L’edilizia sostenibile diviene una Fiera

L’edilizia sostenibile diviene un momento di aggregazione per la scoperta delle migliori pratiche, una fiera sulla sostenibilità dell’edilizia.  La Fiera “Klimahouse 2020“, la fiera internazionale per l’efficienza energetica e il risanamento in edilizia, che apre i battenti mercoledì 22 gennaio per concludersi sabato 25 gennaio presso la  Fiera Bolzano. Un’enorme spazio espositivo di 25mila mq, che ospiterà più di 450 stand ed espositori.

Giunto alla sua quindicesima edizione, l’evento promosso da Fiera Bolzano è dedicato alle nuove frontiere dell’architettura e dell’edilizia sostenibile a livello internazionale.

Gli appuntamenti di quest’anno, oltre 150, avranno come filo conduttore la centralità dell’uomo negli spazi abitativi.

Una direzione, quella di Klimahouse, che punta a rendere l’abitare una materia non per soli tecnici ma sempre più estesa a ciascun individuo e che punta a un maggiore benessere psicofisico dato dall’impiego di elementi naturali, come ad esempio le soluzioni naturali, ecosostenibili e riciclabili per la bioedilizia  a base di calce e di sughero, che vengono presentate proprio in questa occasione.

«Innegabilmente questo nuovo approccio è influenzato dal dibattito sul cambiamento climatico e dall’esigenza attuale delle persone di riappropriarsi degli spazi che vivono e abitano quotidianamente», ha spiegato Claudio Corrarati, Vicepresidente di Fiera Bolzano.

Inoltre, guarda al pianeta salute, l’evento della giornata di chiusura di Klimahouse sabato 25 gennaio, il convegno Salute nell’edilizia edilizia per la salute,  il primo evento interprofessionale accreditato per i medici, infermieri, professioni sanitarie e per i professionisti dell’edilizia

Sempre il 25 gennaio debutta a Klimahouse 2020 HHH – HOME, HEALTH & HI-TECH, il primo format di contenuti pensato per parlare di salubrità indoor in un approccio nuovo, interdisciplinare, rivolto alla formazione continua delle professioni tecniche dell’edilizia (architetti, ingegneri, geometri e imprese) dei professionisti dell’ambito medico (medici, farmacisti, professioni sanitarie) e di chi si occupa di comunicare questi temi (giornalisti, blogger, autori).
HHH è uno stargate promosso dal partenariato di ricerca interuniversitaria CNT-Apps con la collaborazione di un gruppo di professionisti.

Tasse e agevolazioni: il nuovo quadro del 2020

Tasse e agevolazioni sembrano caratterizzare il nuovo quadro fiscale legato alle case e alle abitazioni.  La new entry dell’anno è rappresentata dal bonus facciate al 90% sui lavori, anche di manutenzione ordinaria, sulle facciate degli edifici. Devono trovarsi nelle zona ad alta densità abitativa (A e B dei piani regolatori) e riguardare le strutture opache (sono quindi esclusi infissi o grondaie).

La novità era già nota dallo scorso ottobre, ma adesso conosciamo con esattezza le regole ed i termini del nuovo bonus facciate.

Poi ci sono le proroghe nelle attuali misure della detrazione e tasse sulle ristrutturazioni al 50% fino a 96mila euro di spesa, dell’ecobonus al 65% per un tetto di spesa che varia a seconda dell’intervento, del bonus mobili al 50% fino a 10mila euro, del bonus verde al 36% fino a 5mila euro (questa misura è contenuta nel Milleproroghe).

La detrazione sul mutuo primo casa al 19% è l’unica che resta immutata, a prescindere dal reddito (negli altri casi, c’è una stretta per chi guadagna più di 120mila euro). E’ però necessario, anche nel caso del mutuo prima casa (come, dal 2020, per applicar tutte le altre detrazioni al 19%, che il pagamento avvenga con modalità tracciabili.

Se è in corso una procedura esecutiva sulla prima casa, il debitore può chiedere la rinegoziazione del mutuo oppure la surroga a una banca terza, il cui ricavato deve essere utilizzato per estinguere il mutuo in essere, con assistenza della garanzia del Fondo di garanzia per la prima casa.

Il debitore deve essere un consumatore (non un’impresa), il creditore una banca, il mutuo (di garanzia ipotecaria di primo grado) deve già essere rimborsata al 10%, il debito complessivo non sia superiore a 250mila euro. Sono previsti una serie di alti requisiti, precisamente descritti dalla norma, contenuta nell’articolo 41-bis del decreto fiscale.

L’obiettivo evidente di tale misura è quello di rilanciare la cura degli stabili; promuovere la riqualificazione del patrimonio edilizio; incentivare il risparmio energetico ed infine un obiettivo ancora più ambizioso è quello di dare un volto nuovo alle nostre città. Sono attesi effetti immediati nel settore edilizio nonché sul decoro architettonico degli edifici e delle città.

 

 

Cabina doccia per un totale relax

   Cabina doccia per un totale relax

La cabina doccia è un elemento essenziale nel nostro bagno: in essa è possibile prendersi cura del proprio corpo e rilassarsi alla fine di una dura giornata di lavoro.

Quello che si cerca è uno stile che renda gli spazi all’avanguardia ma allo stesso tempo anche intimi, originali e di grande comfort.

Il bagno è diventato la stanza del relax, in cui è importante sentirsi a proprio agio e per questo è indispensabile poter scegliere gli accessori e i materiali che si preferiscono, come importante è avere una vasta scelta di box doccia tra le quali poter selezionare quella che maggiormente sentiamo conforme al nostro momento di quiete.

Edil Posa di Longo Salvatore dispone di uno staff tecnico altamente specializzato che potrà auitarti in ogni fase di realizzazione del tuo lavoro dando la possibilità di poter combinare insieme praticità e benessere anche nei bagni con dimensioni più ridotte, potendo scegliere un box doccia idromassaggio che in un spazio minore regalano gli stessi benefici di una vasca che richiede una superficie più ampia.
In questi contesti un ruolo importante è giocato dall’illuminazione che è un fattore importante quando si parla di arredamento di spazi esigui, nei quali avere la giusta luminosità aiuta a dare la sensazione di maggior ampiezza,e può regalare delle ottime possibilità di miglioramento alla stanza non dovendo stravolgere la struttura del bagno.


La cromoterapia prende anche il nome di doccia emozionale e attualmente è possibile trovare questo sistema integrato all’interno dei soffioni delle docce di casa propria e nelle strutture stesse.
In questo modo il bagno diventa un luogo di vero e proprio relax, unendo al piacere dell’acqua quello della luce colorata: bianco, rosso, blu, verde, a seconda dello stato d’animo che si prova e della sensazione di cui si ha bisogno.

Arredare il bagno con un mosaico non solo permette di personalizzare e definire lo stile ma assicura sempre un tocco di eleganza.Il mosaico è un tipo di decoro molto antico composto da piccole mattonelle, diverse dalle comuni piastrelle di dimensioni più grandi, questi piccoli frammenti di maioliche applicati vicini consentono di creare disegni, immagini particolari o semplicemente di realizzare una zona di diverso colore.
La Edil Posa di Longo Salvatore è specializzata nella realizzazione di lavorazioni edili di altissima qualità, dispone dei migliori professionisti del settore con piastrellisti, muratori, carpentieri, falegnami, idraulici ed elettricisti.
Siamo in grado di eseguire qualsiasi tipo di lavoro dall’inizio alla fine sempre in maniera impeccabile.
Se avete dubbi su come scegliere il box doccia, non perdetevi i nostri consigli! Forma, dimensioni, tipologia di ante e materiali sono solo alcuni dei dettagli da verificare.  Il nostro Staff è a Vostra completa disposizione per preventivi, consulenze, sopralluoghi e quant’altro possa soddisfare le Vostre esigenze e necessità.
Non esitare a contattarci o richiedere un preventivo gratuito.

Il bio-mattone in canapa per il rispetto dell’ambiente

Ritorniamo ad occuparti del rapporto edilizia e ambiente. Negli ultimi tempi un dibattito interessante va intensificandosi attorno all’utilizzo della canapa per l’edilizia, attraverso la diffusione del bio-mattone. Secondo le stime del WWF, entro il 2030, la produzione di calcestruzzo potrebbe raggiungere l’ammontare di 5 miliardi di tonnellate l’anno. Il cemento è un materiale per niente ecologico. L’obiettivo del futuro è quello di costruire città più verdi ed ecologiche. Questo ha portato allo sviluppo della bioedilizia. Per bioedilizia si intende un modo di costruire o ristrutturare un edificio nel modo più ecologico possibile. Una costruzione deve essere eco-compatibile in tutte le fasi del suo ciclo di vita, dalla sua costruzione alla sua demolizione.

La bioedilizia tende a prediligere eco-materiali che provengono da fonti rinnovabili. Alcuni di questi materiali sono legno, paglia e mattoni che sono utilizzati sin dall’antichità. Materiali più innovativi sono il legno-cemento e la fibra di cellulosa.

Tra i materiali nuovi della bioedilizia, la canapa è uno dei più promettenti, duttili ed efficienti. Alcune tipologie di mattoni sono in grado di catturare le emissioni di anidride carbonica, rispettando al tempo stesso standard di isolamento termico e acustico. Sperimentazioni interessanti come il “biomattone” in materiale composito, ideale per un clima come il nostro, in grado di mantenere in casa nei periodi di grande caldo una temperatura media di 26 gradi, senza necessariamente ricorrere alla climatizzazione.

Oltre che utile all’ambiente, lo è anche in termini di risparmio energetico: la ricerca, infatti, ha evidenziato come la produzione di mattoni biosolidi richieda solo circa la metà dell’energia dei mattoni convenzionali. Oltre a essere più economici da produrre, i “mattoni ecologici” hanno anche una minore conducibilità termica, garantendo così agli edifici prestazioni ambientali più elevate.

I bio-mattoni sono prodotti in stampi a temperatura ambiente, senza quindi bisogno di consumare energia né produrre emissioni, quindi un approccio eco-sostenibile importante e da valorizzare.

Bonus ristrutturazioni 2020: proroga e novità

Bonus ristrutturazioni 2020proroga della detrazione del 50 per cento sui lavori di manutenzione. La Legge di Bilancio concede un nuovo anno di vita ad una delle agevolazioni dal maggior appeal per i contribuenti intenzionati ad effettuare lavori in casa.

Non si segnalano particolari novità circa i lavori ammessi ed i limiti per poter beneficiare del bonus ristrutturazioni. Sebbene introdotto come beneficio a parte, accanto agli sgravi per lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria dal 1° gennaio 2020 debutterà il nuovo bonus facciate.

Grazie a tale meccanismo, abbiamo un quadro completo di quelle che sono le detrazioni per chi effettua lavori di manutenzione alla propria abitazione. Per quel che riguarda il bonus ristrutturazioni 2020, la detrazione Irpef del 50 per cento sarà riconosciuta fino ad un massimo di 96.000 euro di spesa, per specifiche categorie di interventi. Ulteriori novità potrebbero emergere con l’approvazione definitiva della Legge di Bilancio 2020.

Il bonus ristrutturazioni è la detrazione fiscale del 50 per cento riconosciuta ai contribuenti che effettuano lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria in condominio o in edifici singoli.

Nonostante siano passati anni dalla sua introduzione, sono ancora in tanti a chiedersi come funziona. Il bonus ristrutturazioni, prorogato dalla Legge di Bilancio fino al 31 dicembre 2020, consente di accedere ad un rimborso Irpef per le spese sostenute, fino ad un massimo di 96.000 euro.

A partire dallo scorso anno e anche per i lavori del 2020 è stato introdotto un nuovo adempimento per l’accesso alla detrazione: per i lavori di ristrutturazione che comportano anche un risparmio energetico è obbligatorio l’invio della comunicazione ENEA.

Il bonus ristrutturazioni può essere richiesto da tutti i contribuenti soggetti al pagamento delle imposte sui redditi, residenti o non residenti in Italia. La detrazione del 50 per cento sull’Irpef può essere richiesta non solo dal proprietario ma anche dai locatari.

Bonus casa 2020: le novità

Ultime novità prima della fine dell’anno per quanto riguarda il pacchetto legislativo di bonus per le case. Per poter sfruttare già dall’anno prossimo la detrazione per i lavori in casa, le spese vanno saldate entro il 31 dicembre. Solo così nel modello 730 o Redditi 2020 si potrà scontare dall’Irpef la prima delle rate in cui è divisa l’agevolazione. Come riportato da “Il Sole 24 Ore“, ai fini della detrazione, infatti, vale la data di pagamento.

E non importa che questo si riferisca al totale dei costi: si può cominciare a detrarre anche un versamento parziale, la cifra pagata in acconto.

Ci sono poi altri motivi che inducono a pianificare le opere. Uno di questi è senz’altro la (solita) incognita di fine anno sulla sorte dei bonus: dal recupero edilizio al risparmio energetico, dagli arredi ai giardini. Cosa sarà prorogato e cosa verrà modificato con la manovra? In attesa di vedere il testo di legge definitivo, una novità sembra comunque certa: l’arrivo del bonus facciate, che sta spingendo molti a programmare lavori di rifacimento dell’involucro del proprio edificio.

Il bonus facciate 2020 consiste nella detrazione del 90% delle spese sostenute per la ristrutturazione delle facciate esterne dei condomini.

La proposta avanzata da Dario Franceschini, Ministro dei Beni Culturali, è di ispirazione francese: si rifà alla Legge Malraux, proposta dallo scrittore e politico francese André Malraux e approvata nel 1962.

Il bonus facciate sarà disponibile solo per un anno, quindi si potranno detrarre i costi delle spese effettuate solo nel 2020. Come ribadito, non sono previsti limiti di spesa o di reddito per i contribuenti per accedere all’agevolazione.

Adesivi per porte interne: guida definitiva sugli stickers per porte

In questa guida scoprirai tutto ciò che devi sapere sugli adesivi per porte interne.

Innanzitutto parlerò di come sono fatti e delle superfici dove attaccano/non attaccano.

Poi vedrai come eseguire la corretta posa degli stickers per porte, compresi gli accessori da tenere a portata di mano.

Infine, i temi più ricercati e i siti dove trovi ampia offerta di prodotti.

Promessa: grazie ai consigli delle prossime righe trasformerai completamente le porte di casa!

Sei pronto/a?

3 Motivi per acquistare gli adesivi per porte interne

Se cerchi l’argomento avrai notato che esiste un affascinante mondo dedicato alle decorazioni per porte interne.

Parlo di quelle pellicole che coprono tutta la superficie del serramento (vedi immagine):

Adesivo per porte interne

Stanno spopolando, e a mio parere hai almeno 3 ottimi motivi per acquistarli.

Motivo #1: Minima spesa, massima resa

Adesivo per porta Leroy Merlin

Puoi rinnovare una porta di dimensioni standard (80 x 210 cm) con una spesa totale di circa 30-40 €. Tutto sommato è una spesa esigua, che ti permetterà di trasformare una porta noiosa o vecchia.

Da cosa dipende il prezzo finale?

◼︎ modello/collezione;
◼︎ tipo di pellicola;
◼︎ dimensioni superficie;

Le dimensioni incidono in minima parte, perché le porte interne delle case italiane (salvo eccezioni) hanno dimensioni regolari/conformi.

Domanda: per rinnovare una vecchia porta non è meglio la verniciatura?

La verniciatura è un’alternativa, che richiede una zona per verniciare e consente un solo effetto estetico. Con i temi degli adesivi hai parecchia scelta.

Motivo #2: Rapida trasformazione

Rivestimento adesivo per porte interne

Applicare un adesivo per porte interne richiede poco tempo, e ti consiglio di eseguirlo con l’aiuto di un’altra persona.

Molti non si rivolgono all’installatore, ma in questo caso hai bisogno di una buona dose di manualità e pazienza (oltre agli accessori giusti).

Motivo #3: Personalizzazione

Il mercato degli stickers per porte offre parecchia scelta:

Adesivi per vetri porte interne

Tra poco vedrai i motivi più desiderati ed acquistati, ma sappi che l’offerta accontenta anche i clienti più esigenti e perfezionisti.

Passiamo alla struttura dei prodotti.

Adesivi per porte interne: come sono fatti e dove puoi applicarli?

Il 99% dei prodotti in commercio sono composti da fogli in PVC, con la parte inferiore adesiva (per l’applicazione non è previsto l’uso di colle).

Superfici di utilizzo e materiali idonei

Parliamo di prodotti da installare sui serramenti interni, comprese le porte di ingresso (lato interno) e quelle tagliafuoco (sempre lato interno).

Le decorazioni si adattano a questi materiali:

◼︎ legno;
◼︎ metalli (ferro, alluminio…);
◼︎ vetro;

ATTENZIONE! ⚠️

La superficie della porta dev’essere liscia, quindi escludi subito tutte quelle vecchie porte con cornici* e/o decorazioni.

*in alternativa rimuovi le cornici

Sono da escludere anche le superfici esposte ad agenti atmosferici e luce diretta del sole, che rovinano colore e struttura del prodotto.

Come posare gli adesivi per porte interne?

Innanzitutto controlla i tutorial che trovi on-line, soprattutto su Youtube. In genere l’applicazione non è complicata, ma per un buon risultato è meglio smontare la porta (parlo di porte interne).

Per prima cosa rimuovi maniglie e serratura, poi pulisci la superficie con un panno e un detergente neutro.

A questo punto inizia l’applicazione vera e propria.

Accessori necessari:

◼︎ spatola ;
◼︎ cutter ;
◼︎ pistola termica (alternativa: un phon);

L’applicazione va fatta con calma, per evitare la formazione di bolle, e la spatola è fondamentale.

Eventuali errori di posa possono essere corretti, perché la maggior parte degli adesivi hanno un’adesività progressiva (quindi hai pochi minuti per rimuovere ed applicare nuovamente il prodotto).

Mi raccomando: se non hai esperienza guarda le video-guide disponibili in rete!

Adesivi per porte interne: 4 Temi molto ricercati e desiderati

Veniamo ai motivi di maggior successo, a partire da uno tra i più intriganti…

Effetto 3D

Adesivo 3d per porte interne

L’obiettivo delle creazioni trompe-l’œil è dare profondità ed ingannare l’occhio, grazie a bellissime prospettive che danno la sensazione di poter attraversare la porta.

Nonostante la superficie bidimensionale, ti sembrerà di guardare oggetti reali e tridimensionali.

Finta libreria

Ho notato che il tema della finta libreria  è piuttosto gettonato. In pratica lo sticker rappresenta una libreria piena di libri.

Semplice. 🙂

Tema “porta”

Stickers per porte interne

Che ne dici?

L’adesivo riporta l’immagine di un’altra porta. È uno dei primi temi che ho visto dal vivo, e l’idea mi piace.

Guarda l’incredibile effetto che ha regalato a questo ambiente:

I disegni dei serramenti sono di vario genere:

◼︎ rustici;
◼︎ antichi e/o classici;
◼︎ modello “saloon”;

…ed altri ancora.

Soggetti celebri

Poster adesivi per porte interne

Per finire, gli adesivi per porte interne dedicati a personaggi ed opere famose.

Qualche esempio?

Lo sticker di Audrey Hepburn o quelli delle opere di Van Gogh , Leonardo da Vinci…

E sono solo alcuni dei moltissimi temi disponibili.

Come scegliere l’adesivo per porte interne giusto?

È soprattutto questione di gusti, ma posso darti qualche suggerimento.

Il primo: scegli un soggetto attinente allo stile della casa e/o ai complementi d’arredo della stanza.

Secondo suggerimento: in alternativa orientati su temi che rappresentano la tua personalità/carattere, oppure le tue passioni.

Ami la natura? (vedi immagine):

oppure vuoi qualcosa di originale?

Per la camera da letto di un bambino mi orienterei invece su temi divertenti ed accattivanti.

3 Siti dove acquistare gli sticker per porte interne

Veniamo ai portali dove troverai un buon assortimento di prodotti.

#1: Amazon

Se acquisti gli adesivi per porte di Amazon leggi bene descrizione e recensioni (alcune hanno le foto del prodotto montato), oltre alle domande rivolte al venditore.

I prezzi di partenza sono di circa 11-12 € a prodotto, riferiti ad un serramento di dimensioni standard.

#2: ebay

L’offerta è addirittura superiore a quella di Amazon, con prezzi (mediamente) più alti.

Puoi verificare l’affidabilità del venditore grazie alle recensioni di chi ha già acquistato, e ovviamente è possibile selezionare la dimensione del prodotto.

#3: Etsy

Non ho mai acquistato nulla su Etsy, ma alcuni iscritti al mio canale l’hanno fatto e lo consigliano.

I prodotti provengono da tutto il mondo, e il portale è abbastanza intuitivo.

#4: Creativespace

L’adesivo per porte interne di Creativespace si chiama Cover . L’azienda è specializzata in creazioni con effetto profondità, quindi i temi sono attinenti.

A livello estetico rende parecchio, tuttavia aumenta il prezzo (siamo attorno a 120 € per prodotto).

Tocca a te!

Gli adesivi per porte interne costano poco e trasformano rapidamente un serramento vecchio o noioso, quindi sono perfetti per restyling…o regalo (di certo originale!).

Non solo: con uno di questi sticker rendi unica la porta, a differenza delle verniciature standard.

Ora sta a te decidere.

Se hai domande/dubbi scrivi un commento qui sotto: risponderò il prima possibile.

Hai trovato informazioni utili e vuoi ripagarmi del lavoro?

Condividi il post, e iscriviti al mio canale Youtube  (dove trovi tante video-guide su ristrutturazioni e arredo degli interni). 💪🏻

Te ne sono grato! 🙂

A presto!
Lorenzo

L’articolo Adesivi per porte interne: guida definitiva sugli stickers per porte proviene da Voglia di Ristrutturare .

Pavimento in pvc: pro e contro, prezzi, migliori marche (Guida 2020)

Questa guida contiene tutto quello che devi sapere sul pavimento in pvc (detto anche pavimento vinilico o LVT).

Nelle prossime righe ne scoprirai pro e contro, ambienti di utilizzo, prezzi e migliori marche.

Non solo.

Ti aiuterò a scegliere il pavimento in pvc perfetto per la tua casa.

Tutto in un articolo step-by-step! Sei pronto?

Innanzitutto facciamo chiarezza…

3 Vitali informazioni sul pavimento in pvc

Pavimento in pvc

Diciamo come stanno le cose.

#1: PVC & Linoleum sono DIVERSI!

Il pavimento in pvc è spesso confuso con il linoleum, ma i due prodotti non hanno nulla in comune.

Il pvc è un prodotto sintetico (plastico) mentre il linoleum è naturale, ed è formato da un impasto di farina di legno, olio di lino, resine naturali e pigmenti colorati.

#2: Provenienza

Il 90% dei pavimenti in pvc sono cinesi, e non è un caso.

Per produrre questi pavimenti si inquina molto, e in Cina le normative sull’inquinamento sono più elastiche.

#3: Età

Il prodotto è ancora giovane e lo sviluppo è tuttora in corso. I vecchi pavimenti in pvc davano diversi grattacapi (che vedrai proseguendo nella lettura), e anche alcuni prodotti moderni hanno problemi di resa.

Ciò non significa che tutti i prodotti sono scadenti. 😉

Tuttavia dovrai sceglierlo con cura, in base ai tuoi obiettivi.

L’evoluzione dei pavimenti vinilici

I primi pavimenti in pvc erano altamente tecnici. Venivano impiegati soprattutto in ambito commerciale e pubblico (raramente nel residenziale).

Si vendevano in teli – tagliati di volta in volta in base alle esigenze – e il fattore predominante era la robustezza.

Pavimento in pvc a rotolo

Il progresso del prodotto ha portato alla nascita degli LVT (Luxury Vinyl Tile), che puoi tradurre in piastrelle viniliche di lusso.

Parliamo sempre di pavimenti in pvc, venduti in piastrelle di forma quadrata o allungata, dove l’aspetto prioritario è l’estetica:

Pavimento in pvc finto legno

Da qualche anno sono disponibili anche gli LVT di nuova generazione, ovvero gli SPC (con strato interno in pannello minerale rigido).

È l’ultima evoluzione del prodotto, più rigido e resistente agli sbalzi di temperatura.

In genere viene fornito con il materassino già incollato sul lato posteriore della doga.

I 3 tipi di pavimento in pvc

In commercio trovi tre tipologie di prodotto.

#1: Adesivo

Il pavimento vinilico adesivo (o autoadesivo) è composto da lame flessibili a spessore ridotto (1,3-2 millimetri), posate direttamente sul pavimento esistente.

Potrai quindi posarlo sulle vecchie mattonelle, purché il pavimento sottostante sia privo di imperfezioni.

Disponibile nel formato rettangolare, che imita le doghe, oppure in forma quadrata (mattonella).

#2: Flottante

Pavimento pvc LVT flottante

Il pavimento pvc flottante, assieme all’adesivo, è la tipologia più conosciuta ed utilizzata.

La struttura è composta da doghe (come per il pavimento laminato), con spessori, dimensioni e proprietà variabili a seconda di prodotto e modello.

#3: Rotoli

Qui il prodotto è venduto in rotoli a larghezza variabile (1, 2 o 3 metri) e lunghezza fino a 30 metri, con spessore ridotto (1 o 2 mm) e posa tramite utilizzo di colla.

È la tipologia meno utilizzata.

Ok, ora vediamo pro e contro del pavimento in pvc.

9 Vantaggi del pavimento in pvc

Prestazioni e resistenza sono direttamente proporzionali alla qualità del prodotto, quindi alcuni dei seguenti benefici si riferiscono ai prodotti migliori (e NON ai low cost).

In particolare:

Vantaggio #1: Resiste all’acqua

Pavimento LVT resistente all'acqua

100% Waterproof, quindi idoneo ad ambienti umidi come cucina e bagno.

Questa proprietà è una tra le più apprezzate, ecco perché tante persone lo preferiscono al pavimento laminato .

Ovviamente a tutto c’è un limite.
In caso di perdite d’acqua (esempio: lavatrice) dovrai smontare il pavimento, asciugare con cura e rimontarlo; poiché l’acqua che penetra tra le giunture crea muffa e cattivi odori.

ATTENZIONE! ⚠️

Il pavimento LVT non è idoneo ad ambienti con umidità di risalita.

Vantaggio #2: Spessore ridotto

Ecco un’altra peculiarità gradita.

I pavimenti adesivi hanno spessori di 1,2÷2 millimetri, caratteristica che – in alcuni casi – permette di rinnovare un ambiente senza demolire il pavimento sottostante.

In pratica incolli il pavimento vinilico su quello esistente, con una minima modifica delle porte.

Ricorda che tutto dipende dallo spessore del pavimento scelto e dalla luce disponibile sotto le porte.
Per funzionare correttamente, una porta ha bisogno di almeno 2-3 mm. di luce.

NOTA:

I migliori LVT arrivano fino a 8,5 mm. di spessore.

Vantaggio #3: Antistatico

L’aria è carica di elettricità.

I pavimenti vinilici antistatici riducono la carica statica nella stanza, e aumentano il comfort (respingono polvere e sporco).

Vantaggio #4: Ampia scelta

Pavimento in pvc per interni

Il mercato è in evoluzione, e potrai scegliere diversi aspetti del tuo pavimento in pvc.

Tra questi:

◼︎ tipologia (adesivo, flottante, rotolo);
◼︎ spessore;
◼︎ resistenza all’usura;
◼︎ dimensioni;
◼︎ texture superficiale (legno, marmo, ardesia…);
◼︎ colore;
◼︎ destinazione d’uso;

Riguardo l’ultimo punto: in base alle caratteristiche il pavimento sarà adatto ad un uso residenziale, commerciale o industriale.

Vantaggio #5: Facilità di posa

Pavimento in pvc ad incastro

Uno dei pavimenti più amati dagli appassionati del fai-da-te. In effetti l’installazione è semplice (basta un pò di manualità), sia per la tipologia adesiva che flottante.

A differenza di altri pavimenti (esempio: grés), la posa produce pochi residui.

Vantaggio #6: Pratico

È un pavimento semplice da gestire: pulizia e manutenzione sono simili a quella del laminato, quindi avrai bisogno di un panno in microfibra e del detergente neutro.

ATTENZIONE! ⚠️

I prodotti low-cost si sporcano facilmente, e la pulizia si complica (vedi paragrafo “svantaggi” a seguire).

Vantaggio #7: Riduzione del rumore

Pavimento in pvc effetto legno

È un pavimento silenzioso e confortevole, che attutisce il rumore da calpestio. Forse l’avrai già notato camminando su pavimenti in pvc di strutture pubbliche (palestre, uffici, ospedali…).

Le prestazioni migliorano quando il pavimento è abbinato ad un materassino acustico.

Vantaggio #8: Resiste all’usura

La resistenza all’usura di un pavimento vinilico si misura indicando lo strato di PVC superficiale (flessibile e meno resistente dell’Overlay del laminato).

Le classi di usura per il residenziale vanno da 0,20 a 0,50 mm (0,20 – 0,30 – 0,40 – 0,50), mentre oltre tali valori parliamo di vinilici idonei all’uso industriale (0.70 – 1…).

Vantaggio #9: Antiscivolo e antisdrucciolo

Pavimento lvt opinioni

Altro parametro da considerare riguarda le proprietà antiscivolo e antisdrucciolo, legate alla sicurezza del prodotto.

Per le proprietà antiscivolo la normativa di riferimento è la DIN 51130, e il vinilico residenziale rientra nei coefficienti R9 o R10 (in base alla destinazione d’uso).

Per le proprietà antisdrucciolo la normativa è la EN 14041, e se il pavimento è considerato “sicuro” avrà un classe tecnica DS (pavimento asciutto).

ATTENZIONE! ⚠️

Leggi con attenzione le schede tecniche dei prodotti e chiedi informazioni al rivenditore, così da verificarne il livello qualitativo.

3 Svantaggi di ALCUNI pavimenti in pvc

Ora i difetti, che riguardano i vinilici adesivi e i low-cost in generale.

Svantaggio #1: Resa estetica

Alcuni prodotti adesivi sono celebri per la scarsa resa estetica. Il pavimento vinilico adesivo va posato solo su pavimenti perfettamente planari, meglio se rasati o con piccole fughe.

Una precauzione necessaria, considerato che dopo qualche tempo – a seconda del prodotto – le fughe tendono ad affiorare, e si notano soprattutto in controluce.

Svantaggio #2: Sensibile allo sporco

I prodotti low cost (sia adesivi che flottanti) si sporcano facilmente.

Guarda l’immagine:

Pavimento in pvc graffiato

È il pavimento in pvc di una palestra e, ammaccature a parte, si sporca in continuazione a causa dei segni lasciati da scarpe e pesi.

Svantaggio #3: Termosensibile

Anche qui mi riferisco a prodotti adesivi di scarsa qualità, che si dilatano e restringono in base alle temperature.

In quali ambienti posare il pavimento in pvc?

Il prodotto è adatto a tutti gli ambienti della casa, quindi zona giorno (cucina compresa):

Pavimento LVT flottante

camere da letto:

Pavimento in LVT per interni

luoghi pubblici (palestre, ospedali):

e anche bagno:

Pavimento in pvc per bagno

Ricorda: le fonti di umidità occasionali non danno problemi, ma se bagni il pavimento devi asciugarlo il prima possibile. In caso contrario l’umidità penetra sotto il pavimento.

Come scegliere il pavimento in PVC? 5 Step per decidere

Mettiamo da parte il prezzo almeno per il momento (gli ho dedicato un capitolo), e vediamo gli altri parametri decisionali.

Parametro #1: Tipo di riscaldamento

Pavimento LVT per interni

È il primo metro di giudizio che già da solo esclude alcuni prodotti, perché non tutti i pavimenti vinilici sono idonei – ad -esempio – al riscaldamento a pavimento.

Se hai il riscaldamento a pavimento devi verificare la compatibilità del prodotto di tuo interesse.

Parametro #2: Destinazione

Secondo la normativa Europea (DIN EN 685) i pavimenti in pvc hanno delle classi d’uso in base all’utilizzo:

◼︎ utilizzo domestico: classi da 21 a 23;
◼︎ utilizzo commerciale: classi da 31 a 34;
◼︎ utilizzo industriale: classi da 41 a 43;

Parametro #3: Spessore

Pavimento vinilico effetto legno

Lo spessore dell’elemento è direttamente proporzionale alla resa del prodotto. Un pavimento vinilico flottante da 4 mm. è meno performante rispetto ad uno di 5 o 8/8,5 mm.

Maggiore è lo spessore, maggiore è la qualità dell’incastro (in genere).

Parametro #4: Resistenza usura

I prodotti hanno varie resistenze all’usura, determinate in base allo spessore dello strato superficiale.

Maggiore è lo strato, maggiore è la resistenza.

Anche lo spessore dello strato di usura è riportato nella scheda tecnica, e va da un minimo di 0,20 mm fino a 0,50 (o 0,55) per i vinilici ad uso domestico.

Parametro #5: Estetica

Pavimento LVT Spc

Un’altra qualità di rilievo riguarda l’aspetto estetico del prodotto, e qui ho buone notizie.

In commercio trovi pavimenti in pvc con texture che imitano molto bene le essenze di legno, pietra, resina, acciaio… 😉

Quanto costa il pavimento in pvc?

Pavimento vinilico finto legno

Rispetto al laminato, il pavimento vinilico ha prezzi mediamente più alti.

I prodotti economici adesivi hanno un costo di partenza di 6-7 €/mq (posa esclusa), e la resa estetica è mediocre.

Chiedi informazioni al venditore, perché alcuni di questi pavimenti low-cost non sono idonei ad ambienti con grandi vetrate esposte al sole (perché perdono colore).

Con prezzi tra i 18-20 €/mq. passiamo dai prodotti adesivi a quelli flottanti, dove aumentano alcune qualità come resistenza all’usura e spessore complessivo.

Ho notato che alcuni flottanti low-cost non sono antistatici, quindi leggi la descrizione del pavimento e la scheda tecnica.

Per i prodotti delle migliori marche si arriva a 35-40 €/mq…ed oltre.

Quali sono le migliori marche di pavimenti in pvc?

👉🏻 Voglio precisare che questa guida non è sponsorizzata: riporto quelle che ritengo le migliori marche, sulla base di esperienza personale e confronto con rivenditori e privati.

Azienda 1: Pergo

L’azienda Svedese inventrice del laminato. Al momento offre 3 tipi di pavimento vinilico (adesivo e flottante), di cui uno specifico per sottofondi con qualche irregolarità (Rigid Click).

Un aspetto interessante è che il loro miglior prodotto resiste bene alle macchie, anche di pennarelli indelebili (a differenza di altre marche).

* i pvc Pergo sono prodotti in Belgio.

Azienda 2: COREtec

Azienda eccezionale. Ha un LVT estremamente stabile, con tappetino integrato in sughero (assorbe rumori ed imperfezioni del sottofondo) e spessore della lama fino a 8,5 millimetri!

L’incastro è molto resistente, come testimonia il video-test:

Se cerchi la robustezza, COREtec è il prodotto migliore.

Azienda 3: Berry Alloc

Berry Alloc pavimento pvc Spirit

L’ultimo arrivato della famiglia Berry Alloc si chiama Spirit, un pavimento vinilico disponibile in diversi formati, spessori, strati di usura e ovviamente decori.

I prodotti Spirit “Click Comfort” hanno il materassino integrato.

Come posare un pavimento in pvc?

Dipende dalla tipologia di prodotto.

Nel caso di un vinilico adesivo le lame si tagliano con un cutter, e poi si incollano al pavimento (che dev’essere perfettamente regolare):

Per quello ad incastro la posa è simile al pavimento laminato:

In genere le scatole con il materiale riportano anche le istruzioni di posa, e su alcuni siti dei produttori trovi i video tutorial.

Pulizia e manutenzione ordinaria del pavimento in pvc

La pulizia è simile a quella del pavimento laminato, e molte aziende hanno i loro kit.

Ciò di cui hai bisogno è un panno in microfibra e un detergente neutro (non aggressivo), e per togliere la polvere puoi utilizzare anche l’aspirapolvere.

Cosa NON devi MAI fare?

Stai alla larga da detergenti aggressivi (a base solvente), olio di lino e acetone, e non utilizzare le scope a vapore.

Quanto dura un pavimento in pvc?

Bella domanda.😬

La durata di un pavimento vinilico è legata a tre fattori:

◼︎ tipologia e qualità del prodotto;
◼︎ manutenzione ordinaria;
◼︎ destinazione d’uso;

👉🏻 Dipende da cosa acquisti, da come te ne prendi cura e dal luogo di utilizzo.

Non posso darti numeri certi ma ti invito a controllare le brochure e le descrizioni dei prodotti, che riportano gli anni di garanzia del pavimento.

In genere gli LVT ad uso commerciale hanno una garanzia inferiore, rispetto allo stesso pavimento posato tra le mura domestiche.

Ecco un esempio:

Durata pavimento pvc

Come vedi il pavimento è garantito 25 anni per l’uso residenziale, e 10 anni per quello commerciale.

Altro dato: anche lo spessore dello strato di usura può incidere sugli anni di garanzia del prodotto.

Ricapitolando

Il pavimento in pvc è adatto a tutti i budget di spesa, e volendo puoi risparmiare sul costo di posa in opera.

La scelta è davvero ampia, e oltre ai decori del legno trovi altre texture che imitano pietra, cemento, resina…

Rispetto al laminato resiste meglio agli ambienti umidi (con le dovute attenzioni) ma ha un prezzo medio maggiore (a parità di qualità).

Oltre alle mura domestiche, puoi utilizzarlo anche nell’ufficio e nell’attività commerciale (tra l’altro senza le paranoie di un parquet, ad esempio).

Sta a te decidere! 🙂

Se hai domande/dubbi scrivi un commento qui sotto: risponderò il prima possibile.

2 cose importanti prima di salutarci.

La prima: ringrazio Ferruccio Mattiello di Emmedue Pavimenti (Cittadella – Padova). Questa guida nasce grazie al suo prezioso contributo, e se abiti nella provincia di Padova ti consiglio di affidarti a lui per l’acquisto del tuo pavimento pvc.

Seconda cosa: ho dedicato molto tempo alla scrittura dell’articolo. ⏰

Hai trovato informazioni utili e vuoi ripagarmi del lavoro?

Condividi il post, e iscriviti al mio canale Youtube (dove trovi tante video-guide su ristrutturazioni e arredo degli interni). 💪🏻

Te ne sono grato! 🙂

A presto!
Lorenzo

L’articolo Pavimento in pvc: pro e contro, prezzi, migliori marche (Guida 2020) proviene da Voglia di Ristrutturare .

Ristrutturazione e prevenzione come diritti fondamentali

Le tematiche legate alle abitazioni diventano sempre più una priorità per la sicurezza dei cittadini. La prevenzione e l’atto di “ristrutturazione” di un abitazione sono un dovere civico per evitare incidente, aumentare la sicurezza e vivere in serenità nel proprio paese, città o quartiere.

Sono numerosi gli interventi di ristrutturazione edilizia e riparazione che è possibile realizzare senza dover richiedere autorizzazioni o presentare comunicazioni (Cil, Cila, Scia), né permesso di costruire.

Si tratta della cosiddetta edilizia libera, che rappresenta l’insieme dei lavori che è possibile eseguire sugli immobili senza chiedere autorizzazioni al Comune, presentare documentazione o comunicazioni di inizio attività.

Vediamo, dunque, l’elenco dei lavori che si possono realizzare senza autorizzazioni né pratiche burocratiche, consentendo in molti casi anche di accedere alle agevolazioni fiscali.

La riparazione, sostituzione o rinnovamento di infissi interni o esterni di un singolo appartamento è agevolabile solo a patto che comporti la demolizione, oppure se riguarda le parti comuni dell’edificio: in questo caso rientra fra le opere agevolabili dal bonus ristrutturazioni. Se gli infissi producono un risparmio energetico (ad esempio, diminuendo la dispersione di calore) rientrano anche nel bonus energia al 65% (Ecobonus), fino a un tetto di spesa di 60mila euro.

Spetta la detrazione al 50% anche per gli interventi di sistemazione della facciata (anche la semplice tinteggiatura), per nuova installazione o sostituzione con modifiche della grondaia, per l’intero rifacimento o la messa a norma dell’impianto elettrico o il rifacimento o l’innovazione di quello idraulico, per la pavimentazione delle aree pertinenziali del condominio.

Siamo pronti a seguire i nostri clienti e consigliere gratuitamente il miglior processo per ristrutturare la propria abitazione.

 

Altezza rivestimenti bagno: fino a dove rivestire? (Guida)

In questo articolo scoprirai tutto ciò che devi sapere riguardo l’altezza dei rivestimenti bagno.

Vedrai cosa prevede la normativa e quali sono le altezze più utilizzate.

Non solo.

Leggerai 5 preziosi consigli che ti eviteranno rogne…e un pessimo risultato estetico finale.

È una guida step-by-step – pratica ed efficace – perfetta se non hai esperienza e temi di commettere disastri.

Premessa: NON esiste l’altezza ideale per i rivestimenti del bagno!

Molti vecchi locali anni ’50-’60 e ’70 erano rivestiti fino al soffitto:

Vecchio bagno rivestito fino al solaio

mentre alcuni bagni moderni non hanno nemmeno le piastrelle:

Bagno moderno senza piastrelle

al di là di questo, non esiste l’altezza ideale e perfetta per tutti i bagni.

È soprattutto questione di gusti, ma puoi fare delle valutazioni che ti aiuteranno (finalmente!) a  decidere.

Iniziamo dalla normativa…

Altezza rivestimento bagno: cosa dice la normativa?

Dobbiamo distinguere tra bagni privati e pubblici.

Bagni privati

I bagni residenziali non hanno una precisa regola. Gli unici testi di riferimento sono il Decreto Ministeriale Sanità (5 luglio 1975) e il Regolamento Edilizio del tuo Comune.

Prendiamo il caso della città di Padova:

Normativa per altezza rivestimento bagno

Il regolamento edilizio parla di superficie impermeabile e lavabile fino a 1,80 metri di altezza.

Nessun richiamo esplicito alle piastrelle, e d’altra parte anche resine, microcementi e alcune pitture sono lavabili ed impermeabili…

👉🏻 Decidi tu fino a dove rivestire.

Bagni pubblici

Per i bagni dei locali pubblici dai un’occhiata al Regolamento Edilizio del Comune e alle indicazioni della ASL di riferimento.

Quale altezza per il rivestimento del bagno?

Passiamo alla parte pratica. 🙂

Per stabilire fino a dove rivestire, devi prima conoscere le possibilità a disposizione…compresi pro e contro.

#1: Altezza 120 centimetri

Questa opzione torna utile in un bagno stretto e lungo :

Bagno rivestito fino a 120 centimetri

Le pareti libere riducono la sensazione di “corridoio” che a volte si crea in locali di simile forma, soprattutto quando il bagno è davvero stretto e i rivestimenti hanno toni scuri.

Una soluzione che trovo adatta anche a bagni piccoli e ciechi, bisognosi di respiro.

Di certo c’è risparmio di materiale, quindi costi inferiori e (in teoria) un piccolo guadagno di tempo sui lavori.

Altro aspetto da valutare è che potrai colorare le pareti al di sopra delle piastrelle, anziché lasciare i muri bianchi:

Bagno con pareti colorate di giallo

Infine, una nota riguardo la praticità.

Meno rivestimento significa anche pulizie più rapide e comode. Non so ogni quanto pulisci le piastrelle, ma arrivare fino alla porta (ed oltre) è un lavoraccio. 😅

Un possibile svantaggio di questa prima tipologia di rivestimento riguarda la placca del wc…ma te ne parlo nel capitolo dedicato (quello sui “controlli”).

#2: Metà altezza

Bagno rivestito a mezza altezza

Rivestire a metà altezza significa ricoprire da 130 cm fino a 140-150 cm.

Questa scelta ha i medesimi vantaggi della prima opzione (120 cm), quindi applica le stesse valutazioni.

#3: Fino alla porta…o poco oltre

Bagno piastrellato fino alla porta
In molti ricoprono fino ad altezza porta, ovvero fino al bordo superiore della cornice della porta.

Qualcuno si spinge oltre, aggiungendo un’ulteriore fascia di piastrelle (così da arrivare a 240 centimetri da terra).

I costi del materiale aumentano…e anche le mattonelle da pulire. 😬

Tale soluzione è ideale soprattutto in locali di medie-grandi dimensioni.

#4: Tutta altezza

Rivestimento bagno tutta altezza

La quarta opzione è piastrellare fino al solaio.

Se scegli questa strada fai attenzione alle quote del solaio…potrebbe non essere perfettamente piano, e in tal caso la resa estetica finale è poco gradevole.

Come rimediare a tale eventualità?

Potresti creare un piccolo controsoffitto in cartongesso – qualora l’altezza interna lo permetta – dove inserire dei corpi illuminanti a led .

Eviterei il rivestimento al soffitto nei bagni piccoli e ciechi – soprattutto se ami i colori scuri – perché rischi di ottenere l’effetto scatola (triste ed opprimente).

* effetto ridotto con i toni chiari

Ma è la mia opinione.

2 Intriganti alternative per rivestire le pareti del bagno

Finora hai conosciuto le soluzioni celebri, ma che dire delle prossime due opzioni?

#1: Niente piastrelle

Bagno moderno senza piastrelle

Alcuni bagni moderni hanno pavimento e rivestimento in resina e/o microcemento (impermeabili), materiali perfetti per lo stile essenziale e minimalista.

#2: Rivesti “a pezzi”

Rivestimento in piastrelle dietro al lavabo

Altra facoltà è rivestire con mattonelle solo alcune zone del bagno.

Quelle obbligatorie sono l’interno doccia, zona vasca, dietro i sanitari e il lavabo.

Nelle aree rimanenti utilizza:

◼︎ pittura lavabile;
◼︎ resina;
◼︎ microcemento;
◼︎ smalto;

e volendo carta da parati:

Bagno rivestito con carta da parati
La carta da parati per il bagno resiste all’umidità, e puoi applicarla anche all’interno della doccia:

Interno doccia con carta da parati
Quella per la zona doccia/vasca è in fibra di vetro resinata (impermeabile).

Per un gran risultato basta rivestire una sola parete…anche piccola. 😉

Fino a dove rivestire doccia e vasca?

Doccia e vasca rappresentano un capitolo a parte.

Procediamo con ordine…

Rivestimenti doccia

Mattonelle dell'interno doccia

Nell’area del piatto doccia è buona norma rivestire fino ad almeno 200 cm.

Se rivesti fino a 2 metri, l’altezza del box doccia va scelta di conseguenza.

Un box doccia standard è alto da c.a. 185/190 cm fino a c.a 200 cm, e poggerà sul piatto doccia (anch’esso con altezza variabile).

Mi raccomando: l’altezza totale (box + piatto) non deve superare l’altezza delle mattonelle!

Occhio. 😉

Rivestimenti vasca

Anche le pareti a contatto con la vasca vanno rivestite fino ad almeno 200 cm.

5 Cose da controllare PRIMA di piastrellare il bagno (Importante)

A questo punto dovresti avere le idee più chiare, quindi non mi resta che svelarti il mio check-up.

Che-up formato da 5 controlli che ti eviteranno incomprensioni, sfuriate, ritardi e aumento del preventivo lavori.

Di che si tratta?

Controllo #1: Hai informato la ditta?

L’altezza scelta per il rivestimento va comunicata PRIMA dell’inizio delle opere.

Posa rivestimento in doccia

Il momento migliore è durante la firma del contratto.

Un vero professionista prende nota di tutti i desideri del cliente, e difficilmente dimentica tali aspetti.

Ma l’errore è umano, quindi…

Controllo #2: Progetto in cantiere!

Pianta progetto bagno

Il progetto del bagno va tenuto in cantiere per tutta la durata dei lavori.

Cosa contiene il progetto?

◼︎ pianta locale con misure e arredi;
◼︎ progetto pavimenti e rivestimenti;
◼︎ schede tecniche elementi (wc, bidet…);

Chi si occupa del progetto?

Lo show-room locale dove compri pavimenti, rivestimenti…oppure l’architetto e/o interior designer (se ne contatti uno).

Tuttavia, quando acquisti da una grande catena, non ricevi un progetto. 😐

In questo caso hai 2 possibilità:

◼︎ lo chiedi alla ditta;
◼︎ lo realizzi tu;

Nulla di complicato eh, l’importante è riportare le altezze dei rivestimenti, l’arredo, le misure (le schede tecniche le trovi su internet, nel sito del produttore).

Controllo #3: Placca WC

Ecco un altro importante aspetto:

Bagno rivestito male

Rivestendo fino a 120 cm (o poco al di sopra) la placca di comando del wc potrebbe cadere a ridosso tra mattonella e parete.

Non deve succedere. ⚠️

Se l’idraulico ha già terminato il lavoro, ed è impossibile spostare cassetta di risciacquo e placca, hai 2 rimedi:

◼︎ crei una cornice di mattonelle attorno alla placca;
◼︎ aumenti l’altezza del rivestimento;

Controllo #4: Altezza specchio

In base all’altezza del rivestimento, lo specchio/mobile specchio potrebbe rimanere leggermente a ridosso delle piastrelle.

Si crea una sorta di sgradevole scalino, quindi prendi nota anche di questa incognita.

Controllo #5: Profilo sulle mattonelle

Profilo Jolly piastrelle rivestimento bagno

Se scegli di rivestire fino a 150 cm ti consiglio di chiedere l’applicazione di un profilo terminale Jolly (ultima fila di mattonelle).

Oltre a proteggere gli spigoli esterni da urti e sbeccature, permette una rapida pulizia della polvere che col tempo si accumula.

Tocca a te!

È il momento di decidere.

Primo: l’altezza del rivestimento è soprattutto questione di gusti…ma se proprio non riesci a deciderti rileggi i miei consigli. 😉

Secondo: ricorda il mio check-up. Se necessario, appendilo sulla porta del bagno.

Quando inizieranno i lavori avrai tanti pensieri per la testa, e quei consigli torneranno utili!

Terzo: se hai dubbi e domande scrivi un commento qui sotto, risponderò il prima possibile.

Una cosa prima di salutarci: restiamo in contatto! 🤝

Iscriviti al mio canale Youtube , dove troverai i video gratuiti su arredo e ristrutturazione del bagno (con filmati direttamente dal cantiere!).

A presto!
Lorenzo

L’articolo Altezza rivestimenti bagno: fino a dove rivestire? (Guida) proviene da Voglia di Ristrutturare .