Costruzioni: non c’è più il vincolo dei 10 metri

Costruzioni: non c’è più il vincolo dei 10 metri. Il legislatore, come evidenziato dal Sole 24 Ore, ha inserito il concetto generale secondo cui gli interventi di demolizione e ricostruzione sono consentiti se rispettano le distanze legittimamente preesistenti, andando così a modificare una norma del 2001 che riguarda i limiti di distanza tra i fabbricati che faceva riferimento a una normativa del 1968. Che per oltre 50 anni ha rappresentato una sorta di argine, imponendo ai nuovi edifici, ricadenti in tutte le zone diverse dai centri storici, una distanza minima assoluta di 10 metri, anche se il piano urbanistico locale ne consentiva una inferiore. Con quel limite, anche nelle opere di demolizione e ricostruzione si rispettava la distanza di 10 metri tra pareti finestrate.

Cosa cambia adesso?

Le Regioni e le Province potranno introdurre deroghe alle distanze previste dal Dm 1444/1968. Prevedendo quindi distanze inferiori per le demolizioni e ricostruzioni.

Analisi a cura di Domenico Letizia, presidente dell’Istituto di Ricerca di Economia e Politica Internazionale (Irepi).

 

Accessori bagno adesivi: arreda e decora senza forare le piastrelle!

In questa guida ti parlerò degli accessori bagno adesivi, con cui decorare il bagno senza forare le piastrelle.

Risponderò a tutte le domande che ti ronzano in testa.

Scoprirai quanto sono affidabili e quali pesi reggono, il montaggio (con o senza colla) e gli accessori in commercio.

Non solo.

Per ciascuna tipologia vedrai almeno un’eccellente proposta, disponibile sul sito Amazon.

Partiamo!

5 Vantaggi degli accessori bagno adesivi

5 vantaggi degli accessori bagno adesivi

Mi sembra di vederti. 🙂

Hai appena finito di ristrutturare il bagno ed è il momento di completare l’opera con gli accessori.

Ma c’è un problema: ti si stringe lo stomaco al pensiero di forare le mattonelle nuove, oppure il muro.

La soluzione sono gli accessori adesivi.

Il primo vantaggio è che li applichi dove vuoi, evitando gli odiati buchi.

Questo significa niente rumori, polvere e sporcizia (secondo vantaggio), e nessun rischio di forare tubi o fili (terzo vantaggio).

Stabili e con buona capacità di carico (quarto vantaggio), alcuni accessori sorreggono fino a 10 kg.

Puoi rimuoverli senza lasciare residui (quinto ed ultimo vantaggio), devi solo seguire i consigli della guida.

E riguardo gli svantaggi?

L’unico svantaggio degli accessori bagno adesivi

Non puoi applicarli su alcune superfici.

Quali?

◼︎ piastrelle irregolari;
◼︎ carta da parati;
◼︎ pareti in cemento;
◼︎ mosaico;

In questi casi l’adesivo non regge, e nemmeno la colla in dotazione all’accessorio.

Mi raccomando…segui le regole! 😉

Come funzionano gli accessori bagno adesivi?

Fissare gli accessori bagno senza bucare

La maggior parte dei prodotti funziona con un bi-adesivo (di solito il “3m”), ideale per il fissaggio su superfici come:

◼︎ metallo;
◼︎ piastrelle lisce;
◼︎ marmo;
◼︎ vetro e specchi;
◼︎ legno;

L’adesivo resiste ad acqua e alte temperature.

Alcuni accessori (vedremo quali) combinano adesivo 3m e colla (fornita all’acquisto).

Come installare gli accessori bagno adesivi?

Il montaggio è semplice, e prevede questi step (puoi anche guardare il video sopra).

Step #1: Pulisci la superficie

La prima cosa da fare è pulire la superficie dove applicherai il prodotto (basta un pò di carta da cucina bagnata o un panno).

NON pulire con prodotti ad olio!

Asciugata la superficie, ed eliminata la polvere, si passa al punto 2…

Step #2: Appoggia l’accessorio

Rimuovi il film protettivo dell’adesivo ed appoggia l’accessorio alla superficie.

Fai pressione per 30 secondi/1 minuto.

Nota: alcuni accessori (esempio: marca Wangel) richiedono l’uso di adesivo + colla (come indicato nella descrizione prodotto).

Ci siamo quasi…

Step #3: Attendi

A seconda del prodotto, prima di poterlo utilizzare, dovrai attendere 24/48 ore.

Segui queste regole, riportate anche nel manuale istruzioni dell’accessorio.

Quali sono gli accessori bagno adesivi?

Ogni zona della stanza da bagno ha il suo accessorio, e volendo puoi decorarlo senza mai ricorrere a trapano e tasselli.

Ecco i prodotti disponibili…

Zona lavabo

Nella zona del lavandino puoi utilizzare portasciugamani e portasapone.

Zona sanitari

L’angolo dei sanitari è il regno del portarotolo (che riscuote molto successo!) e del portascopino.

Zona doccia e vasca

Un ottimo prodotto per doccia e vasca è la mensola portaoggetti, dedicata ovviamente a shampoo e bagnoschiuma.

Alcuni accessori, come ganci e mensole, possono essere utilizzati in tutta la stanza da bagno.

Consiglio: prediligi i prodotti in acciaio inox, eleganti e adatti a tutti gli stili (non arrugginiscono!).

L’alternativa è la plastica, anche se diversi modelli non hanno buone recensioni (per via della qualità del prodotto).

Vediamo le mie proposte…

Accessori bagno adesivi per il lavabo

Partiamo dal portasciugamani:

Portasciugamani adesivo bagno e cucina

Per questa categoria ho scelto il prodotto qui sopra, che non necessita di colla (grazie all’adesivo 3M) e non teme l’acqua.

Realizzato in acciaio inossidabile spazzolato, resiste a corrosioni, graffiature ed appannamenti.

Oltre alle piastrelle lisce, puoi applicarlo su vetro, legno (quindi anche la porta del bagno) e alla parete liscia.

Elegante e con ottimo rapporto qualità-prezzo.

▶︎PORTASCIUGAMANI ADESIVO◀︎

Il portasapone/portaspugna più gettonato è invece questo:

Portasapone adesivo bagno

È dell’azienda Wangel, specializzata in accessori da appendere senza forare.

Disponibile con finitura lucida e spazzolata, il prodotto è in acciaio antiruggine e regge fino a 10 kg!

ATTENZIONE ⚠️

Quasi tutti i prodotti Wangel, oltre al biadesivo, sono dotati anche di colla.

Per una maggiore tenuta, l’azienda consiglia l’utilizzo di entrambi i sistemi di fissaggio.

▶︎PORTASAPONE ADESIVO◀︎

Accessori bagno adesivi per i sanitari

Innanzitutto il portarotolo:

Portarotolo wc adesivo

In acciaio inossidabile, questo moderno portarotolo a forma di “L” ha un “gancio” laterale che impedisce al rotolo di carta di scivolare.

Utilizza l’autoadesivo 3M (niente colla), e svolge alla perfezione il suo dovere.

Le alternative sono tante, anche con mensola “porta-smartphone”.

▶︎PORTAROTOLO ADESIVO◀︎

E che dire del portascopino?

Portascopino wc adesivo

Non credevo esistessero portascopini adesivi, ma mi sbagliavo.

La proposta migliore (in base alle recensioni) è quella di Wangel, con un prodotto in acciaio inox e vetro.

L’accessorio è leggero, ma per il fissaggio dovrai utilizzare il sistema dell’azienda (biadesivo + colla fornita).

Ottimo prodotto!

▶︎PORTASCOPINO WC ADESIVO◀︎

Accessori bagno adesivi per doccia e vasca

Come detto, qui è soprattutto un discorso di mensole:

Mensola angolare adesiva doccia

Se scegli quelle angolari, ti consiglio il prodotto in foto.

Il materiale è sempre l’acciaio inossidabile con finitura lucida, ma l’aspetto interessante è che la mensola è dotata di 2 ganci (per spugne o altro).

L’aspetto positivo è che ha ottime recensioni, mentre il “contro” è che per l’utilizzo devi attendere almeno 24 h dopo il fissaggio a parete.

Oltre agli adesivi è previsto l’uso di colla.

▶︎MENSOLA ADESIVA ANGOLARE◀︎

Su Amazon troverai altri modelli.

E infine…

I Ganci: l’immancabile accessorio adesivo per il tuo bagno

Tra i tanti ganci disponibili ho scelto questi:

Ganci portasciugamani adesivi

Perché proprio loro?

Per le ottime recensioni, innanzitutto.

Inoltre, ho trovato foto in cui reggono accappatoi.

Ottima notizia, perché alcuni ganci adesivi crollano sotto il peso di accappatoi bagnati.

Con questo prodotto non accade, e qualcuno li utilizza per appendere il bagnoschiuma (all’interno della doccia).

Sono 4 pezzi con bi-adesivo 3M, e il prezzo è di circa 10 €.

Dagli un’occhiata!

▶︎GANCI ADESIVI BAGNO◀︎

Come rimuovere gli accessori adesivi (senza danneggiare le mattonelle)

Spostare o rimuovere gli accessori è semplice, e non rovina le piastrelle.

Devi solo staccarli (tirando e pazientando un pò).

Questo per quanto riguarda i prodotti visti nell’articolo, e in genere per tutti quelli che utilizzano l’adesivo 3M e le colle degli accessori in vendita su Amazon.

Potrebbero rimanere residui sulla piastrella, ma con acqua e/o alcool etilico verranno via.

L’alternativa è utilizzare un prodotto specifico, come lo spray rimuovi-colla di Tesa (ottimo per colla e residui di adesivi).

E adesso?

…Adesso tocca a te!

Vuoi arredare senza forare mattonelle e muro?

Puoi farlo: utilizza gli accessori bagno adesivi.

Nella mia guida ho inserito ottimi prodotti, altri sono disponibili su Amazon.

Prima di procedere all’acquisto leggi sempre descrizione prodotto e qualche recensione.

Dubbi?

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A presto!
Lorenzo

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Distanza tra edifici: la Sentenza della Corte di Cassazione

Il chiarimento della Cassazione: bisogna sempre rispettare la distanza di 10 metri tra pareti di edifici antistanti, anche se solo una delle pareti è finestrata

Bisogna sempre rispettare la distanza tra edifici (di 10 metri) anche nel caso in cui solo una delle pareti degli edifici antistanti è finestrata; questa la conclusione cui sono giunti i giudici di Cassazione con la sentenza n. 15178/2019 in merito ad un contenzioso sulle distanze tra vicini.

I fatti di causa

Il caso in esame riguarda il recupero di un sottotetto che, a detta del vicino, aveva portato alla realizzazione di un vero e proprio nuovo piano.

In particolare, il vicino denunciava la realizzazione di opere qualificate come “recupero abitativo di sottotetti” ai sensi della vigente legislazione regionale della Lombardia, ma che in realtà avevano comportato l’elevazione di un nuovo piano del preesistente fabbricato, dotato di pareti finestrate di rilevanti dimensioni.

Inoltre prosegue il ricorrente, l’opera in questione era posta a distanza dalle unità immobiliari ai piani terreno non conforme alle prescrizioni della norme edilizie locali (che recepiscono il disposto del 1444/1968 in tema di distanze tra pareti finestrate di edifici antistanti) e dello stesso codice civile (art. 873).

Il Tribunale, all’esito degli accertamenti tecnici, disponeva che non vi era ragione per ordinare la demolizione dell’intera porzione immobiliare realizzata a seguito del recupero abitativo del sottotetto; erano sufficienti quei minimi interventi (rastremazione di murature) necessari ad eliminare la violazione delle distanze fra due costruzioni.

Nel dettaglio, disponeva ai proprietari di:

ricondurre a distanze legali il loro intervento edilizio mediante rastremazione del muro laterale ad ovest posto delimitazione della scala per 8 cm., così da evitare la sovrapposizione delle murature degli edifici di causa nonché mediante rastremazione della riscontrata eccedenza della mura a nuova elevazione sul lato nord pari a 5,5 cm rispetto a quella originaria sottostante da effettuarsi con riferimento alla sola parete della scala (lato nord) e del parapetto del balcone. 

Avverso tale sentenza il ricorrente proponeva appello; la Corte di Appello di Milano lo respingeva e confermava integralmente la sentenza impugnata.

Secondo la Corte di Milano, considerato che la nuova costruzione in questione presentava un’irregolarità tanto modesta, la stessa poteva ricondursi a distanza regolare mediante rastrematura del muro così come suggerita dal CTU e prescritta dall’ordinanza conclusiva della fase sommaria non valendo la distanza prevista dal dm n. 1444 del 1968 per le nuove pareti finestrate nella parte in cui non siano antistanti e quindi non si sovrappongono alla parete del vicino.

Il ricorrente chiede, invece, la cassazione della sentenza.

La sentenza della Corte di Cassazione

La Cassazione premette che in forza dell’art. 9 del dm n. 1444/1968 si ha :

la distanza minima inderogabile di 10 metri tra le pareti finestrate e gli edifici antistanti è quella che tutti i Comuni sono tenuti ad osservare, ed il giudice è tenuto ad applicare tale disposizione anche in presenza di norme contrastanti incluse negli strumenti urbanistici locali, dovendosi essa ritenere automaticamente inserita nel PRG al posto della norma illegittima. La norma, per la sua genesi e per la sua funzione igienico-sanitaria, costituisce quindi un principio assoluto ed inderogabile, che prevale sia sulla potestà legislativa regionale, in quanto integra la disciplina privatistica delle distanze, sia sulla potestà regolamentare e pianificatoria dei Comuni, in quanto deriva da una fonte normativa statale sovraordinata, sia infine sull’autonomia negoziale dei privati, in quanto tutela interessi pubblici che non sono nella disponibilità delle parti.

Ribaltando le precedenti sentenze, la Corte accoglie il ricorso: c’è stata violazione del dm 1444/1968.

Nel caso in esame, come in una precedente sentenza n. 20548/2017 della Corte di Cassazione, gli ermellini hanno spiegato che la distanza minima di 10 metri deve essere rispettata anche nel caso in cui una sola delle pareti che si fronteggiano è finestrata.

Non conta se tale parete sia quella del nuovo edificio o quella dell’edificio preesistente essendo sufficiente, per l’applicazione di tale distanza, che le finestre esistano in qualsiasi zona della parete contrapposta ad altro edificio, anche se solo una parte di essa si trova a distanza minore da quella prescritta.

Di conseguenza, il rispetto della distanza minima imposto dalle richiamate prescrizione è obbligatorio anche per i tratti di parete che siano in parte prive di finestre (Cass. 20.6.2011, n. 13547; Cass. 28.8.1991, n. 9207).

Le novità dello Sblocca cantieri

La situazione potrebbe notevolmente complicarsi con l’approvazione definitiva del decreto Sblocca cantieri: Regioni e Province autonome potranno inserire deroghe al dm 1444/1968 in materia di limiti di densità edilizia, altezza e distanza tra fabbricati, e deroghe in materia di standard urbanistici.

I Comuni potranno, quindi, recepire queste norme all’interno dei propri strumenti urbanistici.

Le novità provenienti dal mondo dell’edilizia digitale

Ogni tanto qualche buona notizia in materia di innovazione giunge anche dal nostro meridione italiano. Ha preso ufficialmente il via a Napoli, presso l’Università Federico II, l’iter per attivare un corso di laurea triennale professionalizzante in edilizia digitale, percorso mirato a formare quadri tecnici in grado di realizzare e gestire opere edili e infrastrutturali usufruendo delle tecnologie digitali. L’esigenza di innovazione tecnologica in un settore tradizionale come quello delle costruzioni è molto sentita, ha osservato il Presidente dell’Ordine degli Ingegneri di Napoli Edoardo Cosenza. Da Napoli può partire un percorso didattico professionalizzante moderno, che integri conoscenze tradizionali con le tecnologie digitali: Building information modeling, tecniche di rilievo e di rappresentazione innovative. Obiettivo: creare concrete possibilità di lavoro, anche al Sud, per i nostri giovani. Una notizia che ci spinge ad approfondire ulteriormente le opportunità del futuro nei vari campi dell’edilizia e nel rispetto dell’ecosistema e del patrimonio materiale e immateriale che caratterizza le nostre città e i nostri comuni. Nell’ottica un futuro sempre più sostenibile ed ecologico, il ciclo di vita dell’edificio diventa un sorvegliato speciale e il settore deve poterne preveder gli impatti in ogni sua fase. “Secondo l’ultimo bilancio energetico nazionale il 40% dei consumi finali in Italia è riconducibile al settore residenziale e terziario”, afferma il prof. Francesco Asdrubali dell’Università Roma Tre, sottolineando come la maggior parte del patrimonio edilizio italiano per via dell’età (più della metà è stata costruita tra il 1946 e il 2001) appartenga alle classi energetiche più basse. Il digitale potrebbe aiutare a superare tutti tali problemi.

Approfondimento di Domenico Letizia, presidente dell’Istituto di Ricerca di Economia e Politica Internazionale (Irepi).

Termoarredo bagno: come scegliere quello perfetto per te! (2019)

In questa guida ti racconterò tutto quello che devi sapere sul termoarredo per il bagno.

Gli scaldasalviette stanno rimpiazzando i classici termosifoni, e nelle prossime righe capirai come selezionare e scegliere quello perfetto per te.

Ne esistono di molti tipi, forme, colori, design, dimensioni e prezzi…quindi dovrai fare alcune valutazioni.

Non tralascerò nulla.

Sei pronto?

Prima di tutto…perché dovresti installare un termoarredo?

3 Ottimi motivi per acquistare il termoarredo bagno

La ristrutturazione del bagno non obbliga a sostituire il termosifone.

Tuttavia, gli scaldasalviette moderni hanno almeno 3 vantaggi che mancano ai vecchi radiatori.

Di che parlo?

Vantaggio #1: Elemento di design

Il primo beneficio è estetico.

Lo scaldasalviette ringiovanisce il locale, e alcuni modelli sono talmente belli da diventare un elemento di design.

Vantaggio #2: Ospita e riscalda gli asciugamani


Posizionato nei pressi del lavabo (quando possibile) è l’ideale per appendere gli asciugamani e le salviette.

Due posizioni alternative sono sopra il bidet, oppure vicino alla doccia.

In mancanza di spazio, dietro la porta.

Come se non bastasse, quando il riscaldamento è acceso, l’accessorio mantiene caldi asciugamani e accappatoio.

Vantaggio #3: Adatto a piccoli spazi


I vecchi bagni prevedevano un radiatore sotto la finestra o dietro la porta.

Il termoarredo ha pochi vincoli.

Un privilegio che torna utile in piccoli spazi, anche grazie a modelli con diverse dimensioni e forme.

Come funziona il termoarredo bagno?

In commercio troverai prodotti con tre tipi di alimentazione.

Quello più diffuso è lo scaldasalviette idraulico, collegato all’impianto di riscaldamento della casa (funziona come il classico termosifone).

Ti consiglio di installare un termostato riservato al termoarredo, così potrai riscaldare il solo ambiente bagno.

La seconda alimentazione è elettrica: l’accessorio è collegato all’impianto grazie ad una normale presa.

Questi modelli funzionano tramite una resistenza che scalda il liquido termoconvettore (antigelo), posto all’interno.

Si tratta di prodotti dotati di regolatore della temperatura e (in genere) di pulsante di accensione/spegnimento.

Terza alternativa sono i termoarredi misti-con doppia alimentazione (idraulica ed elettrica).

Tutto chiaro? 😉

Le 3 tipologie di termoarredo bagno

Assieme al funzionamento dovrai anche scegliere la tipologia adatta alle tue esigenze (spazi, stile…).

Quelle principali sono 3.

#1: Scaldasalviette (classico)


Compito dello scaldasalviette è riscaldare l’ambiente e gli asciugamani.

È la tipologia più diffusa, adatta a tutti i tipi di bagni.

Il calcolo termico – che definisce dimensioni o watt necessari – va eseguito in base a diversi fattori, quali la cubatura del locale, il numero delle pareti che si affacciano all’esterno, la temperatura desiderata…

Questo compito spetta all’idraulico.

#2: A pannello

Mi piacciono molto.

Hanno un design pulito e minimale, e a differenza degli scaldasalviette tubolari si puliscono facilmente (evviva!).

Alcune aziende producono anche modelli ultrasottili (meno di 2 cm di spessore).

#3: A bandiera


Installato di traverso rispetto alla parete, può anche diventare un piccolo elemento divisorio (come nell’immagine qui sopra).

*Ci sarebbe una quarta tipologia (“a panca”) dove il design del radiatore è del tutto simile a quello di una piccola panchina (o di un tavolino).
Pochissimi modelli in produzione.

Come montare il termoarredo del bagno?

Ora conosci le tipologie, è tempo di passare al montaggio-disposizione.

Montaggio verticale

Qui il portasciugamani si sviluppa in altezza (variabile).


Il vantaggio di questa forma è che lavori in altezza, lasciando spazio ad altri elementi di arredo.

Torna utile in bagni piccoli, dove ogni centimetro guadagnato è sacro.

Montaggio orizzontale


Una peculiarità dell’arredo bagno di design.

Alcuni modelli, oltre a riscaldare, hanno anche il ruolo di mensola portaoggetti e salviette.

Tra poco vedrai come e dove utilizzarli.

Montaggio ad angolo

Rari.

Utili in casi particolari, dove è necessario sfruttare un angolo del bagno.

Dove posizionare il termoarredo del bagno?

Ogni caso è unico, quindi facciamo alcune riflessioni.

Prima riflessione: di quanto spazio disponi? (come è distribuito’)

In ambienti ristretti – uguali o inferiori a 4 mq – sei spesso vincolato dagli altri elementi.

Guarda questo esempio:


Nel locale qui sopra c’era poca scelta.

La soluzione più sensata era posizionare lo scaldasalviette sopra al bidet.

Nella parete di destra avrebbe creato un senso di “oppressione”.

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Seconda riflessione: hai preferenze?

Estetica a parte, qual è il tuo obiettivo?

Faccio delle ipotesi.

Ipotesi #1: Ti interessa la posizione


Prendiamo il mio caso: amo i pavimenti liberi, e mi “annoiano” le piantane asciugamani.

Se dovessi rifare il bagno, punterei ad un termoarredo vicino al lavabo…spazio permettendo.

Cos’è importante per te?

Vuoi lo scaldasalviette accanto al lavabo?

Oppure lo preferisci all’entrata della doccia?

Per la collocazione del termoarredo verticale hai per lo più 4 opzioni.

◼︎ accanto al lavabo;
◼︎ sopra il bidet (centrato!);
◼︎ vicino la doccia;
◼︎ dietro la porta;

Ti sconsiglio l’ultima.

Lo scaldasalviette è elemento di arredo e design, quindi lo lascerei a vista.

E con il termoarredo orizzontale?

Il posto perfetto è sopra la vasca:


oppure accanto al lavabo…se c’è spazio:


Terza alternativa: sopra il bidet.

Valuterei lo scaldasalviette orizzontale anche se il tuo bagno è stretto e lungo (accentua la lunghezza).

Ipotesi #2: Ti interessa la praticità

In una casa di vacanza al mare è più comodo lo scaldasalviette idraulico oppure quello elettrico?

A mio parere vince il secondo.

E in un piccolo bagno ricavato in camera ?

Queste sono le prime domande che mi farei dovendo acquistare un termoarredo.

Quanto costa il termoarredo bagno?

Parliamo di prezzi.


Per un modello base – tubolare bianco e verticale – bastano poche decine di euro (dai 30-40 € a salire).

Cosa incide sul prezzo?

◼︎ dimensioni;
◼︎ finiture (cromato, colori…);
◼︎ materiale;
◼︎ design;
◼︎ brand;

Più ti avvicini al mondo del design, più il prezzo sale (niente di nuovo sotto il sole 🤷🏻‍♂️).

Le migliori aziende, più che scaldasalviette, producono piccole opere d’arte.


Un esempio è il modello qui sopra (Vasco – Niva Bath).

Se ti interessano i prodotti di design, puoi dare un’occhiata ai siti di:

◼︎ Antrax;
◼︎ Deltacalor;
◼︎ Irsap;
◼︎ Tubes;
◼︎ Vasco;

Tutte realtà produttrici di capolavori.

Dove acquistare il termoarredo? (Offline + Online)

Partiamo dall’offline.

La prima possibilità è affidarti all’idraulico, che 9 volte su 10 ti propone il modello già installato su altri bagni.

In genere è un tubolare bianco, con dimensioni proporzionate alle tue esigenze (si spera!).

Altra soluzione è sfogliare le proposte di qualche azienda che ti piace, trovare i rivenditori della tua zona, e poi andare in show-room.

Grazie a questa procedura ho trovato professionisti che hanno risposto a qualsiasi dubbio riguardo a prodotti sui quali mi ero “fissato”. 🙂

L’ultima strada è acquistare online.

Dove?

Su Amazon trovi interessanti proposte, soprattutto se punti al risparmio e non hai particolari esigenze.

Leggi attentamente descrizione del prodotto e recensioni degli utenti.

▶︎TERMOARREDO BAGNO AMAZON◀︎

Eventualmente puoi controllare anche i siti di arredo bagno specializzati, dove l’offerta è più ampia.

Per prodotti di design (visto l’investimento) è meglio avere un contatto umano e quindi ti sconsiglio l’on-line (ma è la mia opinione).

Manca solo una cosa…

3 Accessori per il tuo termoarredo bagno

Alcuni prodotti di design hanno l’accessorio incluso (come una mensola, oppure il gancio)

Tuttavia, anche un ordinario tubolare può essere arricchito grazie ad accessori utili ed economici.


Ecco 3 esempi (acquistabili online):

◼︎ appendini per termoarredo ;
◼︎ portasciugamano ;
◼︎ stendibiancheria ;

Adesso c’è proprio tutto!

Tocca a te!

Sei sei arrivato/a sin qui, hai tutte le informazioni per scegliere il termoarredo perfetto per il tuo bagno.

Fai le tue riflessioni, e scegli bene la posizione.

Dubbi?

Scrivi un commento, ti risponderò il prima possibile. 😉

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video-arredamento A presto!
Lorenzo

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Pavimento laminato: pro e contro, prezzi, posa, manutenzione [VIDEO]

Questa guida contiene tutto quello che devi sapere sul pavimento laminato.

Nelle prossime righe ne scoprirai caratteristiche, pro e contro, prezzi, posa, ambienti dove utilizzarlo.

Non solo.

Ti racconterò come scegliere il pavimento laminato adatto a te e, una volta installato, i criteri di pulizia e manutenzione.

Tutto in un articolo step-by-step!

Partiamo!

Come e dove è nato il pavimento laminato?

storia-pavimento-laminato
1979 – Svezia
. 🇸🇪

Le prime doghe di laminato escono dalle fabbriche dell’azienda Perstorp (oggi Pergo).

Negli anni novanta sbarca negli Stati Uniti e in Asia, ed oggi ricopre i pavimenti di molte abitazioni italiane.

Qual è stato il segreto del suo successo?

A dire il vero c’è più di un “segreto”.

Procediamo con ordine…

Che cos’è il pavimento in laminato e come è fatto?

Innanzitutto, non ha nulla da spartire con il vero parquet (anche se qualcuno lo chiama “parquet laminato”).

I prodotti che trovi in commercio sono tutti melamminici (definiti “DPL”).

Solo un’azienda (Berry Alloc) produce il VERO laminato ad alta pressione (definito HPL).

Osserva la struttura della doga in laminato:

Abbiamo 4 strati.

Quello inferiore funge da sostegno e controbilanciatura.

Sopra viene appoggiato il pannello centrale, l’anima della doga, composto da fibre di legno e leganti resinosi (nome tecnico HDF – high density fibreboard).

Segue il decoro, ovvero la stampa pressofusa con altissima risoluzione, che riporta il “disegno” del legno (essenza, venature, colore…).

Infine troviamo lo strato superiore – detto Overlay o strato di usura – una pellicola trasparente ed impermeabile, che garantisce protezione ad abrasione e calpestio.

Tutto chiaro? 😉

9 Vantaggi del pavimento laminato

I numerosi benefici del prodotto hanno contribuito alla sua dirompente diffusione, ed oggi molte persone lo preferiscono ai veri listoni di legno.

Di quali benefici parlo?

#1: Estetica

pavimento-laminato
I migliori pavimenti laminati somigliano moltissimo al vero parquet.

Belli da vedere e da toccare, la superficie regala sensazioni simili a quelle del legno.

Attenzione! ⚠️

Mi riferisco ai prodotti superiori, non ai low cost.

#2: Resiste a graffi & segni

Ami il parquet ma sei terrorizzato dai segni sul pavimento? 😰

Scegli un (buon) laminato.

Le doghe si prestano a “maltrattamenti” di vario genere, non a caso il prodotto è spesso posato in attività commerciali ad alta percorrenza (come i bar).

#3: Resiste agli urti

pavimento-laminato-flottante
Per ammaccarsi ha bisogno di un oggetto pesante, a differenza del parquet (che incidi più facilmente).

#4: Resiste all’abrasione

Questa resistenza – ovvero la resistenza meccanica superficiale – varia da prodotto a prodotto, e puoi controllarla sulla scheda tecnica del pannello.

La sigla di riferimento è “AC”, seguita da un numero (da 1 a 6).

Un pannello AC1 ha una scarsa resistenza all’usura, mentre quello AC6 ha un’elevata resistenza all’usura.

#5: Proprietà antistatiche

L’aria è carica di elettricità.

I laminati antistatici riducono la carica statica nella stanza, e aumentano il comfort (respingono polvere e sporco).

#6: Resiste all’umidità

Le migliori aziende di pavimento in laminato, producono pannelli laminati con buona – se non ottima – resistenza all’acqua (più avanti vedrai un esempi).

#7: Facilità di posa

pavimento-laminato-pro-e-contro
Il laminato è celebre per facilità e rapidità di posa.

Basta una buona manualità, i giusti accessori e le corrette informazioni di montaggio.

#8: Ampia scelta

In commercio trovi prodotti con differenti qualità, studiati per specifici utilizzi.

Tra questi:

◼︎ laminati per uso residenziale;
◼︎ laminati per uso commerciale;
◼︎ laminati per ambienti umidi;

Senza contare la possibilità di scegliere formato e finitura.

#9: Pulizia facile & poca manutenzione

Non richiede molte attenzioni, per pulirlo basta un panno in microfibra (montato sullo scopettone) e del detergente neutro.

Visto quante proprietà? 😉

L’unico svantaggio del pavimento in laminato

Oltre ai tanti “pro”, c’è una piccola lacuna di cui forse hai già sentito parlare.

Trattandosi di pavimento flottante, se indossi scarpe coi tacchi (o anche con la suola in cuoio), senti il tipico ticchettio.

Puoi attenuare questo piccolo rumore grazie ad un indispensabile alleato.

Di chi parlo?

Il materassino del pavimento laminato [perché è importante e come sceglierlo]

pavimento-laminato-opinioni
Non sottovalutarlo, è importante tanto quanto la doga.

3 Ruoli del materassino

Innanzitutto compensa le micro-imperfezioni del pavimento.

Occhio: non fa miracoli.

Può compensare al massimo 1 millimetro di dislivello.

In secondo luogo, ha una funzione acustica, poiché attutisce il rumore da calpestio e il riverbero da camminamento.

Infine, dev’essere poco comprimibile (per non danneggiare gli incastri).

Il materassino va scelto in funzione delle tue esigenze e obiettivi.

Ecco alcune domande che dovresti aspettarti da un bravo venditore (quando acquisti un pavimento di qualità media/superiore:

Lo poserai in un ambiente residenziale o commerciale?

Il riscaldamento è a radiatori o a pavimento?

Abiti in condominio o in una casa singola?

Mi raccomando: investi anche nel materassino! 💶

In quali ambienti posare il pavimento laminato?

Perfetto per soggiorno, cucina e camere da letto.

La scelta è ampia, così potrai personalizzare il look degli ambienti.

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Cosa puoi scegliere?

◼︎ essenza (rovere, frassino, pino…);
◼︎ struttura (legno antico, liscia, rustica…);
◼︎ lucentezza (opaco, semi-lucido…);

Ricorda che esistono anche i pannelli con texture che imitano perfettamente i pavimenti in grés/pietra.

Ecco un esempio:

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Incredibile, vero? 😲

Pavimento laminato in bagno & taverna: si o no?

Parliamo di un manufatto che al 90-95% è fatto di legno, quindi sensibile all’umidità.

In ambienti con umidità interna ideale, non avrai problemi.

Tuttavia, bagno e taverna sono locali “particolari” (soprattutto se non arieggiati correttamente).

Partiamo dal bagno.

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Pergo produce un laminato impermeabile, con tecnologia Aqua Safe.

La superficie è sigillata (anche nelle bisellature) e l’acqua non penetra tra gli incastri.

Su questo prodotto l’azienda offre una garanzia di 10 anni.

Medesime considerazioni in taverna.

Comunque, è questione di buon senso. 💡

Fai schizzi d’acqua sul pavimento? Asciuga il prima possibile!

Il discorso cambia con un allagamento, a cui nessun laminato può resistere.

Come scegliere il pavimento laminato perfetto per te

Se il tuo unico obiettivo è il risparmio, troverai un’infinità di prodotti low cost.

In quel caso è questione di prezzo…il più basso “vince”.

In caso contrario farai altre considerazioni (aiutato dal consulente al quale ti rivolgerai).

#1: Ambiente

Dove poserai il pavimento?*

Casa, ufficio e attività commerciali sono luoghi molto diversi.

Esempio: i prodotti con estrema resistenza a graffi ed abrasione (AC6), sono un’eccellente scelta in bar, palestre, Poste…

Nell’utilizzo domestico si punta molto sull’aspetto.

Attenzione!  ⚠️

A seconda dell’ambiente potrebbe cambiare la garanzia (non è sempre così, verifica).

Alcune aziende forniscono una garanzia a vita, quando il laminato è riservato all’uso residenziale.

La garanzia si riduce se l’utilizzo  è commerciale.

*è un prodotto a basso impatto ambientale

#2: Finitura e formato

Alcune finiture hanno costi maggiori (anche la collezione può incidere sul prezzo finale).

E poi ci sono le dimensioni.

In genere, i pannelli più grandi costano di più (sono più performanti, stabili e duraturi).

#3: Incastro

Anche l’incastro fa la differenza, e può essere più o meno efficace in trazione.

Un’eccellenza del mercato è Berry Alloc, che produce un tipo di pannello con incastro in alluminio!

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In questo caso il pannello ha il materassino integrato (Silent System).

Come pulire il pavimento in laminato?

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Un buon pannello dura 30-40 anni.

Il kit di pulizia comprende:

◼︎ panno in microfibra ;
◼︎ detergente neutro ;

Et voilà, basta poco per rimuovere sporco e polvere.

2 Consigli da seguire:

◼︎ NON utilizzare il “Mocio”;
◼︎ NON utilizzare detergenti aggressivi;

Un altro accorgimento è quello di installare i feltrini, sotto mobili e gambe delle sedie.

Questo è l’essenziale.

Come posare un pavimento in laminato?

Con un minimo di manualità (e attrezzatura) puoi stendere materassino e pannelli, evitando il costo del posatore.

Segui le istruzioni riportate nella scheda allegata ai pannelli.

Eventualmente, fatti aiutare da questo video:

Porta il prodotto in cantiere almeno 48 Ore prima della posa, così le doghe si ambienteranno all’umidità dell’ambiente.

Ricorda che è necessario un giunto di dilatazione ogni 20 metri lineari di pavimento.

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Ne esistono di 2 tipi:

◼︎ alluminio (vari spessori);
◼︎ laminato;

Esteticamente, il giunto in laminato* è più gradevole, perché si abbina al colore/essenza del pavimento.

*Solo alcune aziende lo producono

A che serve il giunto?

Permette ai pannelli di muoversi in maniera corretta, in caso di posa di sezioni di pavimento allo stesso livello (esempio: due stanze comunicanti con lo stesso pavimento).

Mi raccomando: aggiungi sempre un 10% di prodotto al carrello della spesa (rispetto alla superficie da ricoprire).

Quanto costa il pavimento in laminato?

I prezzi vanno da minimo 5 €/mq, fino a 40/45 €/mq.

In questo grande range trovi i prodotti low cost, gli intermedi e le eccellenze.

I low cost sono i pannelli dell’Ikea e della grande distribuzione (come i discount della casa).

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Prezzo a parte, li riconosci per le modeste qualità tecniche ed estetiche (esempio: mediocre resistenza all’abrasione).

Il gradino superiore è occupato dai prodotti “medi”

pavimento-laminato-costo
Sale il prezzo e aumentano le qualità (come decori e spessori).

E infine troviamo i pannelli top…

Quali sono le migliori marche di pavimenti in laminato?

Precisazione: la guida non è sponsorizzata da aziende di settore.

Quella che segue è la mia personale opinione.

Tra i brand migliori ti segnalo Pergo (inventore del laminato) e Berry Alloc.

A livello estetico mi sono innamorato del pannello Sensation (Pergo).

Dai un’occhiata:

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Bellissimo anche anche al tocco (diresti che è laminato?).

Come robustezza e qualità dell’incastro, voto Berry Alloc:

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Resistente e “pesante”, il prodotto qui sopra ha l’incastro in alluminio e il materassino integrato nel pannello.

Praticamente indistruttibile. 💪🏻

Queste aziende sono specializzate, e oltre ai pannelli vendono anche i materassini (selezionati in base ad utilizzo ed “obiettivo”), il kit-pulizia e quello per la riparazione.

2 cose da sapere sul pavimento laminato

Prima cosa: è adatto al riscaldamento a pavimento (controlla sempre la scheda prodotto).

Seconda cosa: il laminato è perfetto per i restyling.

Non solo di pavimenti, ma anche di vecchie scale (granito, pietra…) da ringiovanire con poche ore di lavoro:

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Rinnovare senza demolire…fantastico! 🙂

È tempo di decidere!

Che tipo di laminato acquisterai?

Sei interessato ad un low-cost, oppure ad un pavimento di qualità superiore?

Mi piacerebbe conoscere le motivazioni della tua scelta (utilizza lo spazio commenti qui sotto).

2 Cose importanti prima di salutarci!

La prima: questa guida è nata grazie al prezioso aiuto di un esperto del settore.

Parlo di Ferruccio Mattiello, titolare di Emmedue Pavimenti (Cittadella – Padova).

Se vivi in zona e devi acquistare pavimenti in laminato o legno, rivolgiti a lui. 😉

Emmedue Pavimenti: pagina Facebook

Seconda cosa: ho dedicato molto tempo alla scrittura dell’articolo.

Hai trovato delle informazioni utili e vuoi ripagarmi del lavoro?

Condividi il post, e iscriviti al mio canale Youtube (dove troverai tante altre guide su ristrutturazioni e arredo degli interni). 💪🏻

Te ne sono grato! 🙂

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A presto!

Lorenzo

L’articolo Pavimento laminato: pro e contro, prezzi, posa, manutenzione [VIDEO] proviene da Voglia di Ristrutturare .

Il binomio in crescita tra intelligenza artificiale e edilizia

Il binomio in crescita tra intelligenza artificiale e edilizia. Si è chiusa positivamente la Convention Secem 2019. Giunto alla sesta edizione, l’annuale appuntamento dedicato agli esperti del settore energetico è stato potenziato con sessioni plenarie e parallele, intervallate da molti momenti di confronto e convivialità utili per stringere relazioni professionali. Una formula questa che ha favorito il contatto umano, l’incontro, il confronto tra gli operatori, lo scambio di buone pratiche. Le novità in campo tecnologico, come ad esempio l’intelligenza artificiale, porteranno cambiamenti non solo nel mercato ma anche nelle modalità di percezione del lavoro e delle relazioni tra le imprese. Il nuovo percorso intrapreso punta al 2030: il raggiungimento degli obiettivi presuppone politiche dedicate a favorire una evoluzione consistente del mercato della riqualificazione edilizia. Riguardo le figure professionali del settore energia è stata sottolineata l’importanza di una buona formazione e qualificazione, accanto all’esperienza pratica in azienda, per evitare che gli operatori si trovino in difficoltà nella gestione dell’impresa e dei sistemi interni ad essa oppure nell’illustrazione di schemi energetici riguardanti abitazioni private e ditte legate all’edilizia. Quello che va compreso è che l’intelligenza artificiale può aiutare anche chi costruisce un’abitazione, migliorando la qualità dell’abitazione stessa.

Approfondimento a cura di Domenico Letizia, presidente dell’Istituto di Ricerca di Economia e Politica Internazionale (Irepi)

Lavori in cartongesso: come e dove utilizzarlo tra le mura domestiche

Quali lavori in cartongesso puoi realizzare tra le mure domestiche?

Oltre a rispondere a questa domanda, nelle prossime righe scoprirai i vantaggi di uno dei materiali più amati da progettisti, artigiani e privati.

Non solo.

Otterrai spunti e idee, su come utilizzare il cartongesso negli ambienti casalinghi.

Partiamo!

5 Motivi per scegliere il cartongesso (anziché la muratura)

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In un’ampia guida, ho parlato approfonditamente dei cinque vantaggi del materiale.

Nello specifico:

1. Facile lavorazione e rapido montaggio;
2. Cantiere pulito;
3. Impianti nascosti;
4. Resistenza agli urti;
5. Rapida rimozione;

Grazie a loro, il cartongesso è diventato la migliore alternativa a mattoni e cemento.

Le dimensioni delle lastre standard (larghezza 120 cm) agevolano il trasporto, e anche il montaggio è abbastanza rapido (soprattutto per alcuni interventi).

La posa avviene a secco, senza impiego di malta (a differenza del laterizio); e per la pulizia finale bastano scopa, aspirapolvere e lavaggio del pavimento.

Niente tracce, perché pareti e controsoffitti ospitano e nascondo gli impianti.

Risultato: tempi e costi ridotti. 👍🏼

Anche la rimozione è rapida.

Le 2 Principali categorie di cartongesso [esterno & interno]

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Una prima classificazione è in base al luogo di utilizzo.

Esistono 2 grandi categorie.

#1: Cartongesso da esterno

Come dice il nome, viene utilizzato per applicazioni esterne (facciate, controsoffitti esterni).

La struttura, in cemento alleggerito ed inerti, resiste ad acqua ed agenti atmosferici.

#2: Cartongesso da interno

Il protagonista della guida.

Utilizzato per piccole, medie e grandi opere tra le mure domestiche.

A quali opere mi riferisco?

5 Ambienti dove realizzare lavori in cartongesso

Puoi avvalerti del materiale nella zona giorno, notte e bagno, per piccole e grandi opere.

E c’è dell’altro.

Sul mercato trovi lastre “speciali”, adatte ad alcuni particolari interventi.

Vediamo i 5 ambienti in cui impiegare il cartongesso:

#1: Cucina

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Nell’immagine qui sopra, il controsoffitto in cartongesso ospita l’impianto di illuminazione (con faretti a led ) e la cappa di aspirazione.

Ecco il primo utilizzo.

Altre idee?

Sfruttalo per creare un’isola (o piani di appoggio):

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oppure realizza i muretti che compongono le cucine in muratura:

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Si abbina perfettamente al legno, vero?

#2: Salone

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Controsoffitti e velette sono la scelta vincente anche nel salone, che qualcuno personalizza con abbassamenti di varie linee e forme.

Ma siamo in soggiorno…ambiente adatto a librerie o pareti attrezzate con televisore:

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o magari un moderno termocamino:

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Hai l’imbarazzo della scelta!

#3: Camere da letto

Il materiale interviene anche nella zona notte.

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Due utilizzi alternativi a controsoffitti e librerie sono la parete/i della cabina armadio, e la zona dietro al letto (dove ricavare nicchie, ad esempio).

#4: Bagno

Il 90% dei lavori in cartongesso in bagno, riguarda il soffitto (compreso interno doccia).

lavori-in-cartongesso-e-controsoffitti
In genere si utilizzano le lastre idrofughe, specifiche per ambienti umidi.

Altre opzioni?

◼︎ i muretti che nascondono i sanitari;
◼︎ la parete della doccia;
◼︎ strutture particolari (vedi foto sopra);

Alcuni locali hanno uno o più pareti in cartongesso, che nascondono gli impianti e la cassetta di scarico del wc (esempio: il bagno in camera ).

#5: Ingresso e corridoio

Controsoffittature onnipresenti:

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aggiungo la possibilità di nascondere i pilastri , allungati e mascherati grazie al cartongesso.

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L’idea è nata visitando alcuni appartamenti, dei primi anni duemila.

Immobili che per necessità costruttive avevano un pilastro in mezzo al soggiorno, più spesso nei pressi dell’ingresso.

Psss…l’idea funziona alla grande! 😉

#6: Lavori in cartongesso particolari

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L’ultima tipologia comprende alcuni piccoli e medi interventi.

Tra questi abbiamo mensole in cartongesso e divisori di ambienti.

Quanto costano le opere?

Senza progetto e sopralluogo, è impossibile stabilire prezzi (i professionisti eseguono sempre un sopralluogo!).

On-line trovi prezzi indicativi (acquisto materiale, manodopera, etc…), puntualmente diversi dal preventivo finale del cartongessista.

Contatta due-tre professionisti della tua zona e chiedi un preventivo, in seguito ad appuntamento presso la tua casa.

In conclusione

Realizzare lavori in cartongesso conviene.

Tempi e costi ridotti sono l’arma vincente del materiale.

Lavori rapidi e puliti, disagi contenuti e versatilità rappresentano la ciliegina sulla torta.

Senza dimenticare che puoi dar vita a qualsiasi opera tu abbia in mente (o quasi!).

Se hai domande scrivi un commento: ti risponderò il prima possibile. 🙂

Una cosa prima di salutarci: restiamo in contatto! 🤝

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A presto!
Lorenzo

L’articolo Lavori in cartongesso: come e dove utilizzarlo tra le mura domestiche proviene da Voglia di Ristrutturare .

Edilizia, risparmio ed economia circolare

Edilizia, risparmio ed economia circolare: le nuove frontiere del settore.

Si deve fare spazio ad una nuova visione d’insieme sia nelle nuove costruzioni, ma anche nelle ristrutturazioni attraverso il riciclo di materiali, meglio ancora se naturali, per creare nuovi prodotti. Una ricerca condotta da Politecnico di Milano per Federlegno Arredo e Rilegno ha evidenziato che la filiera del recupero e riciclo del legno post consumo in Italia ha un impatto economico stimabile in circa 1,4 miliardi di euro e seimila posti di lavoro e permette di ridurre le emissioni nel consumo di quasi un milione di tonnellate di CO2. Conoscendo il costo ambientale dei prodotti che usiamo, ogni consumatore sarà portato a preferire quelli con una vita più lunga e questo porterebbe i produttori a progettare prodotti migliori in termini di costi e durata. La Commissione Europea proprio in questi giorni ha presentato al Parlamento UE un report sull’attuazione del piano d’azione per la circular economy, evidenziando che la circolarità ha creato nuove opportunità commerciali, ha dato origine a nuovi modelli commerciali e sviluppato nuovi mercati. Nel 2016, attività circolari come la riparazione, il riutilizzo o il riciclo hanno generato un valore aggiunto di quasi 147 miliardi di euro, a fronte d’investimenti per un valore di circa 17,5 miliardi di euro.

Approfondimento di Domenico Letizia, presidente dell’Istituto di Ricerca di Economia e Politica Internazionale (IREPI).

Novita’ dal mondo legislativo per favorire l’edilizia

Tutte le novita’ dal mondo legislativo per favorire l’edilizia

Deroghe per favorire gli interventi edilizi utili alla riqualificazione urbana, estensione degli incentivi per l’acquisto di case antisismiche, sostegno alle attività professionali. Sono alcune delle misure contenute nel Decreto Crescita che ha ricevuto il via libera del Consiglio dei Ministri. Tra le importanti novità, i limiti di densità edilizia, altezza e distanza tra edifici, previsti dal DM 1444/1968, come il rispetto della distanza minima di 10 metri tra pareti finestrate, saranno validi solo nelle zone destinate a nuovi complessi insediativi, che risultino inedificate o con un basso livello di edificazione. La finalità della proposta, spiegano i relatori, è favorire la riqualificazione urbana dei centri storici e delle zone già edificate, in particolare per gli interventi di demolizione e ristrutturazione degli edifici preesistenti, anche con aumento della volumetria se consentito dagli strumenti urbanistici. All’articolo 6 vengono stanziati degli incentivi per la valorizzazione edilizia, in particolare, sino al 31 dicembre 2021 per i trasferimenti di interi fabbricati a favore di imprese di costruzione o ristrutturazione immobiliare che, entro i successivi dieci anni, provvedano alla loro demolizione e ricostruzione, anche con variazione della volumetria. Si applicano le imposte di registro, ipotecaria e catastale nella misura fissa di 200 euro ciascuna. L’art. 16 prevede inoltre che, con riferimento in materia di mitigazione rischio idrogeologico, ambientale, manutenzione di scuole e strade, opere infrastrutturali, edilizia sanitaria e altri programmi previsti dalla legge 30 dicembre 2018, le regioni a statuto ordinario possono procedere ad assunzioni di personale a tempo indeterminato in coerenza coi piani triennali di fabbisogni e in base alla sostenibilità finanziaria. Il contributo sarà attribuito a ciascuna amministrazione comunale sulla base della popolazione residente dal 1 gennaio 2018, partendo da 60mila euro, per i Comuni con popolazione fino a 2mila abitanti, e arrivando a 150mila euro nei Comuni con popolazione superiore a 100mila abitanti. Interessanti novità che vi invitiamo ad approfondire, anche contattando gli analisi della nostra struttura.
Approfondimento di Domenico Letizia, presidente dell’Istituto di Ricerca di Economia e Politica Internazionale.