesso-moderni
Hai l’imbarazzo della scelta!

#3: Camere da letto

Il materiale interviene anche nella zona notte.

lavori-in-cartongesso-camera-da-letto
Due utilizzi alternativi a controsoffitti e librerie sono la parete/i della cabina armadio, e la zona dietro al letto (dove ricavare nicchie, ad esempio).

#4: Bagno

Il 90% dei lavori in cartongesso in bagno, riguarda il soffitto (compreso interno doccia).

lavori-in-cartongesso-e-controsoffitti
In genere si utilizzano le lastre idrofughe, specifiche per ambienti umidi.

Altre opzioni?

◼︎ i muretti che nascondono i sanitari;
◼︎ la parete della doccia;
◼︎ strutture particolari (vedi foto sopra);

Alcuni locali hanno uno o più pareti in cartongesso, che nascondono gli impianti e la cassetta di scarico del wc (esempio: il bagno in camera ).

#5: Ingresso e corridoio

Controsoffittature onnipresenti:

lavori-di-cartongesso-immagini
aggiungo la possibilità di nascondere i pilastri , allungati e mascherati grazie al cartongesso.

lavori-in-cartongesso-particolari
L’idea è nata visitando alcuni appartamenti, dei primi anni duemila.

Immobili che per necessità costruttive avevano un pilastro in mezzo al soggiorno, più spesso nei pressi dell’ingresso.

Psss…l’idea funziona alla grande! 😉

#6: Lavori in cartongesso particolari

lavori-di-cartongesso-prezzi
L’ultima tipologia comprende alcuni piccoli e medi interventi.

Tra questi abbiamo mensole in cartongesso e divisori di ambienti.

Quanto costano le opere?

Senza progetto e sopralluogo, è impossibile stabilire prezzi (i professionisti eseguono sempre un sopralluogo!).

On-line trovi prezzi indicativi (acquisto materiale, manodopera, etc…), puntualmente diversi dal preventivo finale del cartongessista.

Contatta due-tre professionisti della tua zona e chiedi un preventivo, in seguito ad appuntamento presso la tua casa.

In conclusione

Realizzare lavori in cartongesso conviene.

Tempi e costi ridotti sono l’arma vincente del materiale.

Lavori rapidi e puliti, disagi contenuti e versatilità rappresentano la ciliegina sulla torta.

Senza dimenticare che puoi dar vita a qualsiasi opera tu abbia in mente (o quasi!).

Se hai domande scrivi un commento: ti risponderò il prima possibile. 🙂

Una cosa prima di salutarci: restiamo in contatto! 🤝

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Lorenzo

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Come ricavare due bagni da uno? (guida + VIDEO)

Nelle prossime righe ti spiegherò come ricavare due bagni da uno.

È una guida semplice e completa.

Parleremo di regole da seguire, spazio minimo necessario, autorizzazioni e trucchi del mestiere.

Non solo.

Vedrai un progetto reale.

Da un unico grande bagno, i proprietari hanno creato due locali.

Puoi farlo anche tu, e tra poco capirai come riuscirci.

Sei pronto?

Di quanto spazio hai bisogno per ricavare due bagni da uno?

come-dividere-un-bagno-in-due
La risposta è “dipende”. 👀

Da cosa?

Dal regolamento edilizio del tuo Comune.

Lo trovi anche on-line, e puoi considerarlo il tuo “libretto dell’istruzioni” in ambito di progettazione.

Faccio un esempio.

Il regolamento edilizio del mio Comune (in questo momento) afferma che il primo servizio igienico (quello principale) deve avere una superficie minima di almeno 4 mq.

Riporta anche larghezza ed altezza minima del locale.

È così in tutta Italia?

No. ❌

Quindi, come prima cosa, guarda il regolamento del tuo Comune.

Inoltre, almeno uno dei 2 bagni deve contenere TUTTI questi elementi:

◼︎ lavabo;
◼︎ wc e bidet;
◼︎ doccia (o vasca);

Un bagno così arredato necessita di superficie minima di circa 4 mq.

E il secondo locale?

Consulta il regolamento anche per il bagno secondario, e prendi nota dei requisiti essenziali (superficie ed altre eventuali informazioni).

Grazie a questi dati avrai un’idea dello spazio minimo da destinare ai locali.

2 Ulteriori requisiti dei tuoi nuovi bagni

Dimensioni a parte, i tuoi nuovi bagni devono rispettare altri requisiti.

#1: Bagno cieco? Aerazione forzata

Non si scappa.

I bagni senza finestra richiedono l’aerazione forzata .

#2: Antibagno necessario?

Puoi creare un altro bagno con wc, ma l’ambiente che contiene il wc non può comunicare direttamente con il soggiorno o la cucina.

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Se il nuovo bagno si apre su questi ambienti è necessario un antibagno (dove posizioni il lavabo) e poi un altro ambiente che ospita il wc (separato da una porta, vedi foto qui sopra).

Viceversa, se uno dei bagni si apre su una camera da letto, NON è necessario l’antibagno.

È più “complicato” di quanto pensavi?

Stai tranquillo/a: prosegui nella lettura e tutto sarà più chiaro.

Permessi necessari per creare due bagni da uno

Il tuo nuovo bagno modificherà la planimetria interna.

Serve un’autorizzazione.

9 volte su 10 si tratta di una CILA (comunicazione di inizio lavori asseverata) .

Dovrai contattare un tecnico abilitato (geometra, architetto o ingegnere) che redigerà un progetto dei bagni, e presenterà la pratica allo sportello unico del Comune.

Oltre alla CILA è necessaria la SCA (segnalazione certificata di agibilità), da presentare entro 15 giorni dal termine dei lavori.

In alcune situazioni, la CILA è sostituita dalla SCIA (segnalazione certificata di inizio attività) .

Durante il sopralluogo, il tecnico ti dirà qual è la pratica necessaria.

Passiamo al progetto reale.

PRIMA: Stato di fatto del bagno da dividere in due

Ecco come si presentava:

come-ricavare-due-bagni-da-uno
Superficie tra i 7 e gli 8 mq, e affaccio sul corridoio della casa.

Il desiderio dei proprietari era ricavare due bagni da uno (la casa aveva un solo bagno).

Lo spazio non consentiva di realizzare due bagni completi, ma era possibile creare un nuovo locale con lavabo, wc e doccia.

In che modo?

DOPO: Ecco come fare 2 bagni da uno

Ti presento il risultato della ristrutturazione:

ricavare-due-bagni-da-uno-solo
La prima differenza
è che una parete divide e riduce il bagno originario.

Il locale principale ha tutti gli elementi, ed è finestrato.

E l’altro?

Guarda il breve video qui sotto (48 secondi):

Visto?

Il secondo bagno:

◼︎ si affaccia sul corridoio, NON serve l’antibagno;
◼︎ è cieco, quindi c’è l’aerazione forzata;
◼︎ ha il wc collegato alla colonna di scarico (nelle immediate vicinanze);

La divisione ha risolto un grande problema dei proprietari.

Ora la casa ha 2 bagni, ed è adeguata alle esigenze della famiglia.

Fantastico.

Quanto costa ricavare due bagni da uno?

Fatti un favore, e ascolta questi consigli:

◼︎ contatta un tecnico, verifica la fattibilità dell’operazione;
◼︎ progetto alla mano, contatta 2-3 ditte e chiedi un preventivo;

Stai alla larga da siti e annunci pubblicitari che riportano prezzi di un’ipotetica ristrutturazione.

Ti confondono (prezzi errati nel 99,9% dei casi).

Il costo della ristrutturazione del bagno dipende da almeno 6 fattori, di cui siti e annunci non tengono conto.

Oltre alla ditta, dovrai pagare anche tecnico e diritti di segreteria (importi variabili).

Mi raccomando!

Come dividere un bagno in due…quando lo spazio è poco

In pochi metri quadrati sei obbligato a giocare d’astuzia.

Per guadagnare spazio puoi utilizzare questi 2 “tricks”.

#1: Sanitari Piccoli

come-fare-2-bagni-da-uno
Quasi tutte le aziende hanno almeno una linea di sanitari compatti, ovvero wc e bidet di ridotte dimensioni.

Svantaggi?

Nessuno.

I sanitari piccoli sono comodi e belli, come i “colleghi” più grandi.

Vantaggi?

Almeno 3, come spiego nel mio post sui sanitari piccoli .

Il vantaggio primario è la conquista dello spazio, ma c’è dell’altro. 😉

#2: Wc con bidet

water-bidet-insieme
Nel bagno secondario puoi valutare l’installazione del wc con bidet integrato.

Accessorio rivoluzionario, che si sta lentamente facendo largo anche in Italia.

Guadagno di spazio a parte, il “vaso-bidet” è super-igienico (contrariamente all’opinione di qualcuno).

Il prodotto ha un costo maggiore, rispetto al classico wc.

Vuoi approfondire? Leggi la mia guida sul wc con bidet incorporato .

Per concludere

Sei pronto a partire.

Ricavare due bagni da uno è possibile: segui la procedura, e se hai domande scrivi un commento.

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Lorenzo

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Wc con bidet incorporato: guida completa sul wc con funzione bidet

In questo articolo ti racconterò tutto quello che devi sapere sui wc con bidet incorporato.

Funzionamento, pro e contro, aziende che li producono e prezzi: ecco gli argomenti che tratterò nelle prossime righe.

Non solo.

Ho raccolto le testimonianze di alcuni possessori di questo prodotto.

Che avranno detto sui wc con funzione bidet? 🤔

Successi e insuccessi  del wc con bidet incorporato

Il primo modello di wc con funzione bidet risale al 1956 (!).

Inizialmente venduto negli Stati Uniti, gli apparecchi vengono riservati ad ospedali e case di cura (e si rivelano difettosi).

Il successo arriva tra gli anni sessanta e la metà degli anni settanta, soprattutto in Giappone.

wc-con-bidet-integrato

E in Europa?

Nel 1978 l’azienda svizzera Geberit lanciò sul mercato il suo vaso bidet, ma la risposta europea fu timida e diffidente.

C’era da aspettarselo.

Innanzitutto per motivi culturali.

In alcuni paesi europei non è utilizzato nemmeno il bidet, quindi era difficile “comprendere” ed accettare un apparecchio evoluto come il wc con bidet incorporato.

Senza contare il marketing.

Le aziende giapponesi crearono messaggi pubblicitari che demolirono le resistenze della popolazione (si, anche loro erano diffidenti!).

Uno studio del 2018 afferma che oltre l’80% delle abitazioni nipponiche hanno il wc con bidet integrato, mentre in Europa si vendono poche migliaia di prodotti all’anno.

Storia e numeri a parte, in che modo può aiutarti quest’accessorio?

Come funziona il wc con bidet incorporato?

I wc bidet uniscono le funzionalità del wc e quelle del bidet.

wc-con-bidet

In commercio trovi più di un modello (tra poco ne vedrai alcuni), ma voglio parlarti solo dei brand più autorevoli (i migliori).

Gli apparecchi “low cost” imitano (male) i modelli teconologici.

GUARDALO il azione!

In termini di uso, è uguale ad un wc convenzionale (non entrerò nei dettagli…).

Guarda il brevissimo video qui sotto (18 secondi):

Ti siedi sul vaso bidet e quando hai finito premi un pulsante.

A quel punto sentirai un getto d’acqua, che provvederà alla pulizia e alla tua igiene intima.

Il getto avviene grazie ad un tubicino estraibile.

Dopo l’utilizzo, premi di nuovo il pulsante e il tubicino scompare (torna alla posizione di partenza).

Le differenze rispetto ad un normale bidet?

◼︎ non usi le mani;
◼︎ il getto d’acqua è più preciso, perché regolabile;

Ed è solo l’inizio.

I 3 Migliori modelli di wc con bidet incorporato

Qual è la vera differenza tra un bidet e un wc con bidet integrato?

La tecnologia, e i tanti optional che mancano al classico elemento.

Per farti capire di che parlo, ti presento i 3 migliori vasi bidet per il tuo bagno.

#1: Geberit Aquaclean

Una garanzia.

Geberit ha una lunga storia nel settore, ed oggi è il maggior produttore europeo.

L’azienda ha una vasta gamma di prodotti, che coprono ogni esigenza e situazione abitativa.

Prodotto di punta è Geberit Aquaclean Mera:

wc-con-bidet-incorporato
Al primo sguardo diresti che è un vaso tecnologico? 😉

Ne dubito.

Eppure questo apparecchio nasconde una miriade di funzioni, ed è un vero capolavoro di funzionalità e design.

Ti consiglio di dare un’occhiata alla pagina “prodotti”, sul sito aziendale (www.geberit-aquaclean.it).

Lì potrai controllare caratteristiche e proprietà di ciascun modello.

Prezzi: dai 1400 ai 4550 €.

#2: Grohe Sensia Arena

Anche la pluripremiata Grohe ha il suo wc con bidet incorporato.

Si chiama Sensia Arena:

wc-con-bidet-incorporato-prezzo
Il prodotto è unico (come vedi non sembra diverso dal classico water).

Se ti piace e vuoi saperne di più, vai sul sito aziendale (www.grohe.it).

Troverai una sezione dedicata ai rivenditori, così troverai lo show-room più vicino.

Prezzi: tra i 2000 e i 2500 €.

#3: Duravit SensoWash®

Un’alternativa.

tavoletta-wc-con-bidet-incorporato

Questa volta parliamo di un sedile elettronico (che offre le funzioni di bidet), installato sui vasi compatibili dell’azienda Duravit (www.duravit.it).

Sembra un normale sedile, ma nasconde molteplici funzioni.

Puoi acquistare separatamente sedile e vaso, oppure il modello completo.

Prezzi: variabili in base a modello (sei nel range del prodotto Grohe).

Tutte le magnifiche funzioni dei wc con bidet incorporato

La pulizia delle parti intime è la funzione centrale, l’elemento principale.

Ma c’è altro.

Tutti i modelli hanno numerosi optional (variano, in base al prodotto):

wc-con-funzione-bidet

Tra questi:

◼︎ intensità del getto regolabile;
◼︎ risciacquo wc “turbo”;
◼︎ telecomando;
◼︎ illuminazione notturna;
◼︎ posizione erogatore regolabile;
◼︎ temperatura getto d’acqua regolabile;
◼︎ getto oscillante;
◼︎ getto delicato per l’igiene intima femminile;
◼︎ riscaldamento del sedile WC;
◼︎ asciugatore ad aria calda;
◼︎ aspirazione dei cattivi odori;
◼︎ apertura automatica del coperchio;
◼︎ chiusura del coperchio (a comando);
◼︎ rilevatore di presenza;
◼︎ funzione di decalcificazione;
◼︎ funzione risparmio energia;

Incredibile, vero? 🙂

4 Ottimi motivi per installare un wc con bidet incorporato
wc-con-bidet-incorporato-geberit-prezzo

Tutta questa tecnologia è fine a sé stessa o è anche utile?

È molto utile.

Hai almeno 4 motivi per acquistare un vaso bidet.

Motivo #1: Guadagni spazio

Wc e bidet in un unico elemento.

Ciò significa liberare spazio prezioso, quindi è perfetto per bagni piccoli o minuscoli.

Questo beneficio, secondo una mia piccola indagine tra possessori del wc con bidet, è uno dei principali motivi di acquisto dell’accessorio.

Motivo #2: Indispensabile con disabili

Se in casa vive un disabile, il wc con bidet incorporato ha un’importanza vitale.

Parliamo di necessità.

Sarai d’accordo con me sul fatto che l’accessorio può aiutare non solo i portatori di handicap, ma anche le loro famiglie.

Motivo #3: Utile agli anziani

In particolare agli anziani con difficoltà motorie.

Pensa al disagio di un genitore che deve farsi pulire dal figlio o da una badante.

Grandi meriti del water bidet, in questo caso, sono la maggiore autonomia e dignità donate alla persona.

Motivo #4: È igienico

Innanzitutto perché prodotto con materiali antibatterici (sia il tubicino che gli altri componenti).

E poi fa tutto lui.

Il vaso bidet gestisce lavaggio ed asciugatura, la tecnologia è a tua disposizione e non sei obbligato ad utilizzare la carta igienica.

Splendido.

2 “Svantaggi” del wc con bidet incorporato

Virgolette obbligatorie, dal mio punto di vista non parliamo di veri e propri svantaggi.

La prima cosa da dire è che l’accessorio ha un costo maggiore, rispetto al classico wc.

Investimento giustificato?

Dipende da te (qual è la tua esigenza?).

◼︎ bisogno di spazio;
◼︎ utilizzo per disabile/anziano con difficoltà motorie;

Valuta.

L’altro “svantaggio” è che avviene un piccolo cambio di abitudini…e il cambiamento richiede impegno! 🙂

Per molti è inconcepibile rinunciare al classico bidet, anche se alcuni bidet anni ’50-’60 (italiani!) avevano il getto dell’acqua “a colonna”, dal basso verso l’alto:

water-con-bidet
Questi modelli sono tuttora prodotti ed utilizzati in altre parti del mondo (tutto torna! 😬)

L’idroscopino è un’alternativa economica al wc con bidet integrato?

No.

L’idroscopino ha un altro compito.

Come spiego nell’articolo dedicato, l’idroscopino (un doccino da posizionare accanto al wc) è pensato per pulire l’interno della tazza.

Se vuoi utilizzarlo per l’igiene intima…preparati a pozze d’acqua sul pavimento. 😬

7 Intriganti curiosità sul wc con bidet incorporato
wc-con-bidet-incorporato-opinioni

Prima delle conclusioni, voglio raccontarti qualche curiosità sul protagonista dell’articolo.

N°1: Non è un’invenzione giapponese o statunitense.

L’inventore del wc con bidet è lo svizzero Hans Maurer.

N°2: Il più grande produttore mondiale del vaso bidet è l’azienda giapponese Toto (in oriente ha il monopolio della produzione).

N°3: “Anche il sedere vuole essere sciacquato”: così recitava lo spot pubblicitario che catturò l’attenzione dei giapponesi.

N°4: Le funzioni dei wc con bidet integrato sono pensate per sostituire la carta igienica (secondo i produttori, la carta non garantisce il livello di pulizia del lavaggio).

N°5: Uno studio afferma che la temperatura del getto preferita dalla maggior parte delle persone è di 38°.

N°6: Molti modelli possono essere controllati anche da un pannello wireless a muro.

N°7: In Europa, le vendite dei vasi bidet sono in aumento (Tapei Times, 2003).

In conclusione

Trovare possessori di un vaso bidet non è stato semplice.

Negli ultimi mesi ho intervistato 2-3 persone, oltre ad un idraulico che partecipa a tutti i corsi di un’azienda produttrice.

La percentuale di soddisfazione è del 100%.

Ti confesso che il prodotto mi ha sorpreso.

Oltre agli importanti benefici, i wc con bidet sono davvero igienici (contrariamente ad alcune opinioni).

Se hai domande scrivi il tuo commento qui sotto.

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Come arredare una lavanderia in casa (SUPER guida step by step)

In questa guida ti racconterò come arredare ed organizzare una lavanderia in casa.

Dalla A alla Z.

Non troverai solo foto da cui trarre ispirazione.

Troverai risposte.

Nelle prossime righe c’è la tua cassetta degli attrezzi per ricavare un angolo lavanderia, o allestire una stanza dedicata.

Spazio necessario, tipi di lavanderia in casa, arredo e aziende di riferimento…ecco alcuni degli argomenti che tratteremo nel post.

E non importa se hai poco spazio: ho pensato anche a quello.

Continua a leggere e prendi nota! ✏️

6 Elementi che ogni lavanderia in casa dovrebbe avere

lavanderia-in-casa
Anche lo spazio lavanderia più ristretto del mondo deve poter ospitare:

◼︎ un lavatoio (o mobile);
◼︎ la lavatrice;

Il minimo.

Un locale dedicato è il top, ed oltre ai due elementi già visti dovresti includere:

◼︎ asciugatrice;
◼︎ stendibiancheria;
◼︎ asse da stiro;
◼︎ cesta/e portabiancheria;

Mettiamo ordine.

Di quanti mq. ha bisogno la tua zona lavanderia?

lavanderia-a-casa
Dipende dal numero di elementi.

Ecco le misure (indicative) degli articoli visti:

Lavatoio: 45 x 50 x 85 (larghezza, profondità, altezza);
Lavatrice: 60 x 60 x 85
Asciugatrice: 60 x 60 x 85
Asse da stiro: 135 x 40 x 90

Lo stendibiancheria varia in base al modello.

Idem per la cesta (il problema minore).

Iniziamo dalla situazione più complessa.

Come ricavare un angolo lavanderia nel ripostiglio (anche quando sembra impossibile)

Abbiamo detto che il minimo è la coppia “lavatoio + lavatrice”.

locale-lavanderia-in-casa
Con un ripostiglio simile a quello in foto (lavatrice e lavatoio affiancati), ti bastano meno di 2 mq.

Non è una lavanderia completa, ma voglio dimostrarti che puoi ottenere un risultato accettabile anche su superfici minuscole.

Ricorda che puoi sfruttare lo spazio sopra lavatoio e lavatrice (per l’asciugatrice, delle ceste richiudibili, i detersivi…), oppure ai fianchi (asse da stiro, scope…).

L’alternativa è utilizzare il sottoscala (se ne hai uno!).

Come allestire una zona lavanderia in bagno

9 volte su 10 la lavatrice è collocata nell’unico bagno disponibile, in compagnia degli arredi che completano il locale.

Ho pensato a questa situazione: unico bagno e poco spazio a disposizione.

zona-lavanderia-in-casa
…e qui ti viene in aiuto l’azienda ARBI Bahtrooms (immagine qui sopra) con la collezione “Bolle” e la composizione #36.

In 131 cm hai il mobile lavatoio con due basi: una portalavatrice e l’altra portalavabo (profondità 50,8 cm).

La stessa azienda produce anche “L 03” (collezione Ho.Me Laundry):

lavanderia-in-casa-arredamento
misure identiche al modello precedente, ma con lavatrice a vista .

Con queste due soluzioni “all-in-one” tieni tutto a portata di mano, e crei un angolo lavanderia ordinato e uniforme.

Utilizza una colonna per l’asciugatrice…se rimane spazio.

Terza possibilità: l’angolo lavanderia in cucina

angolo-lavanderia-in-casa

Lo spazio lavanderia in cucina è la terza possibilità (‘attacco acqua è pronto!).

In molti casi puoi integrare la lavatrice nel modulo da 60 cm della cucina, oppure affiancare una colonna dedicata a lavatrice e asciugatrice.

Volendo puoi ricavare un vano (anche con struttura in cartongesso) dove riporre elettrodomestici, asse da stiro e altri accessori.

Ti consiglio di rivolgerti ad un interior designer: studierà la miglior soluzione per le tue esigenze.

Il sogno: un locale lavanderia riservato e super-attrezzato

Fantastico, vero?

La stanza dedicata alla lavanderia è il massimo della vita (quando è in disordine ti basta chiudere la porta per nascondere le “marachelle” 👀).

Comodissima, tutto è a portata di mano.

Vediamo a chi puoi rivolgerti.

#1: Il lavatoio (o mobile)

Se non hai molte pretese e vuoi spendere poco ti consiglio di dare un’occhiata ai siti di arredo bagno online , oppure su Amazon .

mobili-per-lavanderia-in-casa
Trovi lavatoi con prezzi di partenza inferiori a 100 euro, e buone recensioni.

Le alternative di design abbondano. 🙂

Tra i modelli di riferimento ho selezionato “Lavanderia 04” by Legno Bagno:

lavanderia-attrezzata-casa
e questa proposta di Birex:

lavanderia-in-casa-moderna
#2: Mobili componibili

I mobili componibili donano un look uniforme ed ordinato alla zona lavanderia.

Una delle soluzioni più complete in circolazione è “Spazio Time” by Idea Group:

organizzare-la-lavanderia-in-casa
Nella collezione Spazio Time trovi più di una proposta per disegnare la tua lavanderia (le misure cambiano in base al numero degli elementi).

Altro eccellente modello è “Lavanderia 10” (Legno Bagno).

lavanderia-per-casa
In entrambi i casi trovano posto lavello, lavatrice e asciugatrice, più una serie di spazi per ceste e cestini, detersivi…

Linee pulite ed essenziali, comodità e design.

“Lorenzo, io ho a disposizione solo una piccola stanzetta!” 😰

Qual è il problema? 🤷🏻‍♂️

Lavora in altezza, con le colonne, ed eventualmente valuta la “Composizione 13” di Birex (collezione Idrobox)

mini-lavanderia-in-casa
In 2 metri e 55 centimetri
hai tutto quello che vedi nell’immagine qui sopra (altezza 2,21 mt – profondità 60 cm).

Sai che significa?

Significa che puoi attrezzare una zona lavanderia in una stanzetta di circa 8 mq.

Rimane anche un pò di spazio per asse da stiro e stendibiancheria. 😎

#3: Stendibiancheria

Mi hanno chiesto se esistono modelli di “design”.

Beh…qualcosa c’è.

Il primo è Gulliver (Foppapedretti), un prodotto pieghevole in noce.

stanza-lavanderia-in-casa
Solido e stabile, una volta piegato rimane in piedi da solo.

Chiuso occupa solo 14 cm, mentre aperto ha una lunghezza di 1,74 metri.

▶︎CLICCA QUI PER DISPONIBILITÀ E PREZZO◀︎

L’altro è Foxydry Air 150, stendibiancheria da soffitto e parete (iper-tecnologico).

creare-una-lavanderia-in-casa
Salvaspazio
, motorizzato e telecomandato, porta fino a 35 kg di biancheria (dotato di lampade a led e ventole).

L’azienda ha anche altri modelli.

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#4: Asse da stiro

Veniamo all’asse da stiro.

C’è l’imbarazzo della scelta, ma se vuoi qualcosa di molto carino (ed amato) puoi valutare la proposta di Foppapedretti:

lavanderia-e-stireria-in-casa
In assoluto uno dei più richiesti, con struttura in legno massiccio (robusto e maneggevole).

Chiuso occupa pochissimo spazio (profondità 14 cm, altezza 115 cm, larghezza 50 cm), aperto è lungo 123 cm.

Ha anche il piano laterale estraibile, utile per riporre la biancheria.

▶︎CLICCA QUI PER DISPONIBILITÀ E PREZZO◀︎

#5: Ceste portabiancheria

arredare-una-lavanderia-in-casa
Dulcis in fundo, le ceste.

Una lavanderia in casa (degna di questo nome) deve averne una… anche più di una.

Sull’argomento ho scritto un articolo , dove trovi modelli in tanti materiali e dimensioni (anche salvaspazio e pieghevoli).

2 Importanti consigli per la tua lavanderia (attenzione!)

Dedica anima e cuore all’arredo, e non scordare questi suggerimenti.

Innanzitutto, cura l’aerazione della lavanderia.

Forse hai l’abitudine di lasciare lo stendibiancheria in casa (ipotesi: non hai un terrazzino), ma ricorda di arieggiare.

Mantenere l’umidità ideale degli ambienti è importante (scongiuri muffe e cattivi odori).

Con angoli lavanderia in taverna-seminterrato forse non basteranno le bocche di lupo, quindi attrezzati con un deumidificatore (raccoglie l’umidità in eccesso).

L’altro suggerimento riguarda le prese elettriche.

Nella zona lavatrice-asciugatrice chiedi l’installazione di prese Schuko , specifiche per ambienti umidi (hanno la protezione di sicurezza).

Mi raccomando. 😉

Tocca a te!

Visto?

Puoi realizzare la tua lavanderia in casa, in qualsiasi posto e anche con spazi ridotti.

Puoi scegliere singolarmente i pezzi, oppure (beato te!) acquistare un mobile componibile da far girare la testa.

Tieni a mente che in questa guida ho presentato “solo” alcune proposte, ma le aziende citate hanno collezioni con diverse soluzioni (grandi e piccole).

Se hai domande scrivi il tuo commento qui sotto.

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Scia (segnalazione certificata di inizio attività): guida completa

Questa guida contiene tutto quello che devi sapere sulla Scia edilizia (segnalazione certificata di inizio attività).

Nelle prossime righe scoprirai per quali interventi è richiesta, chi può presentarla e come è fatto il modello Scia.

Ti parlerò inoltre di tempi, costi ed eventuali sanzioni per mancata presentazione (o ritardo nella presentazione della Scia edilizia).

Partiamo!

Che cos’è la Scia edilizia e qual è la normativa di riferimento?

scia-edilizia-normativa

È un titolo edilizio introdotto dalla legge 122 del 2010 e, per quanto riguarda la sua applicazione nel campo dell’edilizia, sostituisce la Denuncia di Inizio Attività (D.I.A).

La normativa di riferimento è il D.P.R. 380/2001 – art. 22 e s.m.i (ultime regole introdotte dal D.lgs 222/2016, chiamato “SCIA 2”).

Per quali interventi è richiesta?

Ti servirà una Scia edilizia nei seguenti casi:

◼︎ interventi di manutenzione straordinaria su parti strutturali dell’edificio;
◼︎ interventi di restauro e risanamento conservativo (riguardanti parti strutturali dell’edificio);
◼︎ interventi di ristrutturazione edilizia leggera;

Per parti strutturali si intendono muri portanti, pilastri, solai, travi…

Qualche esempio di interventi soggetti a Scia edilizia:

◼︎ modifiche forometriche esterne (apertura o chiusura di porte e finestre su parti strutturali);
◼︎ apertura di fori porta interni su murature portanti;
◼︎ apertura di lucernari;
◼︎ realizzazione di scale interne o esterne (che non comportano un aumento della superficie complessiva dell’edificio);
◼︎ sostituzione e rifacimento del solaio,
◼︎ rifacimento del tetto;
◼︎ realizzazione di nuovi balconi e terrazzi (che non comportano un aumento della superficie complessiva dell’edificio);

Segnalazione certificata di inizio attività: chi può presentarla?

scia-edilizia

Devi essere titolare di un diritto reale sull’immobile (proprietà, usufrutto…).

La Scia va presentata allo sportello unico del Comune, accompagnata da una dettagliata relazione firmata da un progettista abilitato (geometra, architetto, ingegnere) e dagli elaborati progettuali.

Il tecnico ha anche il compito di asseverare:

◼︎ la conformità delle opere da realizzare agli strumenti urbanistici approvati, e non in contrasto con quelli adottati ed ai regolamenti edilizi vigenti;
◼︎ il rispetto delle norme di sicurezza e di quelle igienico-sanitarie;

Nota: negli ultimi anni, nella maggior parte dei Comuni, la presentazione della pratica avviene in modo telematico anziché cartaceo.

Scia edilizia: modello e pratica completa

scia-edilizia-significato
Il modello Scia è diviso in tre sezioni.

La prima è riservata ai dati, alla segnalazione e alla dichiarazione del titolare (proprietario, usufruttuario…).

La seconda è riservata alla relazione del tecnico, ed è simile ad un “percorso guidato” con tutte le opzioni connesse alla realizzazione del progetto.

Infine c’è una lista di controllo.

È un piano che riepiloga la documentazione, e consente di verificare la presenza degli allegati necessari.

La pratica completa contiene i seguenti documenti:

◼︎ modello Scia (con le tre sezioni);
◼︎ elaborati grafici (compresi inquadramento territoriale, stato di fatto, progetto e comparativa);
◼︎ documentazione fotografica;
◼︎ eventuale documentazione per rilascio di atti di assenso obbligatori;
◼︎ ricevuta di pagamento dei diritti di segreteria;
◼︎ eventuale ricevuta di pagamento dell’oblazione (in caso di interventi in corso di esecuzione o già eseguiti);
◼︎ eventuale dichiarazione di assenso di terzi proprietari;
◼︎ documenti di identità del dichiarante, di terzi proprietari e del progettista;
◼︎ notifica preliminare (se l’intervento rientra nei casi di nomina del coordinatore per la sicurezza, nel momento in cui nel cantiere intervengano, anche non contemporaneamente, due o più imprese);

Scia Tardiva e Scia in sanatoria: di che si tratta?

Se inizi i lavori prima di presentare la Scia “tradizionale”, puoi utilizzare la Scia tardiva.

La pratica è molto simile, ma dovrai:

◼︎ dichiarare che hai già iniziato i lavori;
◼︎ pagare la sanzione (importo minimo 516 euro);

E se concludi i lavori senza aver presentato la Scia?

scia-edilizia-costi

In questo caso puoi utilizzare la Scia in sanatoria.

Sarà necessario un accertamento di conformità dell’opera (il progetto dovrà rispettare le prescrizioni di legge sia al momento in cui presenti l’istanza, sia nel momento in cui è stata realizzata l’opera); e dovrai pagare la sanzione pecuniaria.

Sanzione che in questo caso è variabile: da un minimo di 516 €, fino ad un massimo di 5164 €.

video-arredamento

Oggi presento la Scia: quando posso iniziare i lavori?

Immediatamente.

La Scia è esecutiva dalla data di presentazione all’ufficio comunale.

La conferma di avvenuta presentazione è rappresentata dalla ricevuta di protocollo.

L’amministrazione competente ha 30 giorni di tempo (dalla data di presentazione) per verificare:

◼︎ sussistenza dei requisiti e dei presupposti;
◼︎ regolarità della documentazione presentata;

Ricorda che la Scia ha una validità di tre anni dalla data di inizio lavori.

Se non concludi i lavori entro questo termine, dovrai presentare una nuova segnalazione.

Quali sono i costi della Scia edilizia?

scia-edilizia-tempi

Si dividono in diritti di segreteria e competenze del tecnico.

Per quanto riguarda i primi, ogni comune ha il proprio tariffario.

Le competenze del tecnico si valutano in base al tipo di intervento e alla dimensione dell’immobile.

Il mio consiglio è contattare un tecnico della tua zona, così da ricevere un preciso preventivo.

Ho terminato i lavori: devo fare comunicazioni?

Si.

Ad intervento ultimato dovrai comunicare la fine dei lavori.

Il progettista (o un tecnico abilitato) rilascia il certificato di collaudo finale.

Va presentato allo sportello unico, e al suo interno si attesta la conformità dell’opera al progetto presentato con la Scia edilizia.

Oltre a questo, il progettista presenta ricevuta dell’avvenuta variazione catastale.

In caso contrario, ci sarà una dichiarazione in cui si attesta che le opere non hanno comportato modifiche del classamento.

Per concludere

Non ti resta che trovare un tecnico.

Pianifica la ricerca del geometra (o dell’architetto, ingegnere) e non aspettare gli ultimi giorni prima dell’inizio lavori.

Se hai domande, scrivi un commento qui sotto.

Seguimi sulla mia pagina Facebook [LA TROVI QUI]  e ricorda che puoi contattarmi per una consulenza nella città di Padova (e provincia).

A presto!
Geom. Devis Sacconi

L’articolo Scia (segnalazione certificata di inizio attività): guida completa proviene da Voglia di Ristrutturare .

Come ricavare un bagno in camera da letto? (Guida completa)

Sogni un bagno in camera da letto? Ho buone notizie per te.

Hai tra le mani la guida sull’argomento più completa (e semplice) di tutto il web.

Normativa e regole da rispettare, pro e contro del bagno in camera, dimensioni minime…ecco alcuni dei punti che tratterò nell’articolo.

So quali risposte cerchi, e le ho messe nero su bianco in queste righe.

Al termine della lettura (se ci saranno le condizioni) dovrai solo trovare un progettista e una ditta che esegua i lavori.

Mettiti comodo, continua a leggere…e preparati.

C’è un nuovo bagno in arrivo.

5 +1 Regole che il tuo bagno in camera dovrà rispettare

bagno-in-camera
Ordiniamo le idee, amico/a.

Per realizzare il nuovo bagno devi seguire la normativa, che fortunatamente parla chiaro.

Parti dal Regolamento Edilizio del tuo Comune (è online).

All’interno trovi le caratteristiche (misure minime, altezza minima…) del nuovo bagno.

Ogni Comune ha il suo Regolamento, ma esistono 5 + 1 punti sui quali non si discute.

#1: Bagno cieco = Aerazione forzata

Non si scappa.

Se il bagno in camera è cieco, sei obbligato a predisporre l’aerazione forzata (quindi dovrai installare un estrattore per il ricambio d’aria).

#2: Dimensioni MINIME camera da letto

Per dar vita al bagno probabilmente ridurrai le dimensioni della camera, ma fà attenzione:

◼︎ la camera matrimoniale/doppia deve avere una superficie di almeno 14 mq;
◼︎ la camera singola deve avere una superficie di almeno 9 mq;

Certo, questi sono aspetti che il tuo progettista conosce.

Li riporto comunque: a volte ricevo domande di persone che non si fidano del progettista (!).

#3: Distanza tra sanitari

Tutti gli elementi del locale (lavabo, wc, bidet…) devono mantenere delle distanze minime.

Distanze minime tra loro e anche rispetto alle pareti.

Rispettando queste distanze potrai utilizzare comodamente gli elementi, ed avrai lo spazio utile per muoverti nel bagno.

Su questo argomento ho preparato una guida completa.

▶︎SCOPRI TUTTE LE DISTANZE DA RISPETTARE◀︎

#4: Nuovo bagno? Chiedi il permesso

Eh si.

Il nuovo bagno modifica la pianta dell’appartamento/casa, quindi è necessario un aggiornamento della planimetria catastale .

Questo vuol dire che dovrai contattare un tecnico (geometra, architetto o ingegnere), che si occuperà di redigere la pratica necessaria.

Potrebbe essere una CILA (comunicazione di inizio lavori asseverata) o una SCIA (se apri un foro su un muro portante).

La pratica ti permetterà anche di accedere al bonus ristrutturazioni (perché di fatto sono lavori di ristrutturazione).

“Lorenzo, è proprio necessario chiedere permessi?” 😰

Sì, è obbligatorio.

Più di qualcuno crea il bagno in camera “dimenticandosi” delle comunicazioni (una cosa “fatta in casa”, senza tecnici di mezzo).

Te lo sconsiglio. ❌

Innanzitutto commetti un abuso.

Inoltre, se in futuro venderai l’immobile, potresti avere seccature.

Il nuovo acquirente può “obbligarti” ad aggiornare planimetria.

Meglio rispettare le regole fin dal principio, che dici? 😉

#5: NON è il bagno principale

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Tradotto: il bagno in camera può essere il secondo o terzo bagno della casa, e mai quello principale.

Forse per te è scontato, ma diversi lettori avevano dubbi a riguardo.

Ho preferito specificare.

#6: No antibagno

Ecco una buona notizia.

Il bagno in camera NON ha bisogno di un antibagno (anche se all’interno del locale c’è il wc).

Alcuni sono addirittura open-space.

Quali sono le dimensioni minime del bagno in camera?

Dipende dal numero di elementi che arrederanno il locale.

Un bagno completo di lavabo, wc, bidet e doccia può essere realizzato anche in meno di 4 mq.

Il locale qui sotto è un esempio (superficie inferiore a 4 mq.).

bagno-in-camera-da-letto-normativa
Nel caso del bagno completo la larghezza minima dovrebbe essere di almeno 1 metro.

Perché proprio 1 metro?

Per permettere l’installazione di tutti gli elementi citati (nel rispetto delle distanze e del passaggio minimo).

Con meno elementi avrai bisogno di meno spazio.

Ricorda: il Regolamento Edilizio ti impone una superficie minima per il nuovo bagno.

C’è poi un altro aspetto, responsabile di molti dubbi.

Lo scarico del wc: come gestire questo problema?

Scommetto che ci hai già pensato.

Se il nuovo locale prevede il water, devi risolvere il “rebus” dello scarico.

La tubazione dello scarico si allaccia alla colonna del wc esistente…ma quanto è distante il tuo wc attuale?

Te lo chiedo perché la tubazione dello scarico ha un diametro di almeno 9 cm, e per svuotare il suo contenuto è necessaria una pendenza minima.

Se il bagno in camera confina con quello esistente, forse la ditta riuscirà a rispettare la pendenza.

In alternativa, per locali non troppo distanti, la ditta può realizzare un nuovo bagno leggermente più alto rispetto a quello esistente (a volte basta anche un piccolo scalino di 5 centimetri).

E se il nuovo locale è parecchio distante dall’attuale wc?

Quasi sicuramente il progettista ti parlerà del Sanitrit.

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Sanitrit è un trituratore-pompa che ti permette di creare un “bagno in camera senza scarichi” (più o meno).

Compito dell’accessorio è triturare i liquami, per poi “spingerli” (grazie alla pompa) fino alla colonna del wc esistente.

È un prodotto molto discusso, con opinioni contrastanti.

Ecco perché ho scritto un’ampia guida, che ti consiglio di leggere (così non avrai più dubbi).

▶︎LEGGI LA GUIDA SUL SANITRIT◀︎

Regola d’oro: più i 2 bagni sono vicini e meglio è.

Bagno in camera: si o no?

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Ok, hai fatto le valutazioni preliminari.

Ora vediamo quali sono i vantaggi (ed eventualmente gli svantaggi) connessi alla creazione di questo nuovo locale.

Vantaggio #1: Privacy totale

È l’ideale, quando hai ospiti per più giorni.

Amici e parenti possono utilizzare il bagno principale, mentre a tua disposizione c’è quello in camera.

Vantaggio #2: Nascondi il disordine

Succede.

A volte sei di fretta o non hai tempo per mettere ogni cosa al suo posto, e nel bagno regna la confusione.

No problem, il tuo bagno è privato e nessuno la vedrà.

Vantaggio #3: Un piccolo lusso

Il bagno in camera è considerato come una sciccheria per pochi (almeno in Italia, in altre nazioni è più diffuso).

Non tutti possono avvalersi di questo locale riservato, rapidamente accessibile e comodo (pensa a quando devi alzarti di notte).

Unico Svantaggio: Rumori fastidiosi

bagno-in-camera-piccolo
Un pò come accade in alcune camere da letto degli hotel.

Stai dormendo e il tuo compagno/a utilizza il bagno (doccia, lavabo, wc…).

Se hai il sonno leggero il solo rumore dell’acqua può essere fastidioso, tanto da tenerti sveglio.

A mio parere è l’unico svantaggio del bagno in camera.

Qualcuno è contrario a questa soluzione anche perché “porta umidità-muffe”.

Non sono d’accordo.

Infiltrazioni e ponti termici a parte, le macchie di muffa dipendono da una cattiva aerazione dei locali.

Cura l’aerazione, e non avrai problemi di muffe.

Bagno in camera a vista: che ne pensi dell’open space?

Una scelta coraggiosa, su questo non c’è dubbio.

Recentemente ne ho visto uno, su un bellissimo mulino del XV secolo (completamente ristrutturato).

Eccolo qui:

bagno-in-camera-a-vista
In questo caso abbiamo lavabo e doccia a vista (chiusa da vetri), e sanitari nascosti in una stanza a parte.

Puoi delimitare l’angolo dei sanitari con pareti in muratura o cartongesso, oppure con una vetrata opaca.

Altra possibilità è la vasca a vista, anche se personalmente non vedo il vantaggio di questa soluzione.

vasca-da-bagno-in-camera
Il mio pensiero va subito al pavimento bagnato…sono un tipo pratico.

Questione di gusti. 🙂

Per concludere: sei pronto a realizzare il tuo nuovo bagno in camera?

Hai tutte le informazioni necessarie.

Ti consiglio innanzitutto di contattare un tecnico, che si occuperà del progetto e della pratica edilizia necessaria.

In seguito potrai pensare alla ditta che eseguirà i lavori di ristrutturazione.

Se hai domande scrivi pure il tuo commento qui sotto.

Una cosa prima di salutarci: restiamo in contatto! 🤝

Iscriviti alla mia newsletter o al mio canale Youtube (il più più grande d’Italia su ristrutturazione e arredo di interni).

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A presto!
Lorenzo

L’articolo Come ricavare un bagno in camera da letto? (Guida completa) proviene da Voglia di Ristrutturare .

Umidità in casa: 4763 Italiani l’hanno eliminata grazie a questo SISTEMA ↓

Sei stanco dell’umidità in casa?

Stai leggendo l’articolo giusto.

Nelle prossime righe ti svelerò lo straordinario sistema anti-umidità (e anti-muffa), scoperto nelle paludi venete e già utilizzato su edifici pubblici, castelli, ville…e in 4.763 case italiane (nel momento in cui scrivo).

È tempo di finirla con tentativi ed esperimenti (costosi e inutili).

C’è un sistema scientifico, certificato e garantito che elimina l’umidità in casa.

Vuoi sapere di che si tratta?

Un sistema UNICO ed incomparabile…direttamente dalle paludi!

umidità-in-casa

Non scherzo.

L’inventore del sistema ha iniziato il suo percorso molto tempo fa, studiando le bonifiche dei terreni melmosi del nord-est.

Negli anni ha approfondito gli studi, sia in Italia che all’estero, e le cose sono andate decisamente bene.

Ha messo in piedi un’azienda che nel 2018 è stata premiata come “Eccellenza imprenditoriale italiana”, ed è stato invitato in alcuni programmi televisivi.

Prima a “Di Martedì – LA7” (conduttore Giovanni Floris) come “Specialista dell’Umidità”, poi a “I soliti Ignoti – RAI 1” (conduttore Amadeus), nel ruolo di “Specialista delle Muffe”.

Questa è solo la punta dell’iceberg.

La sua azienda è la prima ed unica ad aver ricevuto la prestigiosa certificazione Accredia, per servizi di analisi diagnostiche relative all’umidità di edifici o parti di essi.

Il sistema è stato testato su decine di importanti edifici, tra i quali:

◼︎ la Rocca Aldobrandesca Spagnola (Porto Ercole, Grosseto);
◼︎ Cinta muraria città di Viterbo;
◼︎ Palazzo Mengharini (Roma);
◼︎ Villa Borromeo (San Giorgio in Brenta, Padova);
◼︎ Isola Bisentina (Lago di Bolsena, Capodimonte VT);

…senza contare le 4.763 abitazioni private, analizzate e risanate con successo.

Un curriculum niente male.

L’errore che (forse) hai già commesso mentre tentavi di eliminare l’umidità in casa

umidità-in-casa-rimedi

Al sistema arriveremo tra poco.

Prima devi conoscere l’errore responsabile di molti risanamenti fallimentari.

Un errore sul quale i proprietari di casa hanno poco controllo…esclusi coloro che hanno letto (o leggeranno) questo articolo. 😬

“Che aspetti, Lorenzo? Dimmi di che si tratta!” 😯

Quando hai umidità in casa, non devi mai affidarti a tecnici edili incompetenti.

Parlo di geometri, architetti, ingegneri, artigiani…che non hanno un’adeguata formazione sul tema dell’umidità.

Non sto dicendo che sono TUTTI incompetenti.

Purtroppo, la realtà dei fatti è che il 99,9% della formazione (su umidità e muffe) è in mano ai soggetti meno indicati.

A chi mi riferisco?

Alle aziende produttrici.

Corsi di aggiornamento o televendite? Questa è la “formazione” che ricevono i tecnici

umidità-in-casa-rimedi-della-nonna

Il meccanismo è semplice.

Un’azienda produttrice (di intonaci deumidificanti, di pitture antimuffa…) organizza un corso di formazione/aggiornamento, dedicato a tecnici e professionisti del settore.

In teoria si dovrebbero discutere le soluzioni all’umidità in casa…ma non è così.

I “corsi” sono televendite belle e buone.

L’azienda presenta i prodotti e riempie i partecipanti di volantini e brochure.

Poi arrivi tu.

Hai un problema da risolvere e contatti un tecnico.

Indovina: di cosa parlerete durante il sopralluogo? 

Ovviamente, del prodotto presentato all’ultimo corso (o a quello precedente…poco cambia).

Non è una mia opinione.

Nel mondo dell’umidità regna la confusione.

Voglio darti le prove.

Qual è il miglior rimedio all’umidità in casa? Chiedilo ai tecnici…

Qui sotto puoi vedere l’estratto di una conversazione tra artigiani, che ho trovato su un gruppo Facebook dedicato.

Un utente ha postato l’immagine di un risanamento (in condominio) e ha chiesto l’opinione di altri artigiani:

umidità-in-casa-come-sconfiggerla
Ti faccio notare il secondo commento di Franco.

“Ognuno reclamizza il proprio prodotto e sono gli esecutori che sono in balìa dei problemi”.

Capito?

Le aziende pubblicizzano e vendono prodotti, mentre gli artigiani procedono senza certezze.

Attenzione: anche tu sarai in balìa dei problemi! ⚠️

Ti ho appena dimostrato che, per un singolo intervento, riceverai decine di risposte diverse!

Come eliminare l’umidità in casa: ecco il sistema scientifico, certificato e garantito già utilizzato da 4.763 italiani

Se vuoi DAVVERO trovare la causa dell’umidità e la SOLUZIONE DEFINITIVA, dovresti informarti sul sistema Casa Asciutta.

umidita-in-casa-come-eliminarla

Casa Asciutta è stato ideato da Stefano Pigatto, co-fondatore di Archimede Group (se segui il blog dall’inizio sai chi è).

È un sistema composto da 5 analisi, eseguite presso la tua abitazione, più altre analisi svolte in laboratorio.

L’obiettivo è individuare la causa dell’umidità.

Una volta individuata, Archimede Group ti consegna il piano di risanamento.

Questo piano è come un libretto di istruzioni.

Cosa contiene?

◼︎ i risultati dettagliati delle analisi;
◼︎ la causa (o le cause) dell’umidità;
◼︎ la soluzione (o le soluzioni) al problema;

Quando leggi “soluzioni” probabilmente pensi a “prodotti”…ma non sempre è così.

A volte bastano piccoli interventi edili, oppure una corretta aerazione dei locali (nei casi di muffa).

Il sistema è tanto rivoluzionario quanto logico.

Mettiamola così: puoi paragonare la tua casa ad un paziente malato e bisognoso di cure.

La prima cosa è individuare la causa della malattia.

Solo in seguito si parla di cure, ed eventualmente di medicine.

Nel mondo dell’umidità avviene quasi sempre il contrario.

Si parte dalle medicine (i prodotti) e si procede per tentativi, nella speranza di trovare la causa della malattia (l’origine dell’umidità).

Casa Asciutta è diverso, perché parte dalla causa.

Come risparmiare 13.000 Euro grazie al sistema Casa Asciutta

umidità-in-casa-soluzioni

Procedere per tentativi ti fa perdere tempo e denaro.

Quanto tempo? Mesi o anni.

Quanto denaro?

Mmm…13.000 Euro ti bastano?

Non è un numero a caso.

È la somma bruciata dal Sig. Luciano Valente, che per 7 anni ha combattuto la muffa delle pareti con diversi prodotti/interventi.

Nello specifico:

◼︎ pittura termoisolante;
◼︎ cappotto esterno;
◼︎ cappotto interno;

13.000 Euro spesi inutilmente, perché la muffa continuava a formarsi.

Nel 2014 ha conosciuto Archimede Group, e si è affidato a Casa Asciutta.

Ecco la sua recensione (che trovi sulla pagina Facebook dell’azienda)

umidità-in-casa-cause
Come vedi la testimonianza è del 2014.

Nel 2018 ha scritto un’altra recensione (è uno scambio di battute tra Luciano e il co-fondatore di Archimede Group).

troppa-umidità-in-casa
Facciamo qualche riflessione…

Non trovi le cause dell’umidità in casa? Ecco cosa rischi

Luciano si è fatto “appioppare” prodotti per 7 (sette!) – lunghi – anni.

Ha bruciato 13.000 €, che poteva destinare a viaggi, passioni…insomma progetti più stimolanti.

La sua famiglia – per 7 anni – ha respirato le spore della muffa.

Ha patito stress e tensioni, dando retta al “professionista” di turno (che non ha mai individuato le cause).

Vuoi seguire il suo percorso?

Oppure preferisci affidarti ad un sistema scientifico, certificato e garantito?

Umidità in casa: 2 cose da sapere su Casa Asciutta

Se intendi contattare Archimede Group, devo precisare 2 cose (così non ci saranno malintesi).

La prima è che Archimede NON vende prodotti.

La missione dell’azienda è dirti perché hai umidità in casa, e spiegarti come eliminarla.

È un sistema di analisi, ricorda. ☝️

La seconda cosa è che Archimede è indipendente. 👌🏼

Non rappresenta aziende produttrici, né imprese/ditte di ristrutturazioni. 👈

Una volta individuata l’origine dell’umidità in casa, dovrai trovare un artigiano/ditta che eseguirà i lavori (seguendo tutti i dettagli del piano di risanamento).

Puoi contattare il tuo artigiano/ditta di fiducia.

Ricapitolando: cosa dovresti fare a questo punto?

Hai ricevuto un bel gruzzolo di informazioni.

Ti ho dimostrato che contattare un tecnico può essere molto rischioso (come fai a sapere se è preparato?).

Ti ho dimostrato che l’acquisto compulsivo di prodotti è inutile e costoso.

Ti ho dimostrato che esiste un sistema che individua la causa dell’umidità in casa, già testato con successo su importanti edifici e su 4763 case italiane.

È composto da analisi scientifiche, è certificato da Accredia ed è garantito.

Agisci! 

Archimede Group sta “silenziosamente” rivoluzionando il settore.

Vuoi approfondire? Ti consiglio di leggere il manuale di Stefano Pigatto, co-fondatore di Archimede Group.

libro-umidità

Vuoi contattare l’azienda e affidarti a Casa Asciutta? ▶︎CLICCA QUI◀︎

A presto!
Lorenzo

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12 Modelli di ceste portabiancheria per bagni e lavanderie di ogni stile

La zona dei vestiti sporchi in bagno, lavanderia o camera da letto, non sempre riceve le attenzioni che merita.

Spesso sono angoli tristi, disordinati, bui e anche un pò ammuffiti.

Peccato, basta poco per dare nuova linfa vitale a questo reparto.

Come? Con una cesta portabiancheria.

Non hai nemmeno scuse, perché l’offerta è ampia e accontenta tutti.

In questa guida troverai 12 modelli di ceste portabiancheria, perfette per qualsiasi stile di arredo.

Ho selezionato i prodotti più desiderati e con le migliori recensioni, di diversi materiali, altezze e capienze.

Hai gusti difficili?

No problem: troverai il modello adatto a te.

Come scegliere la tua nuova cesta portabiancheria? 3 Consigli per non sbagliare

Anni fa ho acquistato una cesta “sbagliata”.

Il prodotto era perfetto, ma dopo averlo utilizzato un paio di volte mi sono accorto di aver dimenticato un particolare.

Anche grazie all’aiuto di amiche, ho stilato una lista di 3 proprietà che la tua cesta deve (o dovrebbe) avere.

Prima cosa: facilità di trasporto 

Una cesta piena è pesante.

Io ho la lavatrice in garage, e ho avuto la cattiva idea di acquistare una cesta portabiancheria SENZA manici né fori per il trasporto.

Quindi, innanzitutto, ti consiglio un prodotto che sia facile da trasportare…a meno che la tua lavatrice non sia accanto alla cesta!

Seconda cosa: pulizia 

Le ceste in plastica o polipropilene sono le più facili da pulire, puoi anche lavarle.

L’alternativa sono quelle in tessuto, oppure in bambù (da pulire con un panno).

Terza cosa: il sacco rimovibile

Molto comodo.

Alcuni prodotti hanno il sacco (in cotone, per lo più), e a mio parere i migliori modelli sono quelli con sacco rimovibile e lavabile.

Una volta riempito, estrai il sacco e lo trasporti fino alla lavatrice.

Detto questo vediamo cosa ho selezionato per te.

Ceste portabiancheria vimini: il fascino del legno

Se parliamo di ceste, l’intrecciato è uno dei materiali più amati.

Perfetto per bagni rustici e shabby chic, si abbina perfettamente a parquet e mobili in legno.

Modello #1: Songmics

ceste-portabiancheriaCaratteristiche:

◼︎ capacità 100 litri;
◼︎ sacco interno in cotone (lavabile e rimovibile, traspirante e antiodore);
◼︎ coperchio collegato alla cesta, munito di 2 manici (facilità di trasporto);
◼︎ materiale: bambù naturale (ecologico e leggero);
◼︎ vari colori disponibili;

▶︎ CONTROLLA DISPONIBILITÀ E PREZZO ◀︎

Modello #2: Relaxdays

ceste-portabiancheria-viminiCaratteristiche:

◼︎ capacità circa 100 litri;
◼︎ sacco interno in cotone (lavabile e rimovibile, traspirante e antiodore);
◼︎ copertura con fori per areazione;
◼︎ materiale: bambù naturale (ideale per ambienti umidi);
◼︎ struttura robusta e leggera (peso 2,8 kg);

▶︎ CONTROLLA DISPONIBILITÀ E PREZZO ◀︎

Modello #3: Zeller

ceste-portabiancheria-ikeaCaratteristiche:

◼︎ capacità circa 60 litri;
◼︎ sacco interno rimovibile;
◼︎ apertura rinforzata con anello in alluminio;
◼︎ fondo in compensato per migliore areazione;
◼︎ materiale: bambù naturale;

▶︎CONTROLLA DISPONIBILITÀ E PREZZO ◀︎

Modello #4: Relaxdays rotondo

ceste-portabiancheria-amazonCaratteristiche:

◼︎ capacità 80 litri;
◼︎ sacco interno rimovibile in cotone;
◼︎ resistente e facile da pulire;
◼︎ fori sul fondo per consentire il passaggio d’aria (no muffe);
◼︎ disponibile in vari colori;
◼︎ leggerissimo (1,5 kg);

▶︎ CONTROLLA DISPONIBILITÀ E PREZZO ◀︎

Pulizia e robustezza assicurati con le ceste portabiancheria in plastica

Uno dei principali punti di forza del cesto in plastica è la facilità di pulizia.

L’altro è la resistenza.

A casa mia ho un portabiancheria in plastica che da anni viene “maltrattato”, ma sembra ancora nuovo.

Ottimo per bagni, lavanderia ed eventualmente garage (non è il massimo in camera da letto).

Modello #5: Stefanplast

ceste-portabiancheria-plasticaTra le ceste in plastica, questo è il prodotto più acquistato.

Caratteristiche:

◼︎ capacità 50 litri;
◼︎ resistente e facile da pulire;
◼︎ disegno rattan
◼︎ fori laterali che facilitano il trasporto;
◼︎ disponibile in 7 colori;

▶︎ CONTROLLA DISPONIBILITÀ E PREZZO ◀︎

Modello #6: Curver

cesti-portabiancheria-per-bagnoCaratteristiche:

◼︎ disponibile in vari colori e capienze (40 o 60 litri);
◼︎ disegno effetto “vimini”;
◼︎ leggero e pratico, con struttura traforata per ricircolo aria; 
◼︎ fori laterali che facilitano il trasporto;

▶︎ CONTROLLA DISPONIBILITÀ E PREZZO ◀︎

Modello #7: Tontarelli

ceste-portabiancheria-shabbyCaratteristiche:

◼︎ disponibile nei colori marrone, sabbia e beige;
◼︎ 2 capienze: 24 o 48 litri;
◼︎ coperchio rimovibile, fori per il trasporto, piedini antiscivolo;
◼︎ alto circa 36 cm, è perfetto per le mensole;

▶︎ CONTROLLA DISPONIBILITÀ E PREZZO ◀︎

Ambiente piccolo? Ecco le ceste portabiancheria salvaspazio 

Se il tuo bagno/lavanderia ha problemi di spazio, questi modelli rappresentano la soluzione.

Parliamo di ceste strette, sviluppate in verticale e perfette per angoli e nicchie.

Questa volta ho selezionato un unico prodotto, il più ambito della categoria.

Modello #8: Wenko

cesto-portabiancheria-salvaspazioCaratteristiche:

◼︎ disponibile in vari colori;
◼︎ capienza: circa 43 litri;
◼︎ non ha coperchio, ma è dotato di una retina richiudibile;
◼︎ ha 4 ruote;
◼︎ realizzato in poliestere di alta qualità;

▶︎ CONTROLLA DISPONIBILITÀ E PREZZO ◀︎

Vuoi coprire le nicchie? Scegli le ceste portabiancheria angolari!

Altra particolare tipologia di portabiancheria sono i modelli angolari, da sfruttare in bagni piccoli e in angoli inutilizzati.

Modello #9: Relaxdays

ceste-portabiancheria-angolariCaratteristiche:

◼︎ realizzato in bambù naturale;
◼︎ capienza: 64 litri;
◼︎ sacco estraibile e lavabile, in cotone;
◼︎ fondo con fori (per ventilazione/no muffe);
◼︎ vari colori disponibili;

▶︎ CONTROLLA DISPONIBILITÀ E PREZZO ◀︎

In alternativa c’è il prodotto #9, simile in tutto ma con capienza ridotta.

Modello #10: Tatkraft

cesto-portabiancheria-bambu

Caratteristiche:

◼︎ realizzato in bambù naturale;
◼︎ capienza: 48 litri;
◼︎ sacco estraibile e lavabile, in cotone;
◼︎ fondo con fori (per ventilazione/no muffe);
◼︎ un solo colore disponibile (quello in foto);

▶︎ CONTROLLA DISPONIBILITÀ E PREZZO ◀︎

Ceste portabiancheria pieghevole: viva la praticità

Per risparmiare spazio.

L’offerta non è molta (offerta decente, capiamoci), il miglior prodotto che ho individuato è questo:

Modello #11: Yoouu

cesto-portabiancheria-pieghevoleCaratteristiche:

◼︎ molto resistente (plastica e silicone);
◼︎ design elegante;
◼︎ quando piegata ha un’altezza di appena 6,5 cm!;
◼︎ la nascondi dove vuoi;
◼︎ volume di 76 litri;
◼︎ 3 colori disponibili (grigio, viola, verde);

▶︎ CONTROLLA DISPONIBILITÀ E PREZZO ◀︎

2 in 1: ceste portabiancheria con gambe (parola d’ordine “ottimizzare”)

In questa categoria ho trovato un bellissimo prodotto, quasi “magico”.

Modello #12: Bama Stand Up

ceste-portabiancheria-gambe

La particolarità di questa cesta è il doppio ruolo delle “zampe”.

Quando aperte, permettono un comodo utilizzo rialzato della cesta (utili nel momento in cui devi stendere o stirare).

Quando chiuse sono solide impugnature che facilitano il trasporto.

Capienza 44 litri, realizzata in polipropilene.

▶︎ CONTROLLA DISPONIBILITÀ E PREZZO ◀︎

Quale hai scelto?!

Ho selezionato accuratamente i 12 modelli di questa guida, puntando ai prodotti con le migliori recensioni.

Hai domande? Scrivi un commento qui sotto! 👇

OBIETTIVO TRASPARENZA:

Se acquisterai da uno dei link di questo articolo, io guadagnerò una piccola commissione da Amazon (non avrai costi aggiunti e mi aiuterai ad evitare banner pubblicitari sul blog). 🙏

A presto!
Lorenzo

L’articolo 12 Modelli di ceste portabiancheria per bagni e lavanderie di ogni stile proviene da Voglia di Ristrutturare .