Tecnologia e virtuale aiuteranno il mondo dell’edilizia

La tecnologia e il mondo virtuale, insieme con la ricerca scientifica in tali settori, potranno generare nuove opportunità per l’implementazione sostenibile del settore edilizio.

Grazie alle novità ed alla moderna tecnologica la realtà virtuale entrerà nella realtà di tutti i giorni del settore edile. Guanti speciali, realtà virtuali, tute specifiche, preparazione specifica per gli addetti, tutte novità tese a migliorare il settore sia per la tutela eco sostenibile sia per rendere ancora più sicuro l’ambiente lavorativo degli addetti al settore.  I

l settore edile ha bisogno di novità, di modernità e l’arrivo degli strumenti hi-tech non può che essere di aiuto anche perché è la prima volta che in Italia viene sviluppato un progetto simile. Secondo i progettisti l’obiettivo ed il risultato finale sarà una diminuzione degli infortuni sul lavoro.

Questo argomento purtroppo preoccupa da anni perchè gli incidenti sul lavoro sono troppi. Facendo riferimento al mondo del disegno, ad esempio, si è passati da un disegno cad in 2D, ai sistemi di modellazione 3D, fino al BIM.

Un’ulteriore novità, soprattutto degli ultimi anni, è l’avvento delle applicazioni, nello specifico le App mobile, programmi per smartphone e tablet, che possono fare un’infinità di cose. Ecco alcuni esempi di come le applicazioni possono aiutare nel mondo dell’edilizia e dell’architettura. Pensate su misura per gli operatori del settore edile, sono tutte le App che permettono di prendere misurazioni di varia natura e gestire rilievi di spazi fisici.

Attraverso supporti come Google Maps e coordinate GPS, infatti, diventa semplice misurare aree, lunghezze e angoli o fare triangolazioni. Inoltre, si stanno sviluppando alcune App che sono in grado di dialogare con altri strumenti tipici di chi effettua rilievi, come il distanziometro.

Esistono App pensate per aiutare nella gestione dei lavori e delle commesse, che permettono quindi di utilizzare strumenti per il controllo dello stato di avanzamento dei lavori, per la rendicontazione, per la condivisione di documenti e progetti. Un modo completamente nuovo di pensare il settore che merita attenzione e la dovuta conoscenza.

Analisi di Domenico Letizia, collaboratore del think tank “Imprese del Sud“.

6 Semplici Idee per nascondere i sanitari del bagno [FOTO]

In questa guida ti mostrerò 6 idee per nascondere i sanitari del bagno.

Sei soluzioni adatte a diversi stili di arredo, spazi e budget di spesa.

Tranquillo/a: non dovrai ricorre a fantasiosi ed improbabili espedienti…

Sei pronto/a?

Facciamo un passo indietro…

Wc e Bidet nascosti: il problema di Roberta

Qualche tempo fa ricevo la mail di Roberta, lettrice del blog che deve ristrutturare il bagno .

Ecco un estratto del suo messaggio:

“…non so forse è una mia fissa o un capriccio, ma in vista dei lavori vorrei capire se è possibile nascondere i sanitari…”

Dipende dalla disposizione degli elementi e dallo spazio disponibile. 🙂

Vediamo cosa si può fare…

6 Favolose Idee per nascondere i sanitari del bagno

Procediamo con ordine.

Partiamo dalla soluzione più conosciuta e avanziamo verso quelle particolari, riservate ai servizi spaziosi.

Idea #1: Il muretto

La quinta di separazione è la proposta più gettonata.

Realizzabile in muratura o cartongesso , potresti farci un pensierino in un bagno stretto e lungo (di adeguata metratura):

Scopri come nascondere wc e bidet

muretto che puoi rivestire (o dipingere):

Muretto per nascondere i sanitari

o abbinabile ad un vetro satinato:

Consigli per il muretto:

◼︎ spessore massimo 8-10 cm;
◼︎ realizza una paretina bassa (filtrerà la luce);

E questa era la prima idea.

Idea #2: Pannello divisore

La seconda soluzione è utilizzare un divisorio.

Ti confesso che non vado matto per questa idea, tuttavia esistono un’infinità di modelli.

Il mio preferito è il vetro opaco (oppure satinato):

Come nascondere i sanitari del bagno?

L’alternativa è il divisorio in alluminio zincato:

la terza proposta è Blooming (Guarda il video!):

L’ho presentato tempo fa sul mio canale Youtube, ed ha incuriosito molti utenti.

Creato da due designer olandesi, è disponibile in qualsiasi dimensione e grandezza ed è composto da elementi modulari.

Per info: https://www.bloomming.com/it

Idea #3: Termoarredo a bandiera

Il termoarredo bagno a bandiera è una proposta di design sottovalutata (statistiche mie 😉) ma che trovo perfetta per nascondere i sanitari.

Ti faccio notare che questo termoarredo, montato trasversalmente alla parete, mimetizza gli elementi ma lascia filtrare la luce.

In commercio troverai diversi modelli:

Il prodotto in foto è Mikado (azienda: Scirocco).

Idea #4: Il mobile

Un’alternativa al muretto o al pannello divisore è il mobile:

Ovviamente dovrai trovare un mobile adatto allo spazio disponibile, oppure è necessario un arredo su misura.

Il bello di questa soluzione è che il mobile diventa un prezioso contenitore, quindi ha una doppia funzione:

Niente male! 😮

Idea #5: Antibagno

L’antibagno è obbligatorio* solo quando il locale comunica direttamente con soggiorno o cucina, ma nulla toglie che puoi crearne uno ad hoc.

Si: qui hai bisogno di spazio. 

Nell’antibagno sistemi lavabo e – volendo – doccia e lavatrice, mentre l’altro spazio è riservato ai sanitari (ben nascosti).

*Consulta comunque il Regolamento Edilizio del Comune

E infine…

Idea #6: Spazio assegnato

L’ultima proposta è quella di dedicare un angolo o una stanza a wc e bidet.

Non sei obbligato ad innalzare delle pareti.

Puoi utilizzare il vetro:

e non solo per una piccola area…

Visto? 🙂

Per concludere

Non so perché vuoi nascondere wc e bidet.

Anche i sanitari contribuiscono all’estetica del locale, e alcuni modelli sono davvero bellissimi.

A parte questo, mi auguro che i consigli della guida siano di aiuto.

Se hai domande scrivi un commento: ti risponderò il prima possibile.

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Lorenzo

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La partita del futuro dell’edilizia è green

La vera partita del futuro dell’edilizia è sempre più legata alla visione “green”. La vera partita si gioca sulla rigenerazione del parco immobiliare italiano, che consta di oltre 12 milioni di edifici, il 65% dei quali realizzato precedentemente al 1976, anno della prima legge che introduceva criteri per il risparmio energetico.

L’Italia è tra i paesi che deve rispettare i vincoli internazionali e centrare gli obiettivi 2050. Per riuscire nell’impresa la necessità è quella di contare su un patrimonio edilizio a consumo zero quasi di energia.

Uno dei possibili interventi per raggiungere tali risultati passa da un nuovo modo di concepire la progettazione e l’intervento edilizio, possibile per esempio attraverso un modello di deep retrofit.

Ideato nei Paesi Bassi con un certo profitto eco-sostenibile, l’idea meriterebbe attenzione anche nella nostra Penisola e in particolare in regioni problematiche coma la Sicilia.

Un processo che non va solo a rigenerare profondamente l’edificio, mediante anche l’integrazione tecnologica, ma interessa anche una maggior consapevolezza dei residenti in modo che tutto il sistema, statico e dinamico, partecipino al raggiungimento di determinati obiettivi. Sarebbe davvero un ottimo strumento anche per riuscire a raggiungere i target fissati al 2050 in termini di decarbonizzazione.

L’industria incontra così il settore edilizio: immaginiamoci le sinergie che possono nascere e che beneficerebbe in particolare il social housing, un bacino su cui lavorare più facilmente e che potrebbe costituire il volano per far avviare questo grande mercato e opportunità.

Lavorare su progetti che permettono di monitorare costantemente i consumi reali è fondamentale.

Poter misurare gli effettivi consumi, contare su indicatori precisi e operare efficacemente e tempestivamente diventa imprescindibile per un vero cambiamento.

Sarebbe auspicabile contare su una banca dati dei consumi reali mediante cui elaborare una strategia efficace nella riduzione dei consumi, non solo negli edifici energivori, ma anche in quelli NZEB.

L’edilizia del futuro sarà sempre più legata a modelli green e in questo caso resta essenziale e fondamentale concepire e sostenere la ricerca scientifica e tecnologica.

Analisi di Domenico Letizia.

Come arredare un perfetto bagno minimal nel 2019 [FOTO]

In questo articolo scoprirai come arredare un bagno minimal moderno (anche se ti mancano idee ed esperienza).

Grazie ai consigli della guida, realizzerai il bagno minimalista che hai sempre sognato.

Infatti, è una guida step-by-step.

Non devi far altro che prendere appunti ed applicare i suggerimenti.

Sei pronto?

4 Indispensabili qualità di un vero bagno minimal

Partiamo dalle basi.

#1: Colori giusti

Un bagno minimal lo riconosci anche grazie ai toni, di solito omogenei e tenui (bianco, beige, grigio chiaro…).

Non c’è spazio per accozzaglie di colori.

Ecco un’idea:

Un esempio di bagno minimal

L’obiettivo è realizzare un ambiente armonioso ed ordinato, con colori ed arredi perfettamente accostati.

ATTENZIONE! ⚠️

Non esagerare.

I locali minimalisti monocolore (esempio: tutto bianco o tutto nero) comunicano freddezza…e sono un pò tristi. 😐

Opinione condivisa anche da alcuni iscritti al mio canale Youtube :

Occhio, eh!

#2: Forme e spessori

Ho visto molti bagni minimal con forme squadrate e spigoli in ogni dove.

Effettivamente questo stile ha forme lineari e rigorose, quindi rettangoli e quadrati sono i protagonisti.

Tuttavia puoi inserire delle variazioni.

Ad esempio nello specchio:

Specchio rotondo per bagno minimal chic

oppure nel lavabo:

Lavabo per bagno minimal contemporaneo

Evita gli arredi di alto spessore, ad esempio nel piatto doccia (altezza massima 5/6 cm!).

#3: Less is More

Un sinonimo della parola “minimalismo” è “ridotto”.

Ciò significa che devi ridurre, anziché aggiungere.

Lo so: spesso la tentazione è quella di acquistare tanti accessori e suppellettili.

Non cascarci.

#4: Illuminazione

Ecco l’ultimo – fondamentale – punto.

Innanzitutto, elimina il vecchio lampadario.

Puoi sostituirlo con dei led nel controsoffitto in cartongess, oppure con faretti orientabili:

o magari una lampada:

Niente male, vero?

Come scegliere il mobile del bagno minimal?

Ricordati le qualità viste nel paragrafo precedente.

Per partire, valuterai un mobile lavabo sospeso:

L’arredo sospeso trasmette ordine, pulizia e leggerezza, ovvero 3 peculiarità del minimalismo.

Scegli linee pulite e colori tenui (che non stancano la vista), e prediligi la funzionalità.

Un buon esempio è il mobile bagno della foto:

Mobile bagno sospeso stile minimal

È sospeso, ha un capiente cassettone portaoggetti e il mobile include il portasciugamani (Azienda: Idea Group – linea Basic).

Medesimo discorso per l’eventuale colonna da affiancare al mobile.

I sanitari del bagno minimal moderno

Hai l’imbarazzo della scelta.

Quelli sospesi sono una buona soluzione, perché rimarcano concetti come leggerezza, luce e pulizia.

Vanno benissimo anche quelli a terra.

Direi giusto due parole sulle forme.

Personalmente eviterei i sanitari squadrati, in favore di forme più morbide.

Una collezione che mi è sempre piaciuta è “Connect Air” (Ideal Standard):

Coppia sanitari Ideal Standard

Sono adatti ad un bagno minimal?

Secondo me si, perché hanno bordi sottili e forme adatte a – quasi – tutti i locali (disponibili sia sospesi che a pavimento).

Un’alternativa è la linea “Forty 3” (Ceramica Globo):

Coppia sanitari molto piccoli

Anche qui bordi sottili e linee pulite.

E poi sono perfetti per bagni piccoli , grazie alla profondità ridotta (appena 43 cm!).

Passiamo alla zona doccia…

La doccia del bagno minimal

In base ai consigli del primo paragrafo, avrai già intuito che il piatto doccia sottile o a pavimento è perfetto:

Piatto doccia design minimal

Nell’immagine puoi vedere la proposta di Ceramica Cielo, che realizza piatti doccia di vario spessore (da 2,5 a 7 centimetri).

4 Motivi per valutare i piatti doccia di Ceramica Cielo

Spessori a parte, per l’ottima qualità del materiale ceramico.

Inoltre, alcuni modelli si installano anche a filo pavimento.

E c’è di più.

Puoi richiedere tagli su misura, e scegliere tra moltissime finiture:

I toni disponibili sono un’infinità!

Piatto doccia da abbinare ad un box doccia trasparente:

Qui, più che un consiglio, è quasi un’obbligo. 😬

E la vasca?

Come scegliere la vasca del bagno minimalista?

Le tipologie più diffuse sono da incasso (e semi-incasso), oppure freestanding.

Al di là della tipologia, punta su una vasca senza fronzoli:

Il modello in foto (Vieques – Agape) mi piace per l’eleganza e la pulizia del design.

Prendi spunto!

Il termoarredo di un bagno minimal moderno

Anche il termoarredo contribuisce al look del locale.

Vuoi un’ottima alternativa ai classici scaldasalviette?

Dai un’occhiata ai modelli a pannello:

Termoarredo bagno minimalista

Si puliscono facilmente e il design è minimale (sono praticamente perfetti).

Tra tutti ho selezionato “Oni” (azienda Vasco):

Perché questo modello?

◼︎ ultra sottile (8 mm);
◼︎ molti colori disponibili;
◼︎ con o senza foro portasciugamani;
◼︎ angoli arrotondati;

Bello ed essenziale.

Pavimenti e rivestimenti del bagno minimal

Alcuni bagni minimalisti contemporanei non hanno piastrelle.

In questo caso pavimenti e rivestimenti sono in microcementi o resine.

Saranno anche la massima espressione del minimalismo, ma per me sono…”troppo”. 🤷🏻‍♂️

Se invece preferisci le classiche mattonelle, utilizza pochi colori.

questa era un’idea, eccone un’altra:

Per i materiali puoi scegliere tra grés porcellanato, ceramica oppure un pavimento in legno (chiaro).

E infine…

3 Accessori e complementi del bagno minimalista

Siamo alla ciliegina sulla torta.

Accessori e complementi sono di vitale importanza, quindi selezionali con cura.

A partire dallo…

#1: Specchio

Quelli ideali hanno cornici sottili.

Altra possibilità è lo specchio contenitore:

Ti faccio notare che ho scelto un modello ovale, (Oval Box – Ceramica Cielo) che ammorbidisce le forme del locale.

Che ne dici?

#2: Il set completo

Per tutti gli altri accessori (ganci, portarotolo, portasciugamani…) non esiste una regola categorica.

Però posso dirti il mio punto di vista. 🙂

Come prima cosa eviterei di mescolare gli stili.

Prendi esempio da questi accessori:

Accessori bagno stile minimalista

LI TROVI QUI: https://amzn.to/2XDe0X3

Perfettamente abbinati (d’altronde è un set), dovresti accostarli ad altri oggetti affini…come questo portarotolo:

PORTAROTOLO NERO: https://amzn.to/2YLbhaP

Tra l’altro valuterei seriamente il colore nero (a me non dispiace).

#3: L’idroscopino

Con all’idroscopino elimini il classico spazzolone per il wc.

Ma questo è solo il primo beneficio.

Quest’accessorio è igienico, funzionale e riscuote molto successo (grazie anche alla “campagna” pro-idroscopino che ho lanciato sul blog anni fa😇 ).

Fossi in te lo installerei senza pensarci due volte!

Per concludere

Ora tocca a te!

Hai tutte le informazioni per realizzare il bagno minimalista che desideri.

Se hai domande scrivi un commento: ti risponderò il prima possibile.

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Edilizia ed Energia: un rapporto sempre più intenso

Edilizia ed energia divengono settori sempre più legati per le stesse problematiche e tematiche che si vanno ad affrontare. In un’epoca di lotta agli sprechi e di consumo sostenibile, l’analisi di tale approccio risulta essenziale. Milioni di nuclei che hanno difficoltà ad acquistare un pacchetto minimo di beni e servizi energetici o che, per aver accesso a essi, deve distrarre una parte di reddito superiore a un valore “normale”. Un problema particolarmente sentito in tutto il continente e con un divario marcato fra Paesi dell’Europa nord-occidentale e Paesi dell’Europa sudorientale.

L’aumento della spesa energetica delle famiglie, in Europa, è evidente soprattutto tra quelle a basso reddito: +33 per cento tra il 2000 e il 2014.

A star meglio, sono i Paesi con una forte regolamentazione edilizia e un PIL pro capite più elevato. Ventiduesima nella graduatoria complessiva, comprendente anche la povertà energetica nei trasporti, l’Italia è diciannovesima nel Domestic energy poverty index, su ventotto stati dell’Unione Europea. Attualmente sono importante progetti di ristrutturazione edilizia. Fra le proposte più interessanti, spunta la possibilità di considerare sostegni specifici per interventi di efficienza e per l’installazione d’impianti a fonti rinnovabili in autoconsumo.

A tal proposito, l’efficienza energetica si ottiene mettendo in atto forme di intervento che includono miglioramenti tecnologici, ottimizzazione della gestione energetica e diversificazione dell’approvvigionamento di energia. L’efficienza energetica costituisce una componente essenziale della strategia energetica europea e nazionale, finalizzate a realizzare un’economia a basso consumo energetico, più sicura, più competitiva e più sostenibile. La riduzione delle emissioni di CO2 rappresenta un obiettivo prioritario sia per i Paesi avanzati, che per quelli in via di sviluppo.

Una maggiore efficienza energetica consente di utilizzare meno combustibili fossili e quindi di ridurre il livello delle emissioni di gas ad effetto serra, che che contribuiscono al surriscaldamento globale. Se si è proprietari della casa in cui si vive, è davvero importante considerare di generare la propria energia verde con un impianto fotovoltaicoeolicotermodinamico o altri fonti di energia rinnovabile.Tra i progetti che meritano attenzione vi è quello di Energia Italia, nato da un gruppo di persone giovani, preparate e decise a migliorare la qualità della vita per le proprie famiglie e per il proprio territorio.

Edilizia ed Energia possono davvero divenire un sinonimo di eco-sostenibilità, innovazione tecnologica e benessere sociale, comunitario ed individuale.

Approfondimento a cura di Domenico Letizia, gestore del Portale di informazione economica “Imprese del Sud“.

Carta da parati 3d: guida definitiva per arredare le pareti (2019)

In questo articolo scoprirai come arredare una parete con la carta da parati 3d.

È una guida in 7 step.

Grazie ai consigli della guida, saprai come trasformare completamente la stanza che preferisci (anche se adesso non hai idee e brancoli nel buio).

Sei pronto?

N 1: Quali sono i vantaggi della carta da parati 3d?

Per arredare la tua parete hai un’infinità di opzioni.

◼︎ pitture con vari colori/effetti;
◼︎ mensole;
◼︎ fotografie;
◼︎ quadri e poster;
◼︎ altro…;

Perché dovresti puntare sulla carta da parati 3d?

Hai 3 ottimi motivi per sceglierla!

#1: Aumenta lo spazio percepito

La vera carta da parati 3d è quella tridimensionale, con effetto prospettiva.

Dai un’occhiata a questa parete:

Un pò triste, vero? 😐

Ora guarda che succede se la rivesti con carta da parati 3d:

Carta da parati 3d

Fantastico! 🤩

Quella dell’immagine è una creazione di Creativespace, specializzata in carta da parati personalizzata con effetto profondità.

#2: Forte impatto visivo

Negli ultimi anni, la richiesta di carta da parati è cresciuta a dismisura.

La carta da parati moderna ha risolto tutti i problemi della vecchia tappezzeria anni ’60 e ’70.

Niente odori, niente perdite di colori/luce e rapida installazione.

Inoltre, per cambiare volto alla stanza, basta ricoprire una singola parete.

ATTENZIONE! ⚠️

Ti sconsiglio di rivestire tutte le pareti di un ambiente; perché le cose di forte impatto visivo vanno utilizzate con moderazione.

Sei d’accordo?

#3: Esclusiva e Personale

Decine di temi e migliaia di modelli a disposizione.

Moderna carta da parati 3d

Puoi personalizzare l’ambiente secondo i tuoi gusti, ricreando una sensazione che percepisci appena entri nella stanza.

Con la carta da parati è facile, mentre è più complicato con altri mobili o decori.

N 2: Tipologie di carta da parati 3d

In commercio trovi 2 tipi di carta con effetto profondità.

La prima è il classico telo, con la stampa dell’immagine.

L’altra è la carta da parati 3d in rilievo:

Qui, oltre all’effetto ottico, si aggiunge anche la sensazione al tatto.

In questo caso parliamo di pannelli, di dimensioni standard, realizzati in materiali come:

◼︎ vinile;
◼︎ pvc;
◼︎ schiuma di polietilene;

Il mercato italiano della carta da parati 3d in rilievo – per ora – non ha molto da offrire.

Il sito con maggiore offerta (poca, a dire il vero) è Amazon.

N 3: Dove applicare la carta da parati 3d?

In una parola?

Dappertutto! 👍🏼

Tutti gli ambienti della casa possono ospitare la moderna carta da parati con effetto profondità.

Vediamoli uno ad uno…

#1: Soggiorno

Carta da parati soggiorno

9 volte su 10 la parete prescelta è quella dietro il divano.

È comprensibile, perché altrimenti rimane vuota ed anonima.

#2: Cucina

Carta da parati 3d cucina

Non importa se hai una grande cucina o un piccolo angolo cottura: grazie ai teli tridimensionali puoi fare miracoli!

#3: Camera da letto

Anche in camera, la parete dietro al letto resta la più gettonata:

Carta da parati 3d camera da letto

al contrario, potresti rivestire il muro di fronte al letto, oppure quello di fianco (dipende dall’arredamento):

Camera da letto con carta da parati 3d

Incredibile! 🤯

#4: Bagno

Per questo ambiente è necessaria una distinzione, in base al punto in cui applicherai i teli.

In particolare…

Pareti a contatto con acqua

Carta da parati 3d per doccia

All’interno della doccia, sopra la vasca e nella parete dove appoggia il lavabo, dovrai utilizzare una carta da parati 3d in fibra di vetro resinata.

Si tratta di un prodotto idrorepellente, specifico per ambienti molto umidi ed angoli a contatto con l’acqua.

SCOPRI: CARTA DA PARATI IN BAGNO

Pareti non a contatto con acqua

Carta da parati 3d per il bagno

Per le altre zone (esempio: angolo sanitari) vanno bene i normali teli in TNT (tessuto non tessuto) o altro materiale.

#5: Corridoio

Grazie alla carta da parati 3d, puoi stravolgere anche il corridoio più impersonale d’Italia.

Ecco un esempio:

Assurdo!!! 😮

Trasformazione incredibile e bellissimo effetto prospettiva!

#6: Soffitto

Se penso ad un soffitto decorato, mi viene in mente un cielo stellato in camera da letto…

Carta da parati 3d per soffitto

Non ho ancora trovato installazioni a soffitto, ma stai certa/o che alla prima occasione filmerò e pubblicherò un contenuto sul mio canale Youtube!

#7: Pavimento

L’avesti mai detto?

Carta da parati 3d per pavimento

Anche il pavimento può ospitare la carta da parati 3d…se sei abbastanza temerario/a. 😉

Come fa a resistere a polvere, usura ed eventuali schizzi d’acqua?

I teli sono in fibra di vetro resinata, proprio come in bagno.

La carta da parati a pavimento è una piccola nicchia in sviluppo.

Il prodotto qui sopra (di Creativespace), si chiama Fiberglass .

Procediamo…

N 4: Quali sono i temi più desiderati?

Alcuni temi riscuotono molto successo.

Tra questi:

#1: Paesaggi

La carta da parati dedicata ai paesaggi è molto richiesta:

Carta da parati 3d paesaggi

un’alternativa agli scorci è la natura:

Carta da parati 3d natura

i fiori:

Carta da parati 3d fiori

oppure il mare:

Carta da parati 3d mare

Hai l’imbarazzo della scelta!

#2: Mattoni e pietra

Anche l’effetto mattone-pietra è gettonattissimo:

Carta da parati 3d mattoni

Oltre al classico telo, puoi anche avere la carta da parati 3d in finto mattone a rilievo :

Carta da parati 3d in finto mattone a rilievo

soluzione apprezzata soprattutto in cucina, per rivestire piccoli angoli o lo spazio dietro al lavandino.

#3: Carta da parati 3d New York

Carta da parati 3d New York

Anche la Grande Mela riscuote successo, ed è la città più richiesta per le pareti delle abitazioni.

Non a caso diversi produttori hanno almeno un modello dedicato a New York.

N 5: Come installare la carta da parati 3d?

L’installazione cambia in base al prodotto.

Quella adesiva sfrutta il sistema attacca-stacca, quindi non devi far altro che prendere un angolo, sfilare il telo e appoggiarlo alla parete.

L’alternativa è il prodotto da applicare con la colla,

Qui l’applicazione è più laboriosa.

Comunque, sul sito del produttore, trovi quasi sempre le istruzioni per il montaggio.

Istruzioni che vengono anche allegate alla carta da parati che riceverai.

Se invece temi di fare errori o non hai manualità, rivolgiti ad un applicatore.

In questo caso dovrai aggiungere il costo della posa (variabile).

N 6: Prezzi della carta da parati 3d

È difficile stabilire prezzi precisi, ma vediamo di fare un pò d’ordine.

Prima di tutto…

Da cosa dipendono i prezzi?

◼︎ qualità del prodotto;
◼︎ brand;
◼︎ livello di personalizzazione;

#1: Qualità del prodotto

La maggior parte delle carte ha struttura in TNT (tessuto non tessuto) oppure vinilica.

A seconda del produttore, cambia il risultato estetico.

Un esempio?

Alcuni prodotti economici hanno un effetto “plastica” al tatto e alla vista, in controluce danno il peggio di sé.

#2: Brand

Anche il brand incide sul prezzo.

Aziende come Wall & Decò, Inkiostro Bianco, Creativespace (solo per fare 3 nomi) hanno modelli con prezzi da € 70/80 al mq. a salire.

#3: Livello di personalizzazione

Il 99,9% delle aziende produce teli ed immagini di dimensioni standard.

Prendiamo il caso di Bimago:

Dopo il tema decidi le dimensioni, ma sono misure preimpostate.

Che significa?

Significa che non ricevi un prodotto su misura, e non sfrutterai completamente l’effetto profondità/prospettiva (ti adatti al prodotto).

N 7: 3 Siti dove acquistare carta da parati 3d

È il momento di scegliere.

Ho selezionato 3 portali/aziende affidabili, con ampia scelta e prodotti differenti.

Vediamo un pò…

#1: Bimago

L’e-commerce con maggiore scelta.

Come funziona?

Vai sul sito, cerca “carta da parati 3d” e seleziona il modello che preferisci.

Non devi far altro che decidere le dimensioni del telo (non modificabili) e procedere al pagamento.

Il montaggio è semplice, e su Bimago trovi anche istruzioni (da scaricare in PDF) ed accessori.

Punti a favore:

◼︎ affidabile;
◼︎ buon servizio clienti;
◼︎ spedizione gratuita;
◼︎ economico;

Punto a sfavore:

◼︎ teli standard;

#2: Amazon

Lo conosci, no?

Più indicato per i prodotti 3d in rilievo, soprattutto i modelli “effetto mattone”.

Come funziona?

Cerca “carta da parati 3d” e seleziona il prodotto.

Come in Bimago, dovrai scegliere dimensioni (o numero di pannelli) e procedere all’acquisto.

Punti a favore:

◼︎ molto affidabile;
◼︎ ottima assistenza;
◼︎ prodotti economici;

Punto a sfavore:

◼︎ teli (o pannelli) standard;

SCOPRI: CARTA DA PARATI 3D AMAZON

Ed ecco la terza strada…

#3: Creativespace

Cambiamo pianeta.

L’azienda è specializzata in carta con effetto prospettiva, realizzata su misura.

Ogni prodotto è unico, e viene realizzato in base alle esatte dimensioni della tua parete.

Come funziona?

Guarda il video:

Il cuore del sistema è il loro servizio Simulazione.

Vai sul sito “www.creativespace.it ” e poi su “Collezioni“.

Da qui selezioni il tipo di prodotto:

◼︎ wallpaper (carta da parati);
◼︎ fiberglass (fibra di vetro, per interno doccia/zone umide);

In seguito decidi collezione e modello.

A questo punto vai su “simulazione” (ci sei quasi…).

Cosa fai su simulazione?

Carica una/due foto della tua parete (te lo consiglio) e compila il modulo con tutte le informazioni.

A differenza di altri portali, puoi inserire le misure esatte del muro (anche i centimetri).

Creativespace elabora tutto e in 2-3 giorni ricevi il render realistico della parete, ricoperta dal tema selezionato.

Punti a favore:

◼︎ personalizzato al 101%;
◼︎ prospettiva perfetta;
◼︎ ottimo prodotto;

Punto a sfavore:

Parliamo di creazioni uniche (al centimetro), quindi il costo è più alto (dai 70 €/mq a salire).

Tocca a te!

Quale tema sceglierai per la tua parete?

Hai delle domande?

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Costruzioni: non c’è più il vincolo dei 10 metri

Costruzioni: non c’è più il vincolo dei 10 metri. Il legislatore, come evidenziato dal Sole 24 Ore, ha inserito il concetto generale secondo cui gli interventi di demolizione e ricostruzione sono consentiti se rispettano le distanze legittimamente preesistenti, andando così a modificare una norma del 2001 che riguarda i limiti di distanza tra i fabbricati che faceva riferimento a una normativa del 1968. Che per oltre 50 anni ha rappresentato una sorta di argine, imponendo ai nuovi edifici, ricadenti in tutte le zone diverse dai centri storici, una distanza minima assoluta di 10 metri, anche se il piano urbanistico locale ne consentiva una inferiore. Con quel limite, anche nelle opere di demolizione e ricostruzione si rispettava la distanza di 10 metri tra pareti finestrate.

Cosa cambia adesso?

Le Regioni e le Province potranno introdurre deroghe alle distanze previste dal Dm 1444/1968. Prevedendo quindi distanze inferiori per le demolizioni e ricostruzioni.

Analisi a cura di Domenico Letizia, presidente dell’Istituto di Ricerca di Economia e Politica Internazionale (Irepi).

 

Accessori bagno adesivi: arreda e decora senza forare le piastrelle!

In questa guida ti parlerò degli accessori bagno adesivi, con cui decorare il bagno senza forare le piastrelle.

Risponderò a tutte le domande che ti ronzano in testa.

Scoprirai quanto sono affidabili e quali pesi reggono, il montaggio (con o senza colla) e gli accessori in commercio.

Non solo.

Per ciascuna tipologia vedrai almeno un’eccellente proposta, disponibile sul sito Amazon.

Partiamo!

5 Vantaggi degli accessori bagno adesivi

5 vantaggi degli accessori bagno adesivi

Mi sembra di vederti. 🙂

Hai appena finito di ristrutturare il bagno ed è il momento di completare l’opera con gli accessori.

Ma c’è un problema: ti si stringe lo stomaco al pensiero di forare le mattonelle nuove, oppure il muro.

La soluzione sono gli accessori adesivi.

Il primo vantaggio è che li applichi dove vuoi, evitando gli odiati buchi.

Questo significa niente rumori, polvere e sporcizia (secondo vantaggio), e nessun rischio di forare tubi o fili (terzo vantaggio).

Stabili e con buona capacità di carico (quarto vantaggio), alcuni accessori sorreggono fino a 10 kg.

Puoi rimuoverli senza lasciare residui (quinto ed ultimo vantaggio), devi solo seguire i consigli della guida.

E riguardo gli svantaggi?

L’unico svantaggio degli accessori bagno adesivi

Non puoi applicarli su alcune superfici.

Quali?

◼︎ piastrelle irregolari;
◼︎ carta da parati;
◼︎ pareti in cemento;
◼︎ mosaico;

In questi casi l’adesivo non regge, e nemmeno la colla in dotazione all’accessorio.

Mi raccomando…segui le regole! 😉

Come funzionano gli accessori bagno adesivi?

Fissare gli accessori bagno senza bucare

La maggior parte dei prodotti funziona con un bi-adesivo (di solito il “3m”), ideale per il fissaggio su superfici come:

◼︎ metallo;
◼︎ piastrelle lisce;
◼︎ marmo;
◼︎ vetro e specchi;
◼︎ legno;

L’adesivo resiste ad acqua e alte temperature.

Alcuni accessori (vedremo quali) combinano adesivo 3m e colla (fornita all’acquisto).

Come installare gli accessori bagno adesivi?

Il montaggio è semplice, e prevede questi step (puoi anche guardare il video sopra).

Step #1: Pulisci la superficie

La prima cosa da fare è pulire la superficie dove applicherai il prodotto (basta un pò di carta da cucina bagnata o un panno).

NON pulire con prodotti ad olio!

Asciugata la superficie, ed eliminata la polvere, si passa al punto 2…

Step #2: Appoggia l’accessorio

Rimuovi il film protettivo dell’adesivo ed appoggia l’accessorio alla superficie.

Fai pressione per 30 secondi/1 minuto.

Nota: alcuni accessori (esempio: marca Wangel) richiedono l’uso di adesivo + colla (come indicato nella descrizione prodotto).

Ci siamo quasi…

Step #3: Attendi

A seconda del prodotto, prima di poterlo utilizzare, dovrai attendere 24/48 ore.

Segui queste regole, riportate anche nel manuale istruzioni dell’accessorio.

Quali sono gli accessori bagno adesivi?

Ogni zona della stanza da bagno ha il suo accessorio, e volendo puoi decorarlo senza mai ricorrere a trapano e tasselli.

Ecco i prodotti disponibili…

Zona lavabo

Nella zona del lavandino puoi utilizzare portasciugamani e portasapone.

Zona sanitari

L’angolo dei sanitari è il regno del portarotolo (che riscuote molto successo!) e del portascopino.

Zona doccia e vasca

Un ottimo prodotto per doccia e vasca è la mensola portaoggetti, dedicata ovviamente a shampoo e bagnoschiuma.

Alcuni accessori, come ganci e mensole, possono essere utilizzati in tutta la stanza da bagno.

Consiglio: prediligi i prodotti in acciaio inox, eleganti e adatti a tutti gli stili (non arrugginiscono!).

L’alternativa è la plastica, anche se diversi modelli non hanno buone recensioni (per via della qualità del prodotto).

Vediamo le mie proposte…

Accessori bagno adesivi per il lavabo

Partiamo dal portasciugamani:

Portasciugamani adesivo bagno e cucina

Per questa categoria ho scelto il prodotto qui sopra, che non necessita di colla (grazie all’adesivo 3M) e non teme l’acqua.

Realizzato in acciaio inossidabile spazzolato, resiste a corrosioni, graffiature ed appannamenti.

Oltre alle piastrelle lisce, puoi applicarlo su vetro, legno (quindi anche la porta del bagno) e alla parete liscia.

Elegante e con ottimo rapporto qualità-prezzo.

▶︎PORTASCIUGAMANI ADESIVO◀︎

Il portasapone/portaspugna più gettonato è invece questo:

Portasapone adesivo bagno

È dell’azienda Wangel, specializzata in accessori da appendere senza forare.

Disponibile con finitura lucida e spazzolata, il prodotto è in acciaio antiruggine e regge fino a 10 kg!

ATTENZIONE ⚠️

Quasi tutti i prodotti Wangel, oltre al biadesivo, sono dotati anche di colla.

Per una maggiore tenuta, l’azienda consiglia l’utilizzo di entrambi i sistemi di fissaggio.

▶︎PORTASAPONE ADESIVO◀︎

Accessori bagno adesivi per i sanitari

Innanzitutto il portarotolo:

Portarotolo wc adesivo

In acciaio inossidabile, questo moderno portarotolo a forma di “L” ha un “gancio” laterale che impedisce al rotolo di carta di scivolare.

Utilizza l’autoadesivo 3M (niente colla), e svolge alla perfezione il suo dovere.

Le alternative sono tante, anche con mensola “porta-smartphone”.

▶︎PORTAROTOLO ADESIVO◀︎

E che dire del portascopino?

Portascopino wc adesivo

Non credevo esistessero portascopini adesivi, ma mi sbagliavo.

La proposta migliore (in base alle recensioni) è quella di Wangel, con un prodotto in acciaio inox e vetro.

L’accessorio è leggero, ma per il fissaggio dovrai utilizzare il sistema dell’azienda (biadesivo + colla fornita).

Ottimo prodotto!

▶︎PORTASCOPINO WC ADESIVO◀︎

Accessori bagno adesivi per doccia e vasca

Come detto, qui è soprattutto un discorso di mensole:

Mensola angolare adesiva doccia

Se scegli quelle angolari, ti consiglio il prodotto in foto.

Il materiale è sempre l’acciaio inossidabile con finitura lucida, ma l’aspetto interessante è che la mensola è dotata di 2 ganci (per spugne o altro).

L’aspetto positivo è che ha ottime recensioni, mentre il “contro” è che per l’utilizzo devi attendere almeno 24 h dopo il fissaggio a parete.

Oltre agli adesivi è previsto l’uso di colla.

▶︎MENSOLA ADESIVA ANGOLARE◀︎

Su Amazon troverai altri modelli.

E infine…

I Ganci: l’immancabile accessorio adesivo per il tuo bagno

Tra i tanti ganci disponibili ho scelto questi:

Ganci portasciugamani adesivi

Perché proprio loro?

Per le ottime recensioni, innanzitutto.

Inoltre, ho trovato foto in cui reggono accappatoi.

Ottima notizia, perché alcuni ganci adesivi crollano sotto il peso di accappatoi bagnati.

Con questo prodotto non accade, e qualcuno li utilizza per appendere il bagnoschiuma (all’interno della doccia).

Sono 4 pezzi con bi-adesivo 3M, e il prezzo è di circa 10 €.

Dagli un’occhiata!

▶︎GANCI ADESIVI BAGNO◀︎

Come rimuovere gli accessori adesivi (senza danneggiare le mattonelle)

Spostare o rimuovere gli accessori è semplice, e non rovina le piastrelle.

Devi solo staccarli (tirando e pazientando un pò).

Questo per quanto riguarda i prodotti visti nell’articolo, e in genere per tutti quelli che utilizzano l’adesivo 3M e le colle degli accessori in vendita su Amazon.

Potrebbero rimanere residui sulla piastrella, ma con acqua e/o alcool etilico verranno via.

L’alternativa è utilizzare un prodotto specifico, come lo spray rimuovi-colla di Tesa (ottimo per colla e residui di adesivi).

E adesso?

…Adesso tocca a te!

Vuoi arredare senza forare mattonelle e muro?

Puoi farlo: utilizza gli accessori bagno adesivi.

Nella mia guida ho inserito ottimi prodotti, altri sono disponibili su Amazon.

Prima di procedere all’acquisto leggi sempre descrizione prodotto e qualche recensione.

Dubbi?

Scrivi un commento, ti risponderò il prima possibile. 😉

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A presto!
Lorenzo

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Distanza tra edifici: la Sentenza della Corte di Cassazione

Il chiarimento della Cassazione: bisogna sempre rispettare la distanza di 10 metri tra pareti di edifici antistanti, anche se solo una delle pareti è finestrata

Bisogna sempre rispettare la distanza tra edifici (di 10 metri) anche nel caso in cui solo una delle pareti degli edifici antistanti è finestrata; questa la conclusione cui sono giunti i giudici di Cassazione con la sentenza n. 15178/2019 in merito ad un contenzioso sulle distanze tra vicini.

I fatti di causa

Il caso in esame riguarda il recupero di un sottotetto che, a detta del vicino, aveva portato alla realizzazione di un vero e proprio nuovo piano.

In particolare, il vicino denunciava la realizzazione di opere qualificate come “recupero abitativo di sottotetti” ai sensi della vigente legislazione regionale della Lombardia, ma che in realtà avevano comportato l’elevazione di un nuovo piano del preesistente fabbricato, dotato di pareti finestrate di rilevanti dimensioni.

Inoltre prosegue il ricorrente, l’opera in questione era posta a distanza dalle unità immobiliari ai piani terreno non conforme alle prescrizioni della norme edilizie locali (che recepiscono il disposto del 1444/1968 in tema di distanze tra pareti finestrate di edifici antistanti) e dello stesso codice civile (art. 873).

Il Tribunale, all’esito degli accertamenti tecnici, disponeva che non vi era ragione per ordinare la demolizione dell’intera porzione immobiliare realizzata a seguito del recupero abitativo del sottotetto; erano sufficienti quei minimi interventi (rastremazione di murature) necessari ad eliminare la violazione delle distanze fra due costruzioni.

Nel dettaglio, disponeva ai proprietari di:

ricondurre a distanze legali il loro intervento edilizio mediante rastremazione del muro laterale ad ovest posto delimitazione della scala per 8 cm., così da evitare la sovrapposizione delle murature degli edifici di causa nonché mediante rastremazione della riscontrata eccedenza della mura a nuova elevazione sul lato nord pari a 5,5 cm rispetto a quella originaria sottostante da effettuarsi con riferimento alla sola parete della scala (lato nord) e del parapetto del balcone. 

Avverso tale sentenza il ricorrente proponeva appello; la Corte di Appello di Milano lo respingeva e confermava integralmente la sentenza impugnata.

Secondo la Corte di Milano, considerato che la nuova costruzione in questione presentava un’irregolarità tanto modesta, la stessa poteva ricondursi a distanza regolare mediante rastrematura del muro così come suggerita dal CTU e prescritta dall’ordinanza conclusiva della fase sommaria non valendo la distanza prevista dal dm n. 1444 del 1968 per le nuove pareti finestrate nella parte in cui non siano antistanti e quindi non si sovrappongono alla parete del vicino.

Il ricorrente chiede, invece, la cassazione della sentenza.

La sentenza della Corte di Cassazione

La Cassazione premette che in forza dell’art. 9 del dm n. 1444/1968 si ha :

la distanza minima inderogabile di 10 metri tra le pareti finestrate e gli edifici antistanti è quella che tutti i Comuni sono tenuti ad osservare, ed il giudice è tenuto ad applicare tale disposizione anche in presenza di norme contrastanti incluse negli strumenti urbanistici locali, dovendosi essa ritenere automaticamente inserita nel PRG al posto della norma illegittima. La norma, per la sua genesi e per la sua funzione igienico-sanitaria, costituisce quindi un principio assoluto ed inderogabile, che prevale sia sulla potestà legislativa regionale, in quanto integra la disciplina privatistica delle distanze, sia sulla potestà regolamentare e pianificatoria dei Comuni, in quanto deriva da una fonte normativa statale sovraordinata, sia infine sull’autonomia negoziale dei privati, in quanto tutela interessi pubblici che non sono nella disponibilità delle parti.

Ribaltando le precedenti sentenze, la Corte accoglie il ricorso: c’è stata violazione del dm 1444/1968.

Nel caso in esame, come in una precedente sentenza n. 20548/2017 della Corte di Cassazione, gli ermellini hanno spiegato che la distanza minima di 10 metri deve essere rispettata anche nel caso in cui una sola delle pareti che si fronteggiano è finestrata.

Non conta se tale parete sia quella del nuovo edificio o quella dell’edificio preesistente essendo sufficiente, per l’applicazione di tale distanza, che le finestre esistano in qualsiasi zona della parete contrapposta ad altro edificio, anche se solo una parte di essa si trova a distanza minore da quella prescritta.

Di conseguenza, il rispetto della distanza minima imposto dalle richiamate prescrizione è obbligatorio anche per i tratti di parete che siano in parte prive di finestre (Cass. 20.6.2011, n. 13547; Cass. 28.8.1991, n. 9207).

Le novità dello Sblocca cantieri

La situazione potrebbe notevolmente complicarsi con l’approvazione definitiva del decreto Sblocca cantieri: Regioni e Province autonome potranno inserire deroghe al dm 1444/1968 in materia di limiti di densità edilizia, altezza e distanza tra fabbricati, e deroghe in materia di standard urbanistici.

I Comuni potranno, quindi, recepire queste norme all’interno dei propri strumenti urbanistici.

Le novità provenienti dal mondo dell’edilizia digitale

Ogni tanto qualche buona notizia in materia di innovazione giunge anche dal nostro meridione italiano. Ha preso ufficialmente il via a Napoli, presso l’Università Federico II, l’iter per attivare un corso di laurea triennale professionalizzante in edilizia digitale, percorso mirato a formare quadri tecnici in grado di realizzare e gestire opere edili e infrastrutturali usufruendo delle tecnologie digitali. L’esigenza di innovazione tecnologica in un settore tradizionale come quello delle costruzioni è molto sentita, ha osservato il Presidente dell’Ordine degli Ingegneri di Napoli Edoardo Cosenza. Da Napoli può partire un percorso didattico professionalizzante moderno, che integri conoscenze tradizionali con le tecnologie digitali: Building information modeling, tecniche di rilievo e di rappresentazione innovative. Obiettivo: creare concrete possibilità di lavoro, anche al Sud, per i nostri giovani. Una notizia che ci spinge ad approfondire ulteriormente le opportunità del futuro nei vari campi dell’edilizia e nel rispetto dell’ecosistema e del patrimonio materiale e immateriale che caratterizza le nostre città e i nostri comuni. Nell’ottica un futuro sempre più sostenibile ed ecologico, il ciclo di vita dell’edificio diventa un sorvegliato speciale e il settore deve poterne preveder gli impatti in ogni sua fase. “Secondo l’ultimo bilancio energetico nazionale il 40% dei consumi finali in Italia è riconducibile al settore residenziale e terziario”, afferma il prof. Francesco Asdrubali dell’Università Roma Tre, sottolineando come la maggior parte del patrimonio edilizio italiano per via dell’età (più della metà è stata costruita tra il 1946 e il 2001) appartenga alle classi energetiche più basse. Il digitale potrebbe aiutare a superare tutti tali problemi.

Approfondimento di Domenico Letizia, presidente dell’Istituto di Ricerca di Economia e Politica Internazionale (Irepi).